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Musiche Ribelli, il nuovo album di Luca Carboni

La rilettura di alcuni dei miglior brani della storia musicale italiana. E’ questo "Musiche Ribelli", il nuovo album di Luca Carboni uscito oggi per l'etichetta Sony e coprodotto da Riccardo Sinigallia.

"Un omaggio – spiega l'autore - ai cantautori italiani degli anni Settanta, spiriti liberi che hanno lavorato per mettere in discussione la società di quel tempo e farci scoprire che esistevano ben pensanti e convenzioni".

L'album vede dieci canzoni come "Ho visto anche degli zingari felici" di Claudio Lolli, "Raggio di sole" di Francesco De Gregori, "Venderò" di Edoardo Bennato, "Eppure soffia" di Pierangelo Bertoli, "Vincenzina e la fabbrica" di Enzo Jannacci. Fino a "Musiche ribelli" di Eugenio Finardi, che ha ispirato il titolo dell'album.

La scelta è ricaduta sugli anni Settanta perché, come ha raccontato Carboni, "è stato l'ultimo periodo in cui la musica era vera, con una grande creatività, anche artigianale. I cantautori di quel periodo hanno fatto scuola, al di là dell'aspetto politico e sociale. Una volta il nemico era facilmente individuabile, oggi è tutto frammentato, per cui è più difficile che nasca un movimento come quello degli anni Settanta. Generalmente, però, non amo cantare e impossessarmi di canzoni di altri perchè mi piace molto anche il ruolo, apparentemente più passivo, dell'ascoltare, ascoltare è un'arte. E in questo album ci sono appunto canzoni e autori che ho avuto la fortuna di ascoltare da ragazzino, grazie al giradischi dei miei fratelli più grandi".

Dopo aver escluso dall'album "Via del Campo" di Fabrizio De André ("E’ quella cui ho lavorato di più. Ma mi sono bloccato, non mi è piaciuto il risultato. E dopo aver visto la serata in suo onore su Raitre e aver ascoltato tanti colleghi zoppicare nel ricantarlo, mi sono dato ragione"), l'autore ha ammesso di esser legato soprattutto al brano di Jannacci. "Solo Mina, nel 1977, osò rifare Vincenzina e la fabbrica. Per me è stata una sfida perché è lontana dalla mia musicalità. E quando Jannacci l'ha ascoltata mi ha detto 'E' il più bel regalo di Natale che potessi ricevere'".

Non manca una critica al Festival di Sanremo: "Il mio successo è nato perchè non ho mai partecipato a Sanremo. Lì ti giochi tutto in cinque minuti. Il dramma è che o vinci o perdi per sempre".

Appuntamento con il ritorno live di Carboni il 2 marzo al Teatro Filarmonico di Verona. Sul palco, ad accompagnarlo, Riccardo Sinigallia, Antonello Giorgi (batteria e percussioni), Ignazio Orlando (basso), Fabio Anastasi (pianoforte e tastiere), Mauro Patelli (chitarre) e Vincenzo Pastano (chitarre) con un tour che toccherà i principali teatri italian. "Sarà uno show diviso in due parti. Ovviamente non mancheranno gli ospiti: Finardi e Lolli mi hanno già detto di sì".

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