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Max Raabe and Palast Orchester - Live in Rome

Etichetta: Bmg - Voto: 7.5
Pezzo migliore: Parlami damore Mariù

Quando nel 2004 sono andato al concerto della Palast Orchester, lo ammetto, c'era in me un po' di scetticismo. Non li conoscevo e, come la maggioranza degli italiani a quell'epoca, mi ero scontrato con la loro musica solo attraverso una serie di riletture in chiave dance-band anni 30 di alcuni successi pop (uno su tutti la Sex Bomb di Tom Jones) che in tutta onestà non mi facevano impazzire.
Sul cartellone del concerto, però, c'era scritto Canzoni tra le due guerre con gli arrangiamenti originali e questo mi spinse, comunque, ad andarli a sentire.


Sarà forse per quello scetticismo o forse (più probabile) per l'innegabile bravura di questi 12 strumentisti (più due cantanti) che io, quella sera, mi divertii come mai nella mia vita.
Ora uno dei concerti di quel tour (per la precisione quello registrato all'Accademia Filarmonica Romana) è diventato un disco e presto uscirà anche in DVD. Il titolo? Semplicissimo: Max Raabe & Palast Orchester Live in Rome
La particolarità di questo album, a differenza degli altri della sterminata discografia della Palast Orchester è rappresentato dalla scaletta. Trattandosi del tour in Italia, infatti, l'orchestra aveva pensato di proporre anche una squisita rappresentanza di canzoni italiane che appaiono su un loro disco per la prima volta. Si tratta di chicche come Mille lire al mese, Parlami d'amore Mariù, Così Cosà, Vivere con anche un ritornellino cantato nella nostra lingua su Salomè da noi nota come Abat Jour.
La cosa che sorprende maggiormente al concerto della Palast è la straordinaria capacità di abbinare all'affascinante resa pedissequa delle atmosfere d'epoca, frutto di una ferrea disciplina e di un evidente lavoro di ricerca, una attitudine ironica a dir poco entusiasmante. Tra un forzato charme ed uno snobismo da parodia, il loro spettacolo è divertentissimo. Con i musicisti che si travestono, giocano e si scambiano i ruoli mentre Max Raabe, il cantante, con una buffa pronuncia italiana introduce le canzoni in scaletta come lo farebbe un annunciatore della radio di quegli anni. L'attitudine è divertita ma disciplinata, non ci sono mai sbavature e nemmeno cadute di tono.
La tracklist è ricca e piacevole, con canzoni tedesche, americane e italiane degli anni 20 e 30, pezzi immortali come Night and Day, Happy Days e Lady be Good, con anche una breve puntata ai giorni nostri e alle trascurabili cover della musica pop (Oh I did it again di Britney Spears e l'ovvia Sex Bomb).
L'unica cosa che dispiace è che nel CD non vi sia traccia degli interventi parlati di Raabe, forse eliminati in funzione del mercato straniero, che ne avrebbero almeno in parte evidenziato l'attitudine giocosa.
Per il resto questo disco è la perfetta cartolina ricordo di una serata che, tra ovazioni e leggiadro godimento, è risultata talmente piacevole da diventare indimenticabile.
A supporto dell'album, la Palast Orchester con Max Raabe, torna tra qualche giorno in Italia per una lunga tournée. Partenza da Monfalcone il 24 marzo poi a Mantova (25/3), Ferrara (27/3), Siena (31/3), Roma (2/4), Modena (3/4) e Milano per due date (27 e 28/4).

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