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Max De Angelis, l'intervista

Raggiungiamo al cellulare Max giusto in tempo. E' in attesa di imbarcarsi per l'ennesimo volo che lo porterà verso la nuova tappa di un tour italiano cominciato pochi giorni fa. Questo il piacevole prezzo da pagare per la promozione del suo nuovo album "37 Minuti". "E' un lavoro completamente differente dai precedenti, più intimo, molto meno furbo a livello commerciale".

Parliamo subito di questo tuo ritorno a distanza di due anni da "La soluzione". Cosa c'è di differente rispetto al tuo album di esordio e quanto è cambiata la tua musica da allora?
Beh, a livello di cuore è cambiato molto poco. Casomai è cambiata la cornice musicale che ha virato verso sonorità più intime e acustiche. Una scelta fatta dal mio grande desiderio di ricercare un nuovo sound, evitando una semplice ripetizione. Da un certo punto di vista questo albuim è molto coraggioso, poco 'furbo' o paraculo, come si dice a Roma. Non è molto radio friendly ma è un album onesto e sincero, nel quale in ogni traccia sarà possibile ritrovare il mio stile e il mio cuore. I miei sentimenti, ecco.
E' un album differente anche nella realizzazione visto che la registrazione è stata fatta con una band, è stata strumentale a tutti gli effetti.

Ho letto che tutti i brani di 37 minuti sono nati assime a Diego Calvetti. Mi parli un po' di questa collaborazione artistica? Da quanto tempo vi conoscete?
Fra me e Diego c'è un amicizia che dura da più di vent'anni. Inizialmente era un rapporto di puro divertimento, poi nel 2000 ci siamo ritrovati e abbiamo deciso di provare una collaborazione musicale. Ed è stato lì che è nata 'La soluzione'. Diciamo che è andata molto bene.

Quanto c'è di autobiografico nei testi di questo lavoro?
C'è molto, moltissimo. Quasi tutto. C'è solo un brano dell'album che non è mio, un brano sul quale non ho messo mano. Si chiama "incosciente". Ho deciso di metterlo ugualmente perchè le sonorità e lo stile della canzone rientravano perfettamente nel filo logico del cd.

Come mai lo hai chiamato 37 minuti?
Per la motivazione più logica. Ovvero quella della sua durata. Poi se calcoli che 3+7 fa 10 che è il mio numero fortunato... Insomma. E' stato quasi inevitabile.
Anche se l'album in realtà stava per chiamarsi '37 non è febbre'. L'idea mi era venuta durante una giorno di riprese. Un musicista doveva arrivare in sala a fare la registrazione ma mi chiamò e mi disse che non poteva venire perchè era a letto ammalato con.... 37.
Mi sono tornati in mente i giorni di scuola quando a mia madre gli inventavo che avevo la febbre a 37 pur di evitare il compito in classe e lei mi rispondeva: "Guarda che 37 non è febbre".

Quali sono le tue aspettative? Sei nervoso?
Le aspettative sono normali. Non sono agitato anche perchè so che comunque la fetta di conoscenti e amici il cd se lo comprerà (ride, ndr.). Certo, se poi mi metto a pensare al trend di vendite della musica dei giorni nostri allora dovrei stare tutto tranne che tranquillo. Vedremo, comunque. Anche perchè l'album, ti ripeto, non è stato realizzato con la logica di inserire canzoni dalle melodie paracule. Non è un disco furbo fatto apposta per le radio. E' un album piacevole ma non di impatto immediato. Quindi questo certamente non depone a mio favore a livello di vendite ma io resto fiducioso.

Dimmi tre qualità che caratterizzano il tuo nuovo album. Tre sensazioni che certamente l'album trasmetterà all'ascoltatore...
Allora: riflessivo, profondo (perchè in ogni brano c'è una parte del mio cuore incastonata) e piacevole.

Parlami dei due video che hanno lanciato il nuovo album: "E' così" e "Nevica" (guardali qui). Dove sono stati girati e quando?
Mi è piaciuta molto l'idea di inserire nel video di "E' così" l'effetto in slow motion. Rende il tutto molto 'moderno'.
'Nevica' l'abbiamo registrato in Trentino mentre 'E' così' a Lodi.
L'effetto in slow motion ha richiesto molto poco tempo per la realizzazione ed è stata utilizzata una tecnica di ripresa che mai fino ad ora era stata utilizzata in Italia.
L'abbiamo scelta perchè lo slow motion raffigurava benissimo l'idea che avevo del pezzo, ovvero quello di raccontare in tre minuti una scena che in realtà dura tre secondi.

Quali impegni promozionali legati al nuovo album ti attendono in questo periodo?
Beh, abbiamo cominciato il tour lo scorso 23 giugno vicino Verona e passerò tutta l'estate in giro per l'Italia, soprattutto al sud dove c'è una maggiore risposta in termini di passione e pubblico.
Gireremo con un tir che, arrivato nella piazza nella quale suoneremo, si trasformerà come un vero 'transformer', aprendosi e rivalendo un palco 14x8 metri. Intanto dietro al tir stesso ci sarà un tendone di gomma che si gonfierà diventando il backstage. Sarà una cosa innovativa, molto interessante.

Che idea hai della musica di oggi? Credi che sia comunque in grado di regalare brani di qualità o ormai tutto si è appiattito alla logica del singolo tormentone da presentare prima dell'estate? Quanto influisce il momento di estrema difficoltà nelle vendite discografiche sulla scelta di battere più sull'immediatezza piuttosto che sulla qualità?
Ci sono spiragli di luce, finalmente. Si sentono cd che hanno dietro un progetto e non più solo canzonette preconfezionate, pronte per essere consumate su una spiaggia. C'è oggi qualcosa di più digeribile dal punto di vista qualitativo rispetto ad un paio di anni fa. Ed è giusto così, visto quanto costano i cd... Ci sono in giro album con un'anima che sanno regalare un'emozione.

Secondo te in Italia oggi manca il coraggio di esplorare nuovi confini musicali?
Ce n'è più oggi che fino ad un anno fa. Secondo me il trend è positivo e presto si uscirà dalla mediocrità qualitativa.

In Italia si dà il tempo di crescere e maturare ai giovani musicisti?
Non è possibile dare tempo di crescere ai giovani artisti. Io sono stato fortunato perchè pubblico album con la 'Carosello Records' che è una casa discografica che punta sui giovani ma le grandi major giustamente devono avere dei ricavi immediati e quindi non si possono permettere il lusso di aspettare i giovani. E' per loro fisiologicamente impossibile ogni tipo di attesa. Soprattutto oggi.

Ho notato che sul tuo sito ufficiale tieni un blog. Qual è il tuo rapporto con internet? Navighi spesso e cosa cerchi sul web?
Allora, io con il web ho un rapporto giusto.
Diciamo che cerco di navigare senza venir risucchiato dalla rete. Quando ho tempo aggiorno il blog anche perchè questo mi permette di essere vicino ai fan e di abbattere quel muro che ti costringe a restare un'icona anzichè essere presente in carne ed ossa.
L'interazione che ti concede internet è una cosa favolosa e secondo me il web ha delle potenzialità incredibili che giustamente stanno venendo fuori anche se ancora è la radio il mezzo di comunicazione più utilizzato per la musica.
Detto ciò, mi auguro (anzi, ne sono convinto) che il web supererà la radio per la promozione di album. Questo è solo un momento si transizione. E' iTunes la strada da battere. Io tifo per la divulgazione legale della musica su internet, soprattutto con i prezzi che hanno oggi i cd. E' giusto che un ragazzo possa ascoltare musica dal web spendendo molto, ma molto meno di un cd.
Ovviamente internet comporta anche dei rischi a livello di legalità. Ecco, dovremmo cercare tutti di restare nei limiti della legalità.
Per molta gente che come me è ad un discreto livello di notorietà, la promozione via web è determinante. Figuriamoci per coloro che hanno ancora meno notorietà di me...

Parliamo un secondo degli artisti romani che in questi ultimi anni sono saliti alla ribalta. Mi riferisco a gente come te, come gli Zero Assoluto, il fresco vincitore di Sanremo Cristicchi e come Pier Cortese, senza dimenticare Niccolò Fabi e Alex Britti.
Come mai tutta questa proliferazione di artisti di ottima fattura giunti dalla capitale?

Beh, secondo me artisti romani ci sono sempre stati. L'unica differenza è che ora ne stanno uscendo molti più di prima. Ma la capitale ha sempre sfornato ottimi artisti che hanno poi raggiunto un livello di qualità nazionale e non più solo provinciale.
Roma è ora quella che una volta era l'Emilia.
Invece secondo me il dato più interessante e importante da analizzare è il fatto che si stia rivalutando la musica dal vivo a Roma. La gente sta tornando ad ascoltare musica dal vivo. Una volta c'era il Locale, oggi c'è il Lian Club nel quartiere San Lorenzo.

Un nome nuovo nella musica italiana. Secondo te da qui ad un anno, su chi punteresti?
Quale cantante è destinato a seguire le orme dei grandi cantautori italiani?
Se azzecca anche il terzo singolo, io punterei forte su Fabrizio Moro. Un grande artista.
Fra un anno ci risentiamo e vediamo se avrò avuto ragione.


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