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Muse shock: "Per il concerto di Roma abbiamo dovuto pagare delle tangenti"

  • Foto Facebook ufficiale Muse

UPDATE 30 luglio 2013: Le pesanti accuse di Matt Bellamy non sono cadute a vuoto: in seguito alla dichiarazione di aver dovuto pagare delle tangenti per lo show dei Muse a Roma, la Procura ha deciso di aprire un'inchiesta chiedendo di visionare i documenti relativi al live. Nonostante le parole utilizzate dal cantante non lasciassero spazio a fraintendimenti, intanto, la band ha rilasciato un comunicato ufficiale: "Al contrario di quanto riportato i Muse confermano che non c’è stato alcun tentativo di corruzione in riferimento ai loro concerti in Italia". Pare probabile, quindi, che il problema non siano le tangenti pagate, ma una scelta infelice di parole nel lamentarsi degli elevati costi sostenuti dalla band.

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E' una vera e propria dichiarazione shock quella rilasciata da Matt Bellamy, il leader dei Muse, al tabloid britannico “The Sun” nel corso di una lunga intervista: il musicista si è lasciato andare ad affermazioni forti e di denuncia diretta nei confronti di un sistema burocratico ed organizzativo estremamente complesso e dai tratti oscuri, che si cela dietro le sfavillanti luci dei palcoscenici che ospitano le più grandi star.

Guarda le foto dei Muse sul set del video di "Madness"

Gli show dei Muse, e questa non è certo una novità, sono caratterizzati da imponenti scenografie e da effetti speciali di grande impatto, che non sono mancati nemmeno nel corso dello show tenuto a Roma lo scorso 6 luglio. Tali spettacoli hanno un costo, che però va ben oltre a quello di semplice realizzazione e progettazione del palco e dei singoli effetti: tanto che, dichiara Bellamy, per ogni show la band deve affidarsi a legali e commercialisti che gestiscano il difficile percorso relativo ai permessi.

Le difficoltà, però, non si fermano qui, e nemmeno i compromessi: “A Roma abbiamo dovuto corrompere della gente con migliaia di euro solo per essere autorizzati a sparare i nostri fuochi d’artificio”, è quanto ha dichiarato Bellamy relativamente al recente concerto italiano dei Muse. Abbiamo dovuto chiamare l’ambasciata inglese e discutere con dei diplomatici. Quando vuoi fare una cosa simile e sei lontano da casa è una cosa grossa. Molto costoso. A dirla tutta, è incredibile quanto sia costoso”.

Le parole del cantante sono decisamente forti e dovranno probabilmente trovare riscontro: certo è che il problema dei fuochi d'artificio non è nuovo ai Muse, che durante le prove di uno show a Coventry hanno provocato un incendio all'interno dello stadio che li ospitava. Difficile quindi, al momento, stabilire se si sia trattato effettivamente di pagamento di tangenti o se si tratti solamente di un caso di burocrazia complessa e oneri elevati, legati anche alla vicinanza del luogo dello show con una riserva naturale, quella di Monte Mario.

Guarda il video di "Panic Station" dei Muse

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