Excite

Musica digitale, Apple lancia la nuova sfida

Tra il 2000 e il 2006 i cd venduti negli Stati Uniti sono diminuiti del 25 per cento, da 785 a 588 milioni. E nel 2007 il crollo sta accelerando. Un declino che Edgar Bronfman, numero uno della Warner Music, ha commentato con un paradosso "L'industria della musica sta crescendo, l'industria discografica no". Non se la passa meglio l'industria digitale: le vendite di canzoni scaricate da Internet, a livello mondiale, sono triplicate nel 2005, poi sono raddoppiate nel 2006 fino a 2,1 miliardi, il 10 per cento di tutto il mercato, ma nel 2007 secondo l'Ifpi, l'organizzazione che rappresenta le società musicali, l'aumento sarà solo del 50 per cento e poi sempre meno.

Come reagire al limitato successo del digitale? Eliminare innanzitutto gli odiati Drm (Digital Rights Management), che impediscono la duplicazione dei brani e proteggono così il copyright. Rick Munarriz, analista della Motley Fool, dice con sarcasmo: "Usare i Drm è come mettere la cintura di castità alla musica: i consumatori non comprano un brano se non possono utilizzarlo come vogliono". Qualcosa si muove. La Apple ha creato iTunes Plus, dove i brani (per ora solo di autori Emi) vengono venduti a 1,29 dollari ciascuno invece dei tradizionali 0,99. Si paga di più, ma si può riprodurre la canzone all'infinito. "È facile capire perchè molti colossi si oppongano all'eliminazione dei vincoli" spiega Shelly Plamer, compositore radio-tv e presidente della National Academy of Television Arts and Sciences (quella degli Emmy Award): "Basti pensare che per un autore un brano vale 53 dollari per ogni potenziale consumatore, nel senso che la stessa canzone può essere rivenduta sotto la forma di cd, suoneria telefonica, iTunes e così via. L'eliminazione dei Drm e la possibilità di trasferire un brano da un supporto a un altro manda all'aria questo business".

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017