Excite

Meg, l'intervista con Excite

Nel cortile di un albergo di Roma abbiamo incontrato Meg, cantante dei 99Posse, a ridosso delluscita del suo primo disco solista, omonimo. Ci siamo messi a chiaccherare del suo lavoro, dei 99 posse, di Bjork, di internet, della musica impegnata, dei suoi riferimenti, di Pino Daniele e di molto altro.
Meg sembra timida, imbarazzata, quasi impaurita e inibita dalla presenza della mia telecamera, che non vuole puntata in faccia.
Mi adeguo, le spiego che mi serve per registrare la chiaccherata (e per qualche immagine sparsa tra queste righe, ma forse non glielho spiegato e tra qualche giorno le immagini spariranno) e riportare fedelmente quanto segue:

a cura di Zoro

A quale punto della carriera di un'artista come te si sente la necessità di intraprendere una carriera solista ed abbandonare un percorso rodato come quello dei 99 Posse?
In realtà è stato un percorso molto naturale. Nel momento in cui abbiamo deciso di prenderci una pausa mi sono ritrovata nella situazione di dover scegliere se restarmene con le mani in mano o mettermi a fare qualcosa in proprio. Ero curiosa si scoprire le mie potenzialità, mi sono messa alla prova, sfruttando il know how tecnico che avevo accumulato nel tempo grazie ai Posse e a Marco Messina che mi ha insegnato moltissimo e mi ha dato la possibilità di sperimentare cosa sarebbe successo se mi fossi messa a lavorare alle musiche, alla programmazione e ai testi, da sola.

E con i 99 Posse le cose come evolvono?
La questione Posse è al momento infase di stallo ma spero non sia archivita del tutto e mi auguro che un giorno questa pausa possa finire e si riparta con la nostra attività di gruppo. Al momento, però, abbiamo sentito tutti la necessità di sviluppare lavori individuali, anche perchè, dopo dieci anni di lavoro collettivo, la necessità di staccare e di fare un qualcosa di diverso, di più personale, arriva fisiologica.

Ho chiesto ai lettori del mio blog quali domande avrebbero voluto farti.
A questo punto te ne giro subito una: i 99 posse si sono bloccati per loro scelta oppure sono stati in qualche modo "costretti" a fermarsi, un po' come si sospetta possa essere accaduto ai Rage Against The Machine negli Stati Uniti?

No, assolutamente.
Per quanto ne so io, neanche i Rage sono stati mai costretti a "tacere" musicalmente. La stessa cosa è avvenuta per noi. Abbiamo deciso di prenderci una pausa di nostra spontanea volontà. Non ci sono mai state costrizioni esterne.

Parliamo del cd. Ho visto che quasi tutti, dopo aver ascoltato il tuo lavoro, non possono fare a meno di accostarlo, per diverse ragioni, ai nomi quello di Bjork e Mina.
Ne sei consapevole o la cosa ti sorprende?

Molte persone mi hanno fatto notare questi accostamenti.
Io trovo la cosa molto curiosa. Bjork la ascolto da almeno 10 anni e mi ha sempre colpito come artista e come musicista. Mi ha anche in un certo modo "incoraggiata" nel percorso artistico che ho deciso di intraprendere. Da quando la ascolto ho notato fra noi due una sorta di corrispondenza di amorosi sensi a distanza, sia per quel che riguarda l'approccio ai testi che nel taglio stilistico delle composizioni.
Alla fine, comunque, questo accostamento non mi preoccupa, anche perchè, svolgendo un lavoro creativo, mi ritrovo inevitabilmente ad assorbire le cose che ascolto o che vedo.
Mi riferisco ad input audio come i Beatles, Bjork, Radiohead, o ad imput visivi come la pittura, la letteratura, la poesia, il cinema. Tutte queste esperienze, alla fine, le ho assorbite e sono diventate come degli strati interni che sono andati a creare la mia persona e il mio vissuto.
La cosa curiosa del mio accostamento a Mina, invece, è che io non l'ho mai ascoltata.
Forse mi avvicino a lei in un modo del tutto inconsapevola in quanto nell'album si percepiscono chiaramente le mie passioni per la musica anni '60 e '70 che da bambina, a casa, ascoltavo ed immagazzinavo attraverso i dischi dei miei genitori. Però i miei genitori non ascoltavano Mina.
Normalmente la gente tende a riportare una figura simbolo ad un certo periodo musicale ed è per questo, forse, che mi hanno accostato a Mina.

E questi accostamenti un po' ti danno fastidio?
Mi lasciano indifferente.
Beh, non sei andata male, meglio Mina e Bjork di altri...
Beh, sì meglio loro di Cristina D'Avena...
Per quanto pure Cristina DAvena...
Ma infatti pure lei ha segnato parecchio la mia adolescenza.
Conosco tutte le sue canzoni a memoria.

Credo che il tuo pregio sia sempre stato quello di avere un tuo stile, offrendo un modo di cantare alternativo alla giorgizzazione imperante che ha contagiato molte tue colleghe e aspiranti tali. Hai sempre interpretato i pezzi con un approccio tuo (magari dovuto ad una preparazione o ad una tecnica diversa da quelle di chi emula Giorgia), senza sentire il bisogno di avvicinarti a lei o ad altre. Ora però potrebbe venirti "rinfacciata" uneccessiva bjorkjzzazione, nelle atmosfere, nei suoni, e anche nel video "Simbiosi", molto simile ad un musical...
Sai, una cosa che abbiamo in comune io e Bjork è che io, come lei, tendo a tirare fuori quello che sento.
La mia emozionalità si percepisce chiaramente nel mio lavoro perchè la considero l'elemento cardine di quello che faccio. Se non fossi emozionata nello scrivere un pezzo, nel cantarlo o nell'eseguirlo, non lo farei.
Tu dici che "Simbiosi" riprende molto l'idea di un musical. Forse è vero.
A me i musical piacciono molto, West Side Story mi ha segnato molto in gioventù.
Però credo che delle differenze rispetto a Bjork ci siano.
A livello di suoni è vero che ci sono delle somiglianze ma è normale. Lei è stata la prima a mescolare l'elettronica e strumenti acustici. E una soluzione artistica che mi rappresenta e mi piace molto. In realtà in questo disco ci sono un po' tutti i miei ascolti, quelli ai quali sono rimasta più affezionata e quelli che mi hanno "fisicamente" segnata. Mi riferisco al '94, un anno per me decisivo a livello musicale. Ricordo che rimasi segnata dall'uscita di "Dummy" dei Portishead, "Protection" dei Massive Attack, Maxinquaye di Tricky.

I Lamb..

No, i Lamb non mi sono mai piaciuti.
I Prodigy semmai, la musica techno, l'elettronica... sono tutti generi ai quali sento di appartenere profondamente e che permeano il mio ultimo decennio.
E questi generi si mescolano, poi, ad un'altra parte di me che invece è rimasta legata alla musica classica, a quella napoletana. Diciamo che mi sento legatissima alla forma canzone in genere.
Tutte queste caratteristiche si possono facilmente rintracciare in Bjork ed è forse per questo che viene quasi spontaneo il paragone. Eppure io non mi sento affatto "plagiata" da lei.

Tu vieni da un ambiente, un contesto musicale ed pubblico di riferimento politicamente impegnati e abbastanza sicuro come mercato. Con questo disco, invece, ti presenti in maniera diversa, con una veste diversa, e inevitabilmente ti rivolgi ad un mercato nuovo. Pensi che questo cambiamento possa deludere qualcuno dei tuoi "vecchi" fan che vedono in Meg un'artista "tosta e fedele alla linea" che nellAnguilla cantava "non mi avrete mai, come volete voi"?
E infatti non mi hanno mica avuto come volevano loro.
Sia con i 99 che ora io non scrivo per nessuno, nè per deludere, nè per soddisfare le aspettative di chiccessia. Ho sempre scritto in maniera del tutto agoistica, prima di tutto per me stessa. Questo ragionamento l'ho sempre portato avanti coerentemente negli anni, dall"Anguilla" o "Comincia adesso", fino ad "Olio su tela" e "Sopravvivi".
Il mio primo obiettivo è sempre quello di scrivere qualcosa che mi appartenga, in modo da riconoscermi in tutti i lavori da me partoriti.
Sarebbe triste scrivere un brano e non sentirlo tuo. Non verrebbe bene.

Ora cè il rischio che possa riverificarsi con te quel fenomeno che attaccaste con i 99 Posse nel brano "Some say this, some say that", che qualcuno ti accusi di aver predicato bene e razzolato male.
Sicuramente accadrà.
Quella canzone era uno sfottò nei confronti delle tantissime persone che ci vedevano come doppiogiochisti. Di questo tipo di critiche francamente poco mi interessa.
Come disse David Gilmour: "al mondo esiste moltissima gente che non ha niente da fare". Parole sacrosante.
Sai quanti giornalisti facevano ai Posse le critiche da sinistra? Io in realtà non li ho mai visti ad una manifestazione e nè li vedrò mai perchè è più comodo starsene seduti nelle loro case-fattorie, a cavallo....

Bella questimmagine del giornalista a cavallo...

Ma sì, guarda, non mi interessa l'opinione di questa gente.
Io scrivo per me, nel bene e nel male.
Non ho mai pensato, nè con i Posse, nè ora che fosse più nobile una canzone con le liriche più esplicite di una con testi più intimisti dove c'è più da leggere fra le righe. Sarebbe riduttivo pensare che ci possa essere un meglio o un peggio in questo rapporto.

A tal proposito mi viene in mente il caso di Caparezza. Anche lui, come te, proviene dal mondo dei centri sociali, poi, raggiunto il grande successo, in parecchi lo hanno accusato di aver rinnegato le proprie origini...
Caparezza lo conosco, è una bravissima persona con idee ben precise. E' una delle persone più corrette e consapevoli che io conosca.

Ti spaventa il fatto di affrontare un percorso discografico da sola, senza la protezione di un gruppo comunque affermato come sono i 99? Ora il tuo cd si troverà gomito a gomito con Britney Spears e Madonna ...
Anche con i 99Posse c'era lo stesso problema
Anche con loro c'era una sorta di sofferenza fisica nel momento in cui i pezzi, da che erano nostri, intimi, personali, venivano poi commercializzati. Noi un po soffrivamo l'atto di vendere i nostri pensieri, le nostre emozioni ad altre persone, sia che il cd stesse su una bancarella di un centro sociale, sia che esso giacesse su uno scaffale di un qualsiasi Virgin Megastore.
Il passaggio dall'intimità della mia stanza, dove scrivo, creo, penso e produco, al pubblico, all'esterno, ai negozi è di fatto un passaggio straniante.
E' un po' come raccontare i fatti propri a chiunque. Però sono consapevole che l'unico modo per evitare ciò sarebbe cambiare mestiere. Solo così potrei riuscire a racchiudere i miei pensieri, i miei sogni, la mia intimità in un diario segreto, chiuderlo in uno scrigno e farlo leggere ai miei cari.
Se una persona decide di fare il musicista è perchè ha dentro di sè una buona dose di narcisismo. Chi dice il contrario, mente.
Sia che tu parli di politica, di solidarietà, sia che tu esprima concetti più semplici, comunque, nel momento in cui sali su un palco e cominci a comunicare, il tuo ego si autocompiace.
La cosa importante è esserne consapevoli.

Una volta c'erano i cantautori impegnati, che parlavano di politica in modo piuttosto diretto, facilmente individuabili dal pubblico che voleva ascoltare determinati messaggi. Oggi invece l'impegno politico nella musica è meno riconoscibile. Considerati i tuoi trascorsi con i Posse, lo sviluppo della tua carriera e la situazione del mercato italiano attuale, secondo te, parlare di politica o comunque di temi "impegnati" nelle canzoni ha ancora senso?
Penso proprio di si.
Se una persona ha dentro di sè degli ideali che vuol tirare fuori, è giusto che lo faccia ed è giusto che abbia lo spazio per esprimerli, soprattutto in tempi come questi. Stiamo vivendo in un periodo in cui una delle cose più negate è proprio la libertà di espressione ed è dunque doveroso e necessario trovare persone che vogliano dire quello che pensano. E non solo nella musica ma anche nel cinema, penso a Michael Moore, nella letteratura, nella pittura, fra vicini di casa. Nella realtà di tutti i giorni.
Bisogna ridare potere alla parola. In tutti i modi possibili.

Quanto è limitativo per te essere etichettata come " di sinistra" o " da centro sociale"?
Più che altro credo sia svilente essere etichettati come "personaggi".
E' brutto vedere una persona ridotta al ruolo di icona, di figurina, di immagine bidimensionale, piatta. Questo, purtroppo, è un rischio che si corre molto frequentemente nel mondo dello spettacolo, sia che tu faccia musica impegnata, sia che tu sia...che ne so...

Cristina D'Avena

Sì.
O Kylie Minogue o Madonna, che con "Erotica" è diventata icona del sesso e dunque, un personaggio simbolo, non più donna, ma una cosa.
D'altronde questo fa comodo alla gente. Sistemare tutto dentro una categoria fissa, una casella, fa sentire le persone più sicure, più comode.
E' un ragionamento che ti convince da subito, proprio come un'equazione matematica.
E' invece più problematico dire: "Quella è una persona pacifista, pro-centro sociale ma allo stesso tempo intimista, amante dell'arte e della buona cucina". Vedere un essere umano da più punti di vista, da diverse prospettive mette in allarme le persone perchè non sanno più come catalogarti.
Non è contemplato che tu possa essere più cose contemporanteamente.
Ci sono questi maledetti luoghi comuni per cui i frequentatori di centri sociali sono immaginati come sporchi, striscianti, violenti, ai margini della società mentre invece non è affatto così. Nei centri sociali la gente è anche istruita, romantica, intellettuale, raffinata, amante della vita, dal linguaggio raffinato. Nella vita si può e si deve essere più cose contemporaneamente, senza ridursi ad una sola categoria.

In questo disco ci sono collaborazioni con Elio, Marco Messina e tanti altri.
Vuoi dire qualcosa su di loro?

Tutti i musicisti che hanno suonato nel mio disco sono stati bravissimi a calarsi in un ambiente sonoro molto differente dal loro genere classico.
Con Elio c'è una grande amicizia ed un'ottimo feeling artistico. Lui e Le Storie Tese sono bravissimi nel regalare un sorriso e nell'esorcizzare le paure della realtà e siccome il brano in cui intervengono aveva come tema predominante proprio la voglia di affrontare i propri incubi e batterli, la loro presenza era assolutamente calzante.
Poi c'è Daniele Di Gregorio, grande vibrafonista e batterista di Paolo Conte, Ninja, batterista dei Subsonica, e anche mio padre, in un pezzo con le percussioni.
Volti noti e meno noti che hanno contribuito alla realizzazione di questo album.

Con quale altro artista ti piacerebbe collaborare in futuro?
Mi piacerebbe lavorare con artisti tedeschi.

Li hai già individuati o ti basta che siano tedeschi?
Li ho già individuati. La scena elettronica berlinese mi affascina molto.
Però non mi chiedere di fare dei nomi, rovinerei la sorpresa.

Ho letto tra le note del tuo sito un aneddoto legato al bisticcio avuto con Pino Daniele durante l'ultima tappa estiva del Cornetto Free Music Festival che si è svolta a Napoli.
Eh sì...
Se ne può parlare?
Sì, sì..
Allora parliamone, perchè ti sei stranita con lui?
E stato goffo e secondo me ha un po di problemi relazionali.
Aveva organizzato tutto il concerto, mi aveva chiesto di aprirgli il concerto, aveva previsto la scaletta con Raiz primo, quindi io e infine lui e ho accettato con entusiasmo, lui sembrava tenerci tanto. Pino sapeva che per l'occasione avrei preparato una performance con il pianoforte, assieme a Francesco Villani, grande pianista napoletano.
Il giorno prima del live, vengo a sapere che sul palco non ci sarebbe stato spazio per il pianoforte. Risultato? Un mese di lavoro svolto per preparare una performance impostata su uno stile vicino alla scuola napoletana classica, è andato perduto.
Nonostante ciò l'ho presa da professionista e sono andata avanti.
Il giorno dopo, invece, a poche ore dal concerto, Pino mi fa chiamare (non mi chiama lui personalmente) da un addetto e mi dice che la scaletta era stata cambiata e che io avrei dovuto suonare prima di Raiz perchè, avendo io questa performance piano e voce, temeva che potessi fatto addormentare la piazza. Siccome la cosa mi ha molto rammaricato, e ha svilito molto il rapporto umano che pensavo ci fosse con lui, mi è passata la voglia, ho ritenuto opportuno lasciar perdere e non suonare proprio.

Ci avrà comunque pensato lui ad addormentare la piazza...
Può darsi, tra parentesi, comunque non mi interessava più.

Comunque un lato positivo la vicenda lha avuto. Ho letto che hai intenzione di riprovare a proporre un live piano e voce con Francesco Villani?
Proprio durante le prove per quel live mai realizzato ho capito che un'esperienza piano-voce sarebbe stata molto positiva e per questo ho deciso di suonare a novembre in vari centri FNAC, con Villani e faremo pezzi del mio disco in versione "minimal", solo pianoforte e voce, appunto.
Probabilmente anche nella tournè vera e propria che farò da gennaio ci saranno degli episodi in cui proverò questa formula, spero vincente.

Come mai hai creato una tua etichetta discografica?
L'ho realizzata per distribuire il mio cd.
Al momento è finalizzata solo al raggiungimento di questo scopo, anche perchè la sola realizzazione di MEG è stata già di per sè un'impresa titanica.
In futuro, chissà.

Ho visto che hai un sofisticato e pretenzioso sito internet, con i disegni di tua sorella, un diario virtuale e diverse altre sezioni. Come pensi di utilizzarlo questo sito?
Piano piano metterò on line tutta una serie di download, di nuove immagini, farò anche dell'e-commerce per vendere on line il cd. Ma io nelle mie cose sono molto lenta, ci metterò un po.

Quindi preferisci utilizzare il mezzo-internet anzichè combatterlo...
Assolutamente sì. Non mi vedo come Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento.
E assurdo come invece di cavalcare questo fenomeno ci si imbatta spesso in un atteggiamento retrogado da parte del mondo discografico nei confronti di Internet.

Come ti poni nei confronti del download sfrenato e gratuito sul web?
Nel sud italia il problema più grave è la masterizzazione illegale a fini di lucro che fa capo a famiglie camorristiche.
Ti faccio un esempio: i dischi dei 99 Posse sono venduti all' 80 per cento nel Nord e solo il 20 per cento delle vendite avvengono dal Sud. Eppure non è che al Nord siamo più conosciuti che al Sud. Questo vuol dire che nel meridione le persone non prendono gli originali ma si affidano a copie masterizzate illegali che finiscono per arricchire la camorra.
Per quanto riguarda il download illegale, io personalmente non sono una che usufruisce dei software peer to peer. Sono feticista, mi piace molto avere il cd originale con la copertina, vedermi la grafica, mentre se mi scarico un cd su internet, poi rischio di dimenticarmi di possederlo. Se poi, ovviamente, trovi in rete una chicca di un artista che altrimenti non trovi nei negozi, allora è anche giusto scaricarla.
Comunque, a parte i miei gusti personali, credo che scaricare mp3 da internet non sia una cosa negativa. Capisco quelli che lo fanno. Anche perchè sono convinta che se un ragazzo o una ragazza scaricano 20 cd dalla rete e due gli piacciono in modo particolare, sono convinta che, alla fine, quei lavori li andranno a comprare nei negozi.
Il web è in sostanza una grande vetrina e sostituisce le cuffie del negozio che ti permettono di "assaggiare" il prodotto e decidere poi se acquistarlo o no.
Inoltre, ritrovarsi il proprio lavoro scaricabile su internet il giorno dopo l'uscita nei negozi è indubbiamente indice di gradimento. Vuol dire che la gente è interessata alla tua musica. Personalmente mi sentirei molto lusingata.
E' vero, d'altro canto, che si vendono sempre meno cd. Ma questo declino dovrebbe far riflettere le case discografiche e indirizzarle verso nuove strategie, una fra tutte: l'abbassamento del prezzo dei dischii. Già questo aiuterebbe molto.

Sul tuo sito tieni un tuo diario personale.
Hai mai pensato ad uninterazione con i tuoi lettori attraverso la commentabilità di quello che scrivi?

Sì, ma al momento è meglio lasciarlo così. Ricevo moltissime mail alle quali rispondo volentieri. Oltre non andrei, almeno per ora. Il diario, per adesso, me la vivo come una cosa molto intima...

ma leggibile...
sì, ma non sono molto regolare nella scrittura, non scrivo tutto tutto, metto comunque un filtro. Sono molto attenta alla mia privacy, ho sempre un po' di remore nello spiattellare le mie cose a chiunque. Su Internet poi puoi trovare di tutto. Ci sono persone che magari all'inizio fanno i simpatici e poi alla prima occasione ti danno addosso. E' una perdita di tempo ed energie. Già c'è poco tempo per dedicarsi alle persone care e vicine...

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