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MondoMarcio, l'intervista

MondoMarcio ha 19 anni.
E' un ragazzo cresciuto sulla strada, vivendo le sue pulsioni, i suoi umori e la sua violenza.
Nei suoi testi ritornano spesso concetti come il fumo, la droga, le botte, il disagio e la rabbia. Temi non facili, soprattutto se a parlarne è una persona ancora in maturazione.
Lui, Giancarlo Marcello (vero nome di MondoMarcio. ndr), la sua ribellione contro la vita ha deciso di metterla in rima, utilizzando le sue canzoni come una pistola caricata a pallettoni, pronta ad esplodere i suoi colpi contro tutto e tutti.
Basta ascoltare "Solo un uomo", il suo primo cd con una major, per capire di che pasta è fatto MondoMarcio.



Giancarlo è considerato da molti addetti ai lavori come la nuova speranza dell'hiphop italico e, viste le collaborazioni che già può vantare, c'è da credergli.
Il primo a fargli i complimenti è stato Jovanotti, che lo ha definito "l'unico cantautore hip-hop dello Stivale".
Nell'album ci sono anche collaborazioni con Tormento (che ha poi ricambiato il favore facendo partecipare MondoMarcio ad una canzone del suo prossimo album) e Dj Fish, due artisti di spicco della musica rap nostrana.
"Collaborare con gente del calibro di Tormento o leggere le parole di Jovanotti mi hanno riempito di orgoglio. E' un ottimo momento per me", ha detto MondoMarcio, dando così il via alla nostra chiaccherata telefonica.

Tu hai 19 anni, un album per un'indipendente e svariate collaborazioni alle spalle. Ora è arrivata anche l'esperienza discografica con una major. Hai tutte le carte in regola per diventare una star. Vuoi raccontare ai nostri lettori chi è MondoMarcio?
Il titolo dell'album aiuta molto a capire chi io sia. "Solo un uomo" vuole trasmettere genuinità, emozioni vere, onestà e purezza. I miei sono racconti di vita di una persona che quelle cose che racconta nei testi le ha vissute davvero, sulla sua pelle, senza mentire e senza interessi. Non cerco la gloria mentendo alle persone ma facendo del mio meglio per esprimere quello che mi succede e ciò che vedo tutto attorno a me.

Parliamo un po' del tuo lavoro discografico.
Sin dalla prima canzone appare abbastanza chiara la rabbia che provi verso il sistema e la vita. Lo fai bene, trasmettendo alla grande le tue esperienze difficili da raccontare e lo fai con molto coraggio.
Come mai hai scelto il rap per esprimere tutto questo rancore?
Il rap è la forma più diretta per comunicare. Ti permettere di esprimere un gran numero di concetti in poche strofe.
Un brano rap è composto per il 90% da testi e dal restante 10% di fronzoli. E poi il rap è una musica diretta, immediata, semplice. Arriva subito alle orecchie dell'ascoltatore.

Quindi il fatto che il rap sia la moda musicale del momento non ha influenzato le tue scelte...
Affatto. Ascolto gente come Eminem e Jay-Z da quando avevo 13 anni. E da allora ho capito che era il rap l'unica mia vera passione.

In tutti i tuoi brani parli di droga, di violenza, di insoddisfazione, di una vita difficile vissuta per strada e lo fai con frasi sferzanti, spesso volgari. Non credi che l'immagine che trasmetti ai giovani di oggi sia un'immagine diseducativa?
Quando incido un brano non sto molto a pensare alle reazioni che susciterà.
Pensa che i brani inseriti nell'album sono stati selezionati su oltre 100 pezzi. E le canzoni escluse erano molto più cattive. Quindi immagina te di che cosa potevano parlare...
Ovviamente rivolgendomi ad un target giovanile ho preferito utilizzare un linguaggio fresco, immediato. Il timore principale è che i miei testi e tutto quello che dico venga frainteso e che la gente possa pensare che le mie parole siano state studiate a tavolino, costruite per arrivare al successo.
Posso garantirti che tutto quello che dico nel cd proviene dalla mia esperienza personale. E' genuino, è tutto vero.

La voce femminile di "Segui la stella" è di tua madre, giusto? Da dove viene questa idea?
Dal fatto che mia madre ha sempre fatto molto per me, mi ha motivato costantemente quando ero giù, mi ha regalato nuovi stimoli, mi ha dato la forza di andare avanti.
E' lei la "stella" del titolo.

Ascoltando il tuo cd è semplice associarti ai big della musica hiphop d'oltreoceano, primo fra tutti Eminem o Jay-Z. Il pericolo è che tu diventi solo una loro copia...
Beh, essere associati a personaggi come Eminem o Jay-Z non può che farmi onore. Di certo non mi da' fastidio.

Cosa ti aspetti da questo album? In che modo credi che la gente lo accoglierà?
Io mi auguro solo che la gente riesca a percepire la genuinità delle cose che dico. E poi mi auguro che il disco abbia successo solo per la sua onestà. Spero che gli ascoltatori riusciranno a percepire quello che di buono e di puro c'è al suo interno.

All'inizio della tua carriera, la tua fama era dovuta all'abilità di freestyler, e quindi più che altro a virtuosismi stilistici. Puoi raccontarmi come riesci a creare strofe così velocemente? Hai mai partecipato a delle gare tipo quelle che si vedono nel film 8 Mile?
Per diventare dei bravi freestyler c'è bisogno di molto esercizio, pratica e, soprattutto, passione.
Ho fatto parecchie gare di rime a Milano ma non ho mai incontrato quella cornice di pubblico vista nel film 8 Mile e poi, per fortuna, non girano le pistole. Però le regole sono le stesse.
Sono molto divertenti.

Quanto ci hai messo a scrivere quest'album?
Beh le canzoni sono state selezionate da una lista di un centinaio composte nell'arco di un anno.
Moltissime basi le avevo già registrate a casa, così, quando sono andato in sala d'incisione, ci ho solo aggiunto la voce, con un microfono da migliaia di euro. E' per questo motivo che la mia voce si sente così bene.
Per registrare l'album, invece, ci ho impiegato un paio di mesi.

Come nasce una canzone di MondoMarcio? Da cosa prendi spunto per i tuoi testi?
Porto sempre con me un po' di basi che ho registrato. Appena ho l'ispirazione, ci butto dentro i testi.
Quando scrivo mi lascio trasportare dal momento e da quello che provo nell'istante in cui compongo.

I tuoi progetti futuri? Hai in programma un tour?
Un tour ci sarà sicuramente, solo che non so quando partirà. La cosa certa è che questa estate andremo in giro per l'Italia assieme ad altri artisti. Certamente sarà un qualcosa di grosso ma è ancora tutto da chiarire.

Qual è la situazione attuale del rap in Italia? Dammi un paio di nomi sui quali puntare per il futuro, oltre il tuo, ovviamente.
Il rap in Italia gode di buona salute e già il fatto che tu mi stia facendo questa intervista lo tesimonia. Però in Italia si va avanti a mode.
Ora va bene, domani chissà.
I miei nomi per il futuro sono due: Inoki e Dj Fish.

Nel tuo cd compaiono molti nomi importanti del rap italiano come Tormento e Dj Fish, ad esempio.
Con quale altro artista ti piacerebbe collaborare in futuro?
Non saprei. Sicuramente il mio sogno è di duettare con i più grandi rapper americani. Speriamo che un giorno questo desiderio possa realizzarsi.
Attualmente, invece,sono felicissimo di aver inciso un brano con Tormento che, secondo me, era perfetto per il pezzo che ha registrato nel mio album.

Parliamo della guerra ormai senza confini fra le major e coloro che difendono i software P2P e la libera fruizione della musica sul web. Tu da che parte stai?
Non credo sia giusto mettere dei paletti al download su internet. E' ovvio che le major stanno soffrendo molto questa situazione ma è altresì vero che forse dovrebbero trovare un compromesso fra le loro esigenze e quelle del pubblico. Pagare 50 euro una raccolta dei Beatles non invita certo la gente ad andare nei negozi, soprattutto se questa gente è composta da ragazzi molto giovani e con poche disponibilità economiche.
Il problema del downloading è comunque un tema molto caldo al momento.

Fra qualche settimana prenderà il via il Festival di Sanremo che quest'anno, più che negli anni passati, vedrà alternarsi sul palco numerosi artisti giovani come gli Zero Assoluto, Alex Britti, Grignani, Povia, Di Riso.
Quale è il futuro della musica secono te? Sarà una musica sempre più vicina alle suonerie per il cellulare e sempre meno cantautorale?
In questi ultimi anni ho visto un approccio molto più facile e immediato alla musica.
Le canzoni di successo sono tutte di immediato consumo, sono musica per la massa. Si limitano ad un ritornello orecchiabile e basta.
Ci sono anche dei dischi che non moriranno mai e che resteranno per sempre nella storia della musica. Ma in genere è vero che la musica sta diventando sempre più "facile".

Cosa ne pensi del Festival come manifestazione?
Il festival di Sanremo è una manifestazione storica, importante, indistruttibile. E' anche una vetrina molto importante per gli artisti che ci partecipano.

Quindi
se un giorno ti offrissero l'opportunità di salire sul palco dell'Ariston la accetteresti?
Sì, nonostante non sia il contesto più adatto per la mia musica e per la mia cultura. E' lavoro e sarebbe un'ottima possibilità per far ascoltare la mia rabbia all'Italia intera.

In rete:
- MondoMarcio, il sito
- Il sito della Emi, la sua casa discografica

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