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Michael Jackson, al via il processo sulla morte

Dopo quasi due anni di indagini ha preso il via il processo sulla morte di Michael Jackson, scomparso a Los Angeles il 25 giugno 2009. Alla prima udienza si sono presentati la madre Katherine e i fratelli Jackie e LaToya.

Sul banco degli imputati c'è il medico personale di Jacko, l'ormai arcinoto Conrad Murray, accusato di aver somministrato dosi massicce del potente anestetico Propofol al cantante e di non aver tempestivamente chiamato il 911: 'Michael Jackson - ha dichiarato il pubblico ministero di Los Angeles David Walgren - era morto. Prove mostrerebbero che il dottor Conrad Murray avrebbe tentato di nascondere il potente anestetico Propofol prima dell'arrivo dei paramedici'. Insomma, i soccorsi furono attivati solo per messa in scena: Jackson era morto da alcuni minuti.

Alla prima udienza è stato chiamato a tesimoniare anche l'assistente della popstar, Amir Williams, riguardo una breve conversazione che ebbe col medico nei momenti immediatamente successivi al fatto. Ebbene, Williams sostiene che Murray lo chiamò per chiedere aiuto alle guardie del corpo per il cantante che si trovava nella camera da letto. Gli disse che il cantante aveva avuto 'una cattiva reazione' ad alcuni farmaci e che era necessario aiuto. Ma non gli avrebbe chiesto di chiamare il 911.

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Infine è stato ascoltato anche il coreografo e regista Kenny Ortega, l'ultimo ad aver lavorato con Michael Jackson (stavano preparando This is it): Ortega ha riferito al giudice che la pop star sembrava indisposta e non in buone condizioni sei giorni prima di morire.

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