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Morte Pino Daniele: doppi funerali e doppia inchiesta. Dubbi sui soccorsi dopo il malore

La morte di Pino Daniele, il grande musicista napoletano scomparso la sera del 4 gennaio scorso, si tinge di tinte fosche al limite dell'oltraggio alla memoria dell'artista defunto, per il quale oggi sono stati celebrati due funerali (alle 12 a Roma, alle 19 a Napoli, con divieto tassativo di foto e videocamere dopo quanto accaduto ieri alla camera ardente), e sulla cui morte pesano ora le due inchieste aperte a Roma e Grosseto.

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A margine di una giornata impreziosita dalle bellissime emozioni del flash mob in onore di Pino, che ha radunato ieri sera decine di migliaia di persone in Piazza del Plebiscito a Napoli, si è scoperto infatti che la procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti. Il motivo sta essenzialmente nei dubbi che aleggiano attorno ai (mancati) soccorsi al cantautore, che aveva accusato un malore nella sua residenza in Toscana, e si è ritrovato poi in viaggio verso la Capitale per farsi assistere dal suo cardiologo di fiducia, arrivando però praticamente morto all'ospedale Sant'Eugenio. Tragitto su cui peserebbe anche la sventura di una foratura, a cui però non tutti credono: "Ho letto sui giornali della gomma dell’auto bucata sull’Aurelia ma, non so, questa forse è un’invenzione".

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I VIP AI FUNERALI DI PINO DANIELE A ROMA

A parlare è Fabiola Sciabbarasi, moglie di Pino Daniele nonché madre di tre dei suoi cinque figli: "Sono favorevole [..] se è un passaggio necessario a stabilire la verità sulla sua morte", ha detto la donna in relazione all'autopsia, che stando a quanto scritto Il Messaggero dovrebbe avvenire in questi giorni essendo state svolte ormai le esequie. La Sciabbarasi si rivolge quindi direttamente ad Amanda Bonini, 50enne viterbese ultima compagna di Pino e già ascoltata dalla procura di Grosseto: "Amanda, che era l'unica in macchina con Pino nell'ultimo viaggio, dica tutto quello che sa". La Bonini è stata ascoltata poi anche a Roma, dove i procuratori Pierfilippo Laviani e Marcello Monteleone vogliono capire perché il musicista, anziché attendere l’arrivo dell’ambulanza con medico e il defibrillatore nella sua casa di Magliano, ha deciso di mettersi in auto, direzione Roma, con la sua compagna e un collaboratore. In un viaggio rivelatosi purtroppo inutile.

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