Excite

Mtv Europe Music Awards, un baraccone Lady Gaga wannabe

di Simone Cosimi 

Un'infinita serie di pseudointerviste dal red carpet (che poi è blu) apre la cerimonia degli attesissimi (?) Mtv Europe Music Awards, quest'anno in diretta dalla Caja Magica di Madrid. Gli Oscar europei della musica pop, o qualcosa del genere, per quei pochi mentecatti asociali che non sapessero di cosa parliamo o che fossero stati sintonizzati su Terra ribelle (regia di Cinzia Th Torrini, ve lo ricordo). A gestire la prima, pesantissima ora di trasmissione un sosia pachistano di Massimo Ghini supportato da una serie di anonimi vj, probabilmente quelli di Mtv Uk. Dopo due rigori contro la Lazio e una goduria pazzesca per il derby portato a casa, leggero come un protagonista degli spot Red Bull (oggi vincitrice del Mondiale costruttori di F1), speravo in un avvio più sciolto. Invece lascio Text Edit aperto mentre mando giù bruschetta col tartufo e bresaola tanto Katy Perry, Emily Osment e tutte le altre bamboline dicono esattamente la stessa cosa. In sostanza, nulla. Ah: Eva Longoria, effettivamente, è nana. Me lo scriveva oggi il mio amico Walter su Facebook.

Quando torno in postazione c'è già Shakira che fa la Loca sfoggiando il suo cesellato lato b in una Waka Waka riarrangiata per l'occasione. Si parte subito coi premi. Il Best new act va caldo caldo alla biondissima Ke$ha. Che ringrazia avvertendoci del fatto che rischia di pisciarsi nelle mutande dall'emozione. Più che emozionata, sembra una Courtney Love di qualche anno fa, con tutte le strafattezze del caso. Si fa sul serio coi Kings of Leon, la più grande rock band del momento, che attacca però una sgangherata Radioactive dal vivo. Continuano le premiazioni con la categoria Best pop che va irrimediabilmente a Lady Gaga (non c'è e risponde con un video piuttosto anonimo). Peccato per Katy Perry, che c'aveva sperato un po': si consola con un'esibizione – come sempre abbastanza vergognosa, considerando anche la tenuta da mio Mini Pony – dal palco allestito alla Puerta de Alcalà. Si prosegue con le nomination per scovare il vincitore Best Alternative. Tifo per i Vampire Weekend o al massimo per gli Arcade Fire, che ovviamente non vinceranno mai: trionfano a mani basse i Paramore, che di alternativo – ma non c'è bisogno di sottolinearlo – hanno ben poco. Il colore dei capelli di Hayley Williams – melanzana con sfumature epatiche – è davvero imbarazzante. Scopro su Facebook che gli Mtv Awards sono un po' come Berlusconi: tutti dicono di non averlo votato eppure ramazza ogni volta un miliardo e mezzo di voti.

Guarda alcune immagini degli Ema 2010

Dopo la quinta pausa pubblicitaria nell'arco di venti minuti si ripresenta la piccola Longoria in tenuta da camera da letto e lancia Rihanna. Non le esce la voce, a tratti imbarazzante. Poco da aggiungere. Le icone globali di quest'anno sono i Bon Jovi. I primi a dire qualcosa di sensato in spagnolo al momento di ricevere la palla della Global icon. Intanto una camera inquadra una bandiera italiana con scritto 'minkia': bei messaggi al mondo. La pubblicità comincia a farsi insopportabile e il caffè è finito. Finalmente si torna con la categoria Best video: arriva il primo premio per Katy Perry per quell'accozzaglia prodotta in California gurls. Uno a uno con Lady Gaga. Se quello è il miglior video della stagione, comunque, stiamo freschi. Suona Kid Rock con un pezzo che sembra scritto quindici anni fa da Edoardo Bennato: però ci crede. Sale sul palco l'ennesima gallinella targata Disney, Emily Osment, cui affidano le nomination per il maschione dell'anno: il Best male va a Justin Bieber. Altro che stallone alla Usher o Kanye West: il bimbo della Kinder risponde con (l'ennesimo) intervento video della serata e intasca la prima palla. Ancora pubblicità. Pompei sta crollando mentre la Polonia batte il Brasile: ha la statua di Gesù più alta del mondo. Tiè.

Il povero Slash è chiamato a premiare il Best live act: vincono i Linkin' park, che suoneranno più tardi. Se ne va salutando in italiano, forse pensava di essere a Piazzola su Brenta. Tocca ad Hannah Montana alias una seminuda Miley Cyrus. A parte due spettacolose gambe benedette dal signore, però, se la cava appena meglio di Rihanna. Queste popostar da show-biz, messe alla prova dal vivo, mostrano (quasi) tutte limiti pazzeschi. Arriva il Best hip hop: se non vince Eminem, metto su Terra ribelle. Per (vostra) fortuna vince proprio il secco losco. Anche lui ringrazia via video, dal balcone di casa Mathers. Fa capolino il Prince di Ronciglione, Marco Mengoni. La sua fanbase dev'essere stata attivissima: da X Factor 3 al Best European Act. Non è che abbia battuto chissà chi (Marina and the diamonds dall'Inghilterra e Dilma Bilan dalla Russia, manca solo Leandro Barsotti), ma insomma – come si dice a Roma – so' soddisfazioni. Perdo l'esibizione dei Linkin' park, me ne farò una ragione. Passa il pistolotto Free your mind sui bimbi poveri e torna sul palco Shakira. Un pacco di Dash uguale un vaccino. Che mondo storto.

La serata comincia a farsi longoria. Su Mtv passa il promo di un assurdo serial che tratta di mamme adolescenti, Teen Mom. Suona Plan B, che da quando ha girato il video deve aver preso 20/30 chili. Il falsetto è un po' sfiatato ma il pezzo è bello. Ne scriverà altri? Ne mancano molti altri al termine? Arriva subito dopo, di botto, la bella Airplanes di Bob con Hayley Williams dei Paramore. Che al momento è quella che ha cantato meglio live. Ancora, senza pausa, si esibisce Ke$ha truccata da seminole. Abbozza un body surfing nel panico della security e tutti, come ti sbagli, allungano le mani. Miley Cyrus e le sue giarrettiere tornano sul palco per premiare la categoria Best Rock: vince Jared Leto coi suoi Thirty seconds to Mars. Anche qui, lavoro da fanbase. Eva Longoria mascherata da mortadella (non da Prodi, proprio da mortazza) segna probabilmente l'apice degli Mtv Emas 2010. Dizzie Rascal è incaricato di premiare la femminiella dell'anno: il Best female finisce nelle grinfie di Lady Gaga. E sono due per la signorina Germanotta. Al rientro dall'ennesima pausa pubblicitaria sfilano i pazzi di Jackass, nano incluso. Lady Gaga si porta a casa la terza statuetta con Bad Romance per la categoria Best song. E a questo punto si aggiudica pure la serata. Ai Bon Jovi il compito di chiudere il baraccone, mentre il sottoscritto mette su una ricca tisana allo zenzero, si scusa se s'è perso per strada qualche statuetta e passa a Collovati & co, che c'è da festeggiare un due a zero dalle grasse risate.

(foto © LaPresse)

musica.excite.it fa parte del Canale Blogo Entertainment - Excite Network Copyright ©1995 - 2017