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Nada - Luna in piena

Etichetta: RadioFandango - Voto: 7
Brano migliore: Pioggia d'estate

Lo capisco che forse i discografici abbiano preferito intitolare l‘album nuovo di Nada come il pezzo portato a Sanremo (Luna in Piena), eppure quello che lei stessa aveva scelto mi sembra sicuramente più azzeccato. Secondo le indiscrezioni dei mesi scorsi, infatti, il titolo avrebbe dovuto essere Mi dondolo in disparte, come un verso della canzone sanremese, che immediatamente descrive l’indole di questa cantante che, in disparte, ha sempre saputo dondolarsi tra scelte artistiche intelligenti ed attendibili ed incursioni nella musica leggera più propriamente detta.

Esordiente a quindici anni con un evergreen della canzone nostrana (Ma che freddo fa di Migliacci e Mattone proprio a Sanremo nel 1969), Nada ha iniziato davvero col botto. Un botto che le ha permesso, di li a qualche anno, di iniziare un percorso artistico personale e rischioso quanto interessante.
Ha lavorato con Dario Fo in teatro, con Sandro Bolchi in TV e nella musica, la sua autentica dote, ha imparato la difficile arte della scrittura dei tasti da Piero Ciampi (che per lei scrisse un intero album) ed ha cantato canzoni scritte per lei da giovani cantautori che dopo qualche anno sarebbero diventati famosi come Paolo Conte, Antonello Venditti, Claudio Baglioni e Riccardo Cocciante.
Insomma, un autentico outsider della nostra canzone che non ha mai disdegnato il mondo del pop ed arrivando, supportata da album poco pop, anche in trasmissiono improbabili come Domenica In o Uno Mattina.

Luna in Piena è scritto interamente da Nada e prodotto da Lucio “Violino” Fabbri con l’intento di valorizzare una scrittura di stampo rockettaro cercando di smussare gli angoli e placare l’acido delle sonorità del precedente “Tutto L’amore che mi Manca”, dove la produzione di John Parish sembrava incentrata sull’esatto opposto. Il nuovo disco scorre stupendamente tra ballate ironiche e sornione (Il sole grosso, L’attaccapanni) e brani dal sapore folk-pop oneste e piacevoli (Pioggia d’estate, Niente più) e portano l’album in una dimensione indie-rock ma con grande potenzialità pop.
Se vi è piaciuta la canzone del festival, vi piacerà anche tutto l’album che, in un certo senso ne rappresenta lo sviluppo e l’atmosfera generale.

I richiami a certe passioni del passato sono quasi palpabili ma sempre, in ogni occasione, si riconosce la mano ferma dell’autrice e dei musicisti nel impostare un’impronta solida e personale. Se Pioggia d’estate fa venire alla mente il Lou Reed di Walk on the wild Side, succede solo di striscio, quasi una citazione o, meglio, un tributo che si nasconde tra le righe del pentagramma…Tra i collaboratori in studio ci sono alcuni tra i più illustri nomi del panorama indipendente (Cesare Basile, Lorenzo Corti, Marcello Sorge…) ed altri più strettamente legati alla musica leggera (il produttore Lucio Fabbri, Stefano Cisotto, il Quartetto Alchimia…) che ben rappresentano le due anime del disco.
Un disco importante per un’artista di grande dignità e coraggio che non riesce a fermare mai la grande passione che la muove.

Oggi è l’8 marzo, Giornata della Donna. E questo è il nuovo disco di una tra le più prestigiose donne della nostra canzone. Niente mimose o ginecei in pizzerie, niente mercedes del marito o strippalestrati. Solo una grande donna e il suo nuovo, bellissimo, disco.

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