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Michael Jackson, un anno fa la morte

Da un anno Michael Jackson interpreta una seconda vita. Un'esistenza non terrena. L'unica che forse potesse riscattarlo. Proprio come accade agli artisti maledetti.

Vittima della sua stessa musica, se n'è andato in una tarda mattinata losangelina, a pochi giorni dal debutto londinese del This Is It tour. Il tour del ritorno sul palco, la sua ultima chiamata come aveva predetto, e quelle mani quasi a benedire i fan. Era il marzo del 2009, ultima apparizione ufficiale alla conferenza stampa del nuovo tour. Appena 4 minuti. E c'è chi lo dava già per spacciato.

La fiammella, d'altronde, s'era spenta da tempo. La maggior parte degli anni Duemila trascorsi senza un vero e proprio album sul mercato, allontanato dalla sua magica Neverland e costretto a passeggiare tra tribunali per gridare sempre con garbo la sua innocenza. Perché lui, in fondo, innocente lo era sul serio. Solo a pochi giorni dalla sua morte, il primo piccolo protagonista che lo accusò di pedofilia nel '93 ha confessato: 'Fu tutta una montatura'. Organizzata dal padre per spillare soldi al facile bersaglio Jackson.

E poi i problemi di salute, la dipendenza dai farmaci. È un infarto, si disse nelle prime ore. Macché. Semmai colpa fu dell'intruglio che quel 25 giugno 2009 l'ha portato alla morte per mano, è quasi certo ormai, di un medico omicida - Conrad Murray - ancora impunito. Mal che vada, lo attendono 4 anni di carcere, ma con un nome nella mente che non dimenticherà mai: Propofol. La sua rovina.

Il tentativo, da parte di Jackson, di aggrapparsi alla vita pare ci sia stato. Ma solo per dieci minuti. E a noi non è restato altro che assistere a tributi di ogni entità, alcuni giustamente condannabili. Farci raccontare su una comoda poltrona di un cinema quello che sarebbe accaduto a Londra in un'arena gremita di fan. O meglio, quello che ci hanno voluto far vedere.

Siamo stati anche spettatori di un'intera famiglia interessata a sbocconcellare la sua eredità. Perché i debiti, seppur enormi, la sua morte li ha appianati subito. E poi le trovate kitch, le aste infinite, le immagini del letto di morte.

Dove sia ora Michael è difficile saperlo. Dicono, notizia di poche ore fa, che la bara che lo ospiti in realtà sia vuota. E che chi ancora crede che lui non sia morto, ma si sia solo fatto da parte, spostato nell'ombra. Tutto è possibile.

Presto arriverà anche il videogame per ballare con Michael, lo spettacolo del Cinque du Soleil e una serie di album postumi. Anni e anni di inediti custoditi, pare, per far sì che i suoi figli non dovessero mai soffrire la mancanza di pecunia. Perché Jackson, in fondo, era anche un padre amorevole e previdente. Fino all'ultimo respiro, immerso nella sua vita da bambino per i bambini. Piace ricordarlo così. Lui che, come il titolo di una sua canzone, se ne è andato via troppo presto.

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