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Muore in discoteca, il gestore non stacca la musica

Effettivamente le motivazioni addotte dal gestore del locale, lo Studio 16 di Arquà Polesine, nei pressi di Rovigo, sembrano sensate: 'Se la musica non è stata interrotta - ha detto il gestore – non è stata una mancanza di rispetto nei confronti della ragazza. Il nostro obiettivo era quello di facilitare i soccorsi. Creare panico in discoteca avrebbe potuto causare l'effetto opposto'.

I fatti, tuttavia, sono tragicamente semplici e ognuno può farsi la propria opinione: il 15 gennaio una crisi cardiaca a quanto pare legata a una malformazione ha stroncato la vita di una giovane di 29 anni mentre ballava con gli amici. La ragazza soffriva forse di cuore e, in base a quanto è stato dichiarato nelle ore successive, sembra non avesse preso le pillole per la sua malattia. A segnalare il malore sono stati gli stessi amici della giovane che l'hanno portata subito in una zona riservata del club. 'Pensavamo si trattasse di uno svenimento, poi sono arrivati i sanitari del Suem 118 e hanno tentato di rianimarla prima di portarla in ospedale da dove, però, è giunta la notizia della morte'.

Nel frattempo, la musica continuava imperterrita. Dj e pista gremiti come se nulla fosse successo: 'Perché - spiega il titolare - un improvviso blocco avrebbe creato caos e probabilmente intralciato l'opera dei soccorritori'.

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