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Musica e censura, da Briney Spears a Marco Masini

Musica e censura, storia infinita. Più oltreoceano, a dire il vero, che in Italia. L'ultima è che il nuovo e terzo singolo estratto da Circus, ultimo album di Britney Spears, rischia di cadere sotto la falce del tostissimo Parental advisory: sia il titolo, If you seek Amy, che alcuni versi del pezzo incrociano delle parole in modo scivoloso, avvicinandosi foneticamente ad un fuck me, o un insulto del genere. Quindi: radio vietate e bollino sul cd.

Guarda le foto di Britney Spears nel video di Circus

Non è certo la prima volta che accade. Ormai dal 1985 la Riaa, l'associazione dei discografici statunitensi, utilizza il messaggio sui testi espliciti - con tutte le conseguenze sul piano distributivo - dietro pressioni del Parents music resource center, il famigerato comitato fondato dalla moglie di Al Gore, Tipper Gore.

Quelli di Rolling Stone non hanno perso tempo per riassumere in un'unica lista tutti i titoli più controversi e sessualmente espliciti dell'ultimo ventennio pop-rock. Chiamando i propri scatenati lettori a raccolta. Ecco dunque che dal mefistofelico Prince (basti pensare a Sexy Motherfucker) si salta agli anarchici Pennywise con Fuck authority passando per i Pantera e per l'insospettabile Nelly Furtado. Quasi tutti, prima o dopo, hanno sganciato nei propri dischi un titolo pruriginoso se non nettamente pornografico.

Anche l'Italia ha avuto il proprio Parental advisory. Si chiamava Commissione censoria e tra gli anni Quarantae la fine degli anni Settanta ha ritenuto di dover oscurare, vietandone l’ascolto e la diffusione, pezzi all'apparenza inaccusabili. Dalla mitica La pansé di Renato Carosone nel 1955 a Basta così di Sergio Endrigo datata 1962. E via avanti fino alla scioccante Dio è morto dei Nomadi, alla Mina di Ancora ancora. La Commissione, fortunatamente, è morta con l'avvento delle radio libere, alla metà degli anni Settanta. Oggi non esiste nel Belpaese un organismo che si occupi specificamente dei testi delle canzoni, anche se un filtro piuttosto stretto viene praticato - almeno per la diffusione radiotelevisiva - dai vari testi di autoregolamentazione firmati dalle emittenti e i competenti ministeri o commissioni per i minori. Tuttavia la situazione appare generalmente più distesa che altrove: come dimenticare la deflagrante Vaffanculo di Marco Masini? Uscita nel 1993, pur creando imbarazzi e resistenze, ebbe un successo clamoroso e sostanzialmente pochi problemi nella trasmissione. Tanto che il cantautore toscano due anni più tardi avrebbe riprovato il colpo con la meno fortunata Bella stronza.

Ascolta l'audio di If you seek Amy

Marco Masini - Vaffanculo

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