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Mp3 liberi su internet con la nuova legge sul copyright

La nuova legge sul diritto d'autore, modificata a fine dicembre con l'aggiunta di un comma ad hoc per internet, permetterà la divulgazione integrale in rete di opere degradate protette da diritto d'autore purchè a scopo didattico o scientifico e, se interpretata letteralmente, darà il via libera alla diffusione e condivisione online  di musica in formato mp3.

Infatti, oltre al vincolo didattico, il materiale protetto può, sempre secondo la nuova legge, essere liberamente messo online purchè sia degradato. "Degradato" è un termine tecnico molto preciso e privo di ambiguità: un'opera è degradata quando la sua qualità è inferiore a quella tipica della copia originale. Un file mp3, in quanto compresso, è esattamente musica degradata e, per questo motivo, libera di essere pubblicata, diffusa e condivisa online purchè a scopo didattico o scientifico.

Il un nuovo comma della legge sul diritto d'autore, che attende ora solo di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale, non è più modificabile in quanto è stato stato approvato da Camera e Senato, il comma: "È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro".

Come spiega l'avvocato Monti, massimo esperto di diritto d'autore e internet, a Repubblica.it: "Sarà difficile per un magistrato dare seguito a una denuncia penale o a un sequestro contro chi è accusato di violare il diritto d'autore su internet, visto che il comma autorizza molti scenari". L'ultimo passaggio prima della pubblicazione definitiva del nuovo comma si attende un decreto del Ministero, che fissi i soli criteri delimitanti gli usi didattici e scientifici.

Enzo Mazza, presidente della Fimi (Federazione dell'industria musicale italiana), sembra tranquillo: "La legge non ci preoccupa perché sappiamo già come sarà il decreto che fisserà i paletti. Per uso didattico si intenderanno solo i siti che si occupano ufficialmente di didattica, quindi istituzioni accademiche. Nemmeno i siti personali di professori". "Impossibile limitare così - ribatte l'avvocato Monti - perché la costituzione italiana consente a tutti i cittadini di fare divulgazione didattica e scientifica".

Bene, dura lex sed lex, pronti a diventare tutti divulgatori didattico/scientifici?

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