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Mtv, la mutazione è completa

di Simone Cosimi 

L'idea è quella del trasparente eroismo giovanile, chiamiamolo così. Vale a dire piazzare al centro del palinsesto quei 'piccoli-grandi giovani eroi ai quali dar voce e coraggio attraverso la musica e attraverso il racconto in prima persona e senza censure della loro realtà'. Svelare, al di là del prodotto, gioie e dolori di una generazione forse mai così distante da quelle precedenti. Benone.

La sostanza, però, è che questa sacrosanta attenzione scalza la musica dal suo regno, cioè da Mtv. E conclude un percorso già avviato da mesi, se non incubato da anni. Quello che era da sempre l'ingrediente fondamentale (attorno al quale, casomai, ruotavano i problemi dei giovani) diventa una parte secondaria rispetto alla narrazione televisiva che l'emittente guidata dall'ad Gian Paolo Tagliavia intende proporre nei prossimi anni.

Poi è vero, c'è tutto il brand Mtv che rimane legatissimo al linguaggio musicale: ma la rete ammiraglia, quella messa in piedi dal 1997, ha ormai concluso la sua mutazione da 'music television' a rete generalista per giovani. Come dire: l'incartapecorito universo televisivo nostrano è riuscito a traghettare uno fra i più interessanti esperimenti del piccolo schermo verso la tragicomica parola d'ordine generalista. 'Certamente Mtv non è più soltanto musica - ha infatti dichiarato l'altro giorno alla conferenza stampa di presentazione del palinsesto autunnale Tagliavia - ma occorre distinguere tra il canale principale, con il quale ce la giochiamo a tutto campo con i player di prima grandezza secondo gli stilemi che questo ruolo impone e il brand Mtv con tutto il suo network. In questo secondo caso di musica se ne fa e se ne farà sempre di più anche perché, grazie alla multicanalità, i costi si sono ridotti'.

Quindi, in quest'ottica, largo a quel massiccio passpartout che ha scardinato la tv del 2000: le serie. Da Hard Times - Tempi duri per RJ Berger a My Life As Liz passando per Cattive ragazze, per il vampiresco (e come ti sbagli!) True Blood e The buried life. Senza dimenticare l'ultimissima stagione di Scrubs e - ma non è una serie - il recupero dello storico (e rivoluzionato) Loveline. E ancora Greek, la confraternita e via elencando.

Spazio poi all'approfondimento di tipo giornalistico e documentaristico su temi che fanno il paio con quanto esposto sopra: Combattere a 20 anni; Emigranti; Profondo nord; Writers fuorilegge; Tifosi; I vincenti; C’è chi dice no; Mi rifaccio; Quelli che sgasano.

A livello musicale, resteranno i tre pilastri Trl, Hit List Italia, Story Tellers e poco altro. Se vorrete di più, dovrete sintonizzarvi su Mtv + (digitale) o sul pacchetto Sky che comprende Mtv Brand New, Mtv Hits, Mtv Gold ed Mtv Pulse. Roba per pochi e per locali patinati.

Alla luce di questa nuova carta d'identità, la domanda è una sola. In un'epoca d'ipersegmentazione del pubblico televisivo, nella quale ciascuno fruisce sempre più parzialmente e strategicamente dei palinsesti televisivi abbonandosi a pacchetti che affrontano temi specifici (caccia e pesca, calcio, musica, intrattenimento, racchettoni) o selezionando addirittura precisi programmi, ha senso scardinare così radicalmente le fondamenta di un'emittente - ma anche un mondo di significati creativi - che aveva già un suo senso delineato e riconoscibile per trasformarla in una sorta di Fox Giovani? Who Knows.

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