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Mika, #RompiamoIlSilenzio: gli artisti italiani al suo fianco contro l'omofobia

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Tutti con Mika con l'hashtag #RompiamoIlSilenzio. Tanti gli artisti italiani che hanno risposto all’unisono di fronte al gesto omofobo di cui il cantante di origini libanesi è stato vittima a Firenze.

Leggi dei manifesti ingiuriosi contro Mika

Sui manifesti del concerto di Firenze del 30 settembre infatti era stata riportata con vernice nera la scritta “Frocio” e gli occhi del cantante nei poster erano stati cancellati da una riga nera, come se lo stesso fosse stato censurato per il suo essere semplicemente se stesso.

Ma l’insulto ricevuto dal cantante, che gode di enorme popolarità ed affetto in Italia grazie alla sua partecipazione come giudice al talent show X Factor, ha smosso le coscienze ed è diventato immediatamente il simbolo della lotta contro l’omofobia.

Nonostante Mika avesse deciso di lasciar correre, sono stati proprio i suoi follower a dargli forza per denunciare pubblicamente quanto accaduto. “Avete ragione. #RompiamoIlSilenzio – ha scritto il cantante sui social - Avevo visto la foto della scritta sui miei manifesti e il mio istinto era di lasciar stare... Che l'odio di alcune persone, una cosa che conosco bene, era meglio ignorata. Ma voi avete ragione #rompiamoilsilenzio. Non ho paura di chi mi discrimina . Nessuno deve averne. L'amore fa quel che vuole".

(Guarda il video di Mika che canta "L'amour fait ce qu' il veut")

Divenendo immediatamente trending topic di Twitter #RompiamoIlSilenzio , ripreso da un tweet di un utente che denunciava la comparsa delle scritte omofobe, questa sorta di “grido di battaglia” è stato sposato da moltissimi artisti italiani che hanno creato una vera e propria onda con la volontà di travolgere questa omofobia dilagante.

Da Eros Ramazzotti a Elisa, Fedez , Paola Turci, Barbara D'Urso, Fabrizio Frizzi e altri esponenti del mondo della musica e dello spettacolo, tutti hanno mostrato la loro vicinanza all'artista denunciando apertamente queste forme di discriminazione. E anche il sindaco di Firenze Dario Nardella ha aderito a questa campagna virtuale e ha fatto immediatamente rimuovere i manifesti imbrattati dalle deprecabili scritte e su Twitter ha commentato:“Firenze non è omofoba ma città aperta”.

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