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Michael Bublé: "Non sono un bellimbusto"

"Si può dire che sono uno schizofrenico perché nello stesso concerto canto brani rock, pop, soul, blues, jazz: è solo una questione di tempo e farò anche heavy metal". Parola di Michael Bublé, alla presentazione del suo nuovo lavoro Crazy Love, ricchissimo disco popolato da dodici standard e due nuovi pezzi pop. Il lavoro, ovviamente, ha esordito al primo posto negli Stati Uniti.

"Qualcuno mi accusa di non avere un marchio di fabbrica, insomma di cantare brani degli altri? Non so se sia meglio essere l’unico oppure il migliore – continua Bublé, pescatore per marchio di famiglia e crooner del Duemila per talento - certi pregiudizi sono duri a morire: io non sono un bellimbusto che canta canzoni da ascensore".

D'altronde, lo strano ibrido che si concentra nel suo personaggio gli permette di essere estremamente sicuro del suo lato artistico: 34 anni, figlio e nipote di pescatori, cresciuto nel gelo di Vancouver e dell’Oceano Pacifico dove "il primo salmone pescato doveva essere afferrato a turno da tutti i pescatori per essere baciato sulla bocca: in quel momento sentivi l’odore inconfondibile del pesce appena uscito dall’acqua". Ma anche cantante con una lunghissima gavetta alle spalle, scoperto a un matrimonio dal superproduttore David Foster, che ha capito come Bublé non avrebbe sfigurato nei panni di Dean Martin del nuovo millennio. E avrebbe fatto impazzire anche la ragazzine.

Il disco si apre con tre classici: Cry Me a River, All of Me, Georgia on My Mind: "Il confronto con i giganti che hanno cantato questi pezzi è inevitabile - dice il giovane crooner - il mio punto di partenza è questo: se non ha niente di nuovo da dire è inutile perdere tempo".

Michael Bublé - Haven't Met You Yet

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