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Nando Dalla Chiesa ci racconta il suo Festival

Abbiamo intervistato Nando Dalla Chiesa, promotore del Festival di Mantova, evento organizzato in contemporanea con l'imminente Festival di Sanremo e in aperta polemica con le scelte Rai che hanno ingaggiato un "amico dei mafiosi". Quello che ne è uscito fuori è un eoloquente punto della situazione sulla musica in Italia e su tutto ciò che gira intorno ad essa.
 

a cura di
Zoro
 
Incontrare Nando Dalla Chiesa a meno di una settimana dall'inizio del Festival di Mantova è cosa impegnativa.
Il suo telefono squilla che è un piacere, la tensione è palpabile, l'espressione è stanca e preoccupata ma decisa e sicura al tempo stesso. Tra problemi economici, smentite improvvise e impreviste, adesioni spontanee e situazioni imbarazzanti, Dalla Chiesa appare comunque convinto del proprio operato, della propria ragione, del nuovo ruolo improvvisamente rivestito.
Tuttavia, andare contro il treno in corsa del Festival di Sanremo guidato da Tony Renis, è cosa pericolosa assai.

A Festival e Controfestival mancano solo 6 giorni.
Chi dovrebbe essere più emozionato in questo momento, tu o Tony Renis?
 
Beh, ognuno si gioca la faccia e ognuno ha da temere, però in relazione ai propri valori.
Tutti e due ci giochiamo molto in proporzione a quello che ci abbiamo investito ma soprattutto al nostro modo diverso di essere stati impresari in questa vicenda.
 
Credi che Tony Renis avverta la contrapposizione tra i due eventi nella stessa misura in cui la senti tu?
 
No, non credo gliene importi niente.
Penso semmai che il problema sia per la Rai, di quanto potrebbe pagare in termini di credibilità Sanremo, al di là della propaganda che stanno facendo e dell'audience in rialzo che si aspettano.
A dire il vero comunque neanche a noi interessa moltissimo la contrapposizione fine a se stessa. A noi interessa piuttosto aver rotto il monopolio della Rai, aver affermato il principio che non basta avere il Festival di Sanremo per farlo ingoiare come si vuole agli spettatori. Mi basta il fatto che è incominciata con quest'edizione un nuovo Festival della musica italiana e che sia meglio di quello di Sanremo.
 
Riepilogando un momento tutta la vicenda, la tua iniziativa nasce dalla contestazione del fatto che un amico dei mafiosi possa essere stato incaricato dalla Rai di gestire un evento importante come il Festival e che la cosa non sia stata in alcun modo contestata. In parecchi però non percepiscono questa tua motivazione limitando gli sforzi di comprensione al prefisso "contro", vedendo la cosa contro Sanremo, contro la Rai, contro Tony Renis amico di Berlusconi... c'è il rischio concreto che quest'iniziativa sia etichettata come qualcosa di sinistra da contrapporre a qualcosa di destra.
 
Ma non è così.
Non è così perché se fossero stati Vianello o Bongiorno o la Zanicchi a fare i direttori artistici di Sanremo, il  Festival di Mantova non sarebbe mai nato. Ma non essendo così, mi sono impuntato al punto che non l'ho voluto organizzare in settimane diverse da quella del Festival di Sanremo. Anche quando qualcuno, affascinato dall'idea di un nuovo Festival mi diceva di non farlo proprio nei giorni di Sanremo perchè avremmo avuto la Rai contro e una cosa contro la Rai non si può fare, perchè tutti i giornalisti musicali sarebbero andati a Sanremo e noi non li avremmo avuti, ho risposto che mi dispiaceva ma io questa cosa l'avrei fatta solo a condizione della contemporaneità.
Io non faccio l'impresario musicale, sono un parlamentare, impegnato sui temi della legalità e della mafia.
Il nostro Festival lo concepisco come una risposta all'arroganza di chi vuole imporre un amico dei mafiosi come immagine della televisione di Stato nella sua trasmissione più antica e nazional-popolare.
Da questo è nata la mia rivolta. Berlusconi non c'entra.
 
Vero, ma l'equivoco nasce anche perché, nonostante tu sia andato a ripescare la storia di Joe Adonis per motivazioni che esulavano da Sanremo, in realtà le polemiche su Renis nascono prima della tua presa di posizione, con il fatto che Renis è stato da subito identificato come amico di Berlusconi.
 
Ma questo lo hanno fatto gli altri, non io.
E la polemica in merito è stata comunque molto piccola. Da quel punto di vista è stata simile a quella su Cattaneo Direttore Generale della Rai. Si tratta della classica polemica da piccola o da grande clientela politica, quella sull'incapace o il mai visto che viene messo a testa di una struttura importante o di una manifestazione importante.
Per me il problema invece si è posto quando leggendo gli atti dell'Antimafia ho trovato il nome di Tony Renis fatto nella relazione ufficiale di maggioranza della legislatura 72/76, quando ho visto il suo nome accoppiato a quello di Joe Adonis, quando ho visto come era presentato Joe Adonis in quella relazione e quando ho visto poi i documenti allegati.
E' stata anche una scoperta casuale se vogliamo.
Poi c'è stato anche il fatto che dopo aver sollevato questi problemi c'è stata la risposta di Del Noce. E' stato lì che è scattata la volontà di fare un Festival alternativo. Se il monopolio fa parlare in modo così arrogante il responsabile, che il monopolio finisca.
 
La tua figura di parlamentare non poteva comunque non caratterizzare l'evento come "di sinistra".
Non a caso si è fatto riferimento anche tra i nomi dei partecipanti a tutta una serie di cantanti che in teoria avrebbero potuto partecipare al tuo Festival in quanto "di sinistra".
 
Ma invece la vicenda fino ad oggi ha dimostrato che la cosa non è "di sinistra", ma di coraggio civile.
I cantanti del Primo Maggio non ci sono.
Quando a Novembre ho cominciato a parlare di questo Festival tutti pensavano ci sarebbero stati Zucchero, Vasco Rossi, Ligabue, Vecchioni, De Gregori, Mannoia.... ma così non è stato.
Alla fine sono stato io che ho cominciato a dire che non ci sarebbe stato nessuno di quelli del Primo Maggio, nessuno dei Concerti per la Pace, ma che ci sarebbero stati comunque altri cantanti.
Questo vuol dire che la divisione non è stata destra-sinistra.
Il problema è piuttosto relativo al tipo di libertà che si ha, magari non dal punto di vista mentale ma sicuramente dal punto di vista operativo.
Quello che è apparso molto forte in tutta questa storia è il ruolo del manager.
Mi ha colpito molto vedere i liberi artisti di sinistra che sono proprietà di manager spesso di livello paragonabile a quello dei manager calcistici, cioè molto basso. Parecchi artisti sono nelle mani di persone di una qualità intellettuale spesso mediocre, persone che ordinano loro dove andare e dove no, gli dicono se possono fare una cosa gratuitamente o no...
 
Quindi autonomia decisionale zero....
 
...per parecchi sì.
Poi il rifiuto viene sempre condito con spiegazioni nobili.
Noi ci eravamo anche fatti degli scrupoli in certi momenti, temendo di non esser riusciti a comunicare bene il senso di quello che volevamo fare.
Ma allora bisognerebbe spiegare perché più di 700 gruppi abbiano mandato in un mese i loro cd capendo esattamente il senso della cosa, perchè tanta gente stia per venire a Mantova, perchè in tanti abbiano prenotato l'albergo senza neanche sapere chi sarebbe venuto. Queste cose testimoniano che è l'evento in sé che motiva.
Il problema è che c'è un mondo della canzone che ha dimostrato di essere meno libero di quanto pretende di essere quando si presenta ai propri fan, ai propri tifosi.
 
I primi nomi che sono usciti e poi hanno smentito, Paola Turci, Max Gazzè, Nada, li avevate fatti voi oppure no?
 
Alcuni di quei nomi erano stati ripresi da nomi già usciti ma che non avevo fatto io.
Uno di questi nomi, quello di Nada, l'ho aggiunto io credendo di farle un piacere perchè il suo manager discografico mi aveva portato i suoi cd e per di più io a casa mia ho i cd Nada che ho comprato io. Credevo fosse ancora quella di Sanremo, ma il suo manager mi ha spiegato che ora è cambiata, che suona con alcuni degli Avion Travel, che è andata nei Centri Sociali, che ha riempito il Leoncavallo.
Pensavo quindi di poter contribuire alla sua valorizzazione facendo il suo nome.
Dopodiché a stretto giro di posta mi ritrovo alle 10 del mattino con la smentita di tutti, rendendomi conto che Nada, Gazzè e la Turci fanno tutti riferimento a tale Barbaro, un tale che mi dicono abbia fatto molto lavoro con l'Ulivo a Roma, il quale avendo qualcun altro a Sanremo ha pensato di fermare i 3 cantanti in questione.
 
Ha stoppato la loro presenza a Mantova per non compromettere un suo assistito che va a Sanremo...
 
Così abbiamo capito tutti.
La cosa carina è che il manager di Nada che mi aveva dato i dischi non sapeva di non esser più il manager di Nada e di esser stato rimpiazzato da questo Barbaro. Ha saputo dalla smentita di Nada che lei non lavorava più con lui. Questo aiuta a spiegare questo tipo di mondo.
E' la prima volta che mi è capitato di essere portato a fare la figura del millantatore e questa è una cosa intollerabile, che non dimentico.
In politica mi hanno accusato di tutto, nelle battaglie più dure.
Quello che mi han detto quando ero candidato a sindaco di Milano è inenarrabile, ma nessuno ha mai messo in dubbio la mia parola. Questo è un mondo canaglia, dove tranquillamente si può smentire quello che è stato detto grazie al triplicarsi di non meglio identificabili figure intermedie.
Io, come scrittore, posso avere un amico che mi fa da consulente legale o da procuratore, che cura gli aspetti di un contratto, ma non si sognerebbero nemmeno di decidere per me dove devo andare. La gente se deve parlare parla con me.
Nel mondo della musica è diverso.
Il cantante si mette nelle mani di gente senza arte né parte... Berlusconi direbbe "senza laurea"... persone che decidono per loro. Per contattare il cantante tu devi parlare con queste persone o con l'ufficio stampa o con altri ancora e alla fine non sai mai con chi hai parlato e con chi avresti dovuto parlare. A loro tutto ciò fa gioco per farti girare all'infinito.
Il gioco delle smentite in questo modo è facilissimo perchè dovendo seguire le direttive che ti danno dovresti parlare con almeno 4 persone diverse.
 
Quindi tu parli con uno che ti rimanda ad un altro che ti dice di sentire un altro e così via...
 
sì, se poi parli con quello che ti hanno segnalato spesso ti dice che quello di prima con lui non ha parlato.
Il mondo canaglia è riferito ad un pezzo di questo universo.
In questo caso però l'ho dovuto registrare. Esce la notizia e alle 10 si affrettano non a telefonare e a dire sarebbe meglio non dirlo, ma a far fare la smentita, sempre da una società, sempre da un manager.
Il fatto che questi cantanti siano senza personalità, senza nome e cognome, incapaci di firmarsi un documento, un comunicato stampa, per me è stupefacente.
Non sanno o non possono scrivere 5 righe firmando con nome e cognome.
C'è sempre una società, un manager, qualcuno al posto loro....e su qusto tema faremo un dibattito, sulla libertà dell'artista, dibattito al quale interverrà Sgarbi.
 
Ah però, a fare la parte di chi?
 
Dell'artista che non si fa maneggiare dai suoi manager.
Lui rivendica di essere tra i pochi a gestire in prima persona i propri cachet.
 
C'è qualche altra trattativa più o meno curiosa che ti va di far conoscere?
 
Ma no, io non ce l'ho con nessuno, non ho rancore verso di loro.
Ma è la prima volta in vita mia che mi si dà del millantatore. Sono stato ammaestrato da quest'esperienza. Anche i Subsonica comunque hanno smentito, ma poi ci saranno, nel Festival Tora Tora che si integra nel nostro.
Il problema è che noi abbiamo imparato da quest'esperienza, abbiamo capito che facendo un nome gli sarebbero stati addosso nel giro di minuti e non l'abbiamo più fatti, fino alla nostra conferenza stampa dove abbiamo detto i nostri 400 nomi di musicisti, cantanti, attori, comici, scrittori ecc.
 
Fra i nomi che non avete potuto fare me ne sono segnati un paio che si sono comunque pronunciati in qualche maniera sulla tua iniziativa. Il primo è quello di Omar Pedrini, cantante dei furono Timoria, che quest'anno concorre a Sanremo, il quale pur stimandoti moltissimo dice di non capire la tua presa di posizione e che anche lui è amico di un sacco di carcerati ma non per questo va giudicato male.
Quindi anche Tony Renis non sarebbe criticabile per le sue amicizie.
 
Pedrini era uno di quelli che noi avremmo voluto invitare.
Se ne è andato a Sanremo ma non facciamo polemica per questo.
Anche Bungaro è un mio amico, mi ha aiutato sui movimenti antimafia prestandosi a suonare, non è quello il problema.
 
Ma Pedrini discuteva il merito della tua contestazione...
 
Perchè non l'ha capita, ma non è che sia così difficile capirla in verità.
Ammetto che per chi non abbia delle sensibilità sul tema della mafia può essere più difficile da capire.
Un conto è essere amico dei carcerati e un conto è esserlo dei mafiosi. Carcerati e mafiosi non sono la stessa cosa.
I mafiosi sono una categoria che può stare in carcere e può non starci e spesso non ci sta; inoltre fanno parte di un'attività riconducibile alla criminalità organizzata mentre invece lo stesso discorso non vale per tutti i carcerati. In terzo luogo, un conto è essere amico dei carcerati perchè li si va a trovare e si suona per loro, un conto è essere amici dei mafiosi quando sono all'apice del potere e diventano, forse, carcerati dopo.
Non è così complicato capire queste differenze.
 
Un altro che non ho trovato particolarmente simpatico è stato Daniele Silvestri....
 
... che dice che siamo noi quelli che fanno il vero Festival di Sanremo...
 
sì, una manifestazione più tradizionale di Sanremo stessa. Inoltre ha elogiato il progetto Renis in quanto innovativo... in buona sostanza vi dice che siete più antichi di Sanremo....
 
A dimostrare il contrario ci saranno 30 e più gruppi che non hanno mai avuto una ribalta televisiva.
Noi non passiamo attraverso Mogol, non dobbiamo rieducare nessuno, ognuno arriva da noi con la sua biografia...
 
ma secondo te perchè uno come Silvestri, che è uno che nell'ambiente che stai descrivendo dovrebbe essere tra i più stimabili a prescindere dal merito artistico, si lascia andare ad un giudizio del genere?
 
Perchè c'è molta superficialità.
E alcuni non sanno nemmeno chi fosse mio padre.
Non sanno neanche perché io possa mobilitarmi così contro la mafia.
Pensano che sia un senatore e basta.
 
Si spera che Daniele Silvestri lo sappia chi era tuo padre...
 
sì, però ho capito, leggendo carteggi tra giornalisti di Mucchio Selvaggio e alcuni musicisti, che per alcuni di loro io ero fondamentalmente un senatore della Margherita, nient'altro... e avendo queste persone dei problemi con la Margherita, la cosa si sarebbe complicata... ma la Margherita non c'entra niente...
 
A 6 giorni dall'inizio del Festival lo stato delle cose, economicamente parlando, non è dei più rosei.
Quali e quanti problemi organizzativi hai incontrato?
 
I problemi sono stati tanti, poi Silvestri può dire quello che vuole ma se questo fosse il vero Festival di Sanremo avremmo avuto una valanga di miliardi. Invece abbiamo dovuto penare prima di tutto per riuscire a trovare una televisione che ci trasmettesse, noi che saremmo così tradizionali...
 
hai avuto molte trattative...
 
sì e ci hanno stroncato tutti.
Le televisioni ti dicono che sono interessate ma che bisogna mettere a punto il programma perchè lo vogliono capire. Ho cercato di fargli capire che il programma sarebbe soltanto migliorato, che quando ho organizzato io dei grandi appuntamenti di ordine civile e sociale non ne ho mai sbagliato uno, che so che arriverà tanta gente a Mantova, che sarà un successo, che lo sta diventando.... Ma questi non ti credono, non hanno il fiuto dell'imprenditore, a differenza di Berlusconi che il fiuto ce l'ha.
Sono condannati a rimanere piccoli nelle loro nicchie, non hanno il senso di quello che può accadere.
 
Hai provato con Mediaset?
 
Non potevamo, ci avevamo pensato e son sicuro che Mediaset avrebbe anche accettato, ma non possiamo fare come D'Alema che pubblica i libri con Mondadori, e non solo D'Alema.
Se contesti una scelta non puoi dimenticare che alla fine potresti premiare addirittura le televisioni di chi quella scelta l'ha fatta. Così siamo usciti completamente da questo circuito, anche perché la gente non avrebbe capito, avrebbe solo visto Mediaset contro la Rai.
 
Quindi le prime opzioni quali sono state?
 
La7, MTV, ReteA, Sky, son cadute tutte una dopo l'altra...
 
per motivi?
 
tendenzialmente politici... e alla fine ci siamo ritrovati a perdere del tempo fino ad arrivare senza ossigeno all'appuntamento. Poi quando comunque le televisioni arrivano perché finalmente capiscono che si rompe l'accerchiamento, non c'è più tempo di raccogliere la pubblicità.
E questa situazione ci fa trovare ora con uno sbilancio di mezzo miliardo di vecchie lire.
A questo punto l'unica soluzione è l'appello alla sottoscrizione.
 
E chi volesse aiutarvi cosa dovrebbe fare?
 
Versare un contributo sul conto corrente oppure, se è un imprenditore, scrivere la propria disponibilità a fare da sponsor anche in piccola misura a info@festivaldellamusicadimantova.it.
Oppure spedire un contributo al C/C 100604 intestato a Mantova per la Musica Banca Agricola Mantovana ABI 5024 CAB 57820
 
Il successo del Festival di Mantova su quali parametri sarà misurato?
 
Gli indicatori sono la qualità, la partecipazione di 30 o 40mila persone ai concerti di venerdì e sabato...
 
però quello dell'affluenza sarebbe l'indicatore di un successo locale. Per arrivare ad un coinvolgimento nazionale cosa auspichi?
 
Sarebbe bello che i giornali italiani e stranieri apprezzassero la sfida che noi abbiamo fatto al monopolio della Rai e all'asse Rai-Sanremo che si è dimostrato il cuore duro del potere alla faccia delle canzonette.
Un grosso risultato sarebbe che in termini di audience si arrivi al 2% di share, visto che comunque Sanremo dovrebbe prendersi circa il 20, 25%...
 
ma l'abbiamo detto alla fine il Festival di Mantova su quali reti sarà trasmesso?
 
No, diciamo che non l'abbiamo detto... anche se tu lo sai... lo diremo ufficialmente molto presto, comunque andremo su un circuito nazionale. 
Perdere 10 a 1 in share sarebbe un grande risultato.
Ma poi bisogna pure vedere quello che rimane per la storia, il successo non puoi vederlo sul momento, è quello che semini con questa rottura che conta.
 
A proposito di semina.
Uno degli indicatori che in genere più interessa a chi fa Sanremo...
 
...è lo share
 
no, quello magari per la Rai, è far vendere i dischi...
 
... ma veramente i discografici dicono che mandare un disco a Sanremo fa vendere di meno ed è per questo che in parecchi non ci vanno.
La Rai invece vorrebbe dimostrare il contrario. Per questo sono stati scelti dei pezzi che possono essere trasmessi per radio con la pubblicità inserita, perchè fanno guadagnare con la pubblicità, li fanno sentire e contemporaneamente possono vendere
 
e a voi di questo aspetto non importa nulla
 
no, decisamente no
 
tornando alla semina, anche per smentire questo fatto che sei "contro" qualcosa anziché "per"...
 
... di questa cosa del "per" e del "contro" non se ne può più...
 
è vero, ma hai beccato un mercato quale quello discografico che più in crisi di così non si potrebbe, un mercato che sarebbe finalmente il caso che qualche politico prendesse seriamente a cuore.
Il Festival di Mantova, al di là della contemporaneità con Sanremo che è una cosa che comunque fa notizia, si pone tra gli obiettivi, per esempio, che un cd costi 10 euro di meno?
 
Sì, si pone il problema di un nuovo mercato della musica.
Non è possibile che noi abbiamo artisti che vengono a Mantova già conosciuti e apprezzati da migliaia di giovani ma che non hanno accesso alla tv pur essendo portatori di musica che piace, pur avendo la possibilità di vendere dei dischi.
 
e quindi dopo Mantova che succederà?
 
beh, io non faccio l'impresario musicale
 
no, ma devi essere consapevole che ora diventi il punto di riferimento politico di tutta una serie di problematiche legate alla musica che politicamente sono sempre state evitate.
 
Sì, il tema dell'IVA è stato affrontato, ma io credo che debba esser rivisto tutto. E' giusto abbassare l'IVA perchè un cd va trattato come un libro. Sono d'accordo anche per abitudine visto che io scrivo sentendo musica, non sentendo la tv, ma non credo comunque che ciò basterebbe a risolvere i problemi.
Sono gli strumenti del mercato che non tengono più.
C'è la questione dei concerti, l'incidenza dei manager sui prezzi dei concerti, la questione della pirateria, è tutto da rivedere. Il mercato discografico che c'è ora tiene per 10 cantanti, gli altri devono trovare altri modi per sopravvivere. La crisi è strutturale.
 
Ma tutti i cantautori più o meno impegnati che fine hanno fatto? Secondo te esiste ancora una musica civilmente impegnata?
 
Ogni epoca ha le sue forme di musica impegnata e ci sono produzioni che nascono in certe epoche che durano anche in altre. Penso, nonostante il fatto che non ci siano a Mantova, a gente come De Gregori, Vecchioni, Guccini...
 
...ma avete cercato di contattarli questi?
 
ci abbiamo provato con tutti, nessuno può dire "io non sapevo niente".
 
Paolo Conte, Capossela....
 
Conte mi ha fatto telefonare dalla segretaria per dirmi di no.
Al che io ho fatto presente che gli avevo scritto personalmente e lui mi stava facendo rispondere da un'altra persona. Mi ha detto la segretaria che Conte era in sala d'incisione.... ma io ero nell'aula del Senato che è un po' più importante....
Il problema è che la Rai fa paura.
Magari ti motivano il rifiuto dicendo che è una cosa retrò, anni 70, perdente... sensi di colpa io non ne ho. Poi c'è stato comunque chi è stato di una correttezza estrema.
 
Tipo?
 
Tipo Gianni Morandi.
Ha detto "io ho un rapporto con la Rai, non posso farlo, tanti auguri".
Preferisco uno così che uno che per scusarsi ti attacca. Le mie sono solo constatazioni, io non ce l'ho con nessuno, con qualcuno di questi mi chiarirò pure perchè non voglio ci siano code polemiche.
Però quest'esperienza è stata un termometro del paese e della musica in questo paese.
 
Tu compri cd?
 
Sì, sento musica tutto il tempo mentre lavoro a casa.
 
Cosa ascolti?
 
Di tutto.
 
Tipo?
 
Tipo quelli che non sono venuti a Mantova...
 
...ecco, riconciliamoci con qualcuno di questi
 
la Mannoia che è la mia preferita, De Gregori, ma il mio preferito è Springsteen anche se adesso ascolto molto Cohen, gli U2, il disco dedicato a De Andrè...
 
Parlando di te, fino ad un po' di tempo fa, come politico, hai sempre avuto difficoltà a farti ascoltare. Anche nel momento di maggior impatto personale, con la campagna elettorale di Milano, avevi sempre i fucili puntati contro.
Ad un certo punto hai avuto invece un improvviso boom di visibilità per cose più marginali o leggere rispetto alla tua attività più tradizionale. Mi riferisco ai libri sul calcio, all'imitazione di Berlusconi con lo spettacolo teatrale itinerante, ora al Festival.
Sei tu che hai imparato ad utilizzare meglio i media, a prenderli più per il culo utilizzando strade più semplici per continuare comunque a dire cose importanti, oppure è successo dell'altro?
 
ma.... guarda che bella intervista...
 
trovi?
 
sì, nessuno mi fa queste domande... l'avevo anche proposto all'Espresso questo tema ma non interessava... comunque, da un lato la campagna elettorale di Milano mi ha fatto maturare molto.
Ero molto chiuso, ero il professore universitario che parlava di questione morale, società civile ecc., non sapevo far politica, però quella circostanza ha forzato la rottura della mia timidezza.
Io ai candidati avversari davo a tutti del lei, sempre e anche quando Aldo, Giovanni e Giacomo o Lella Costa facevano spettacoli per le mie iniziative, non mi sarei mai sognato di esibirmi in pubblico, anche se un po' avevo dentro di me...
 
...quest'indole artistica
 
...quest'attitudine diciamo.
Poi le cose sono un po' cambiate, proprio perché la corazza si è rotta.
Credo però che l'elemento determinante sia stato un altro. Ho cominciato a teorizzare che se volevamo davvero fare opposizione nel paese non potevamo farlo soltanto in Parlamento ma a 360 gradi. Usavo spesso la metafora del calcio totale dell'Olanda degli anni 70, bisognava giocare come loro, nessuno doveva avere un suo ruolo e il parlamentare non doveva fare solo il parlamentare...
 
e quante punte teorizzavi?
 
...una e mezza....
Dovevamo fare di tutto.
Abbiamo occupato la Commissione Giustizia la notte della Cirami, della manifestazione di Piazza Navona sono stato l'ideatore, altri eventi sono partiti da me, tradizionalmente seri e meno seri.
Anche se poca Italia ancora lo capisce, quella di Mantova è una grande risposta civile.
 
Prima si parlava del fatto che alcuni non sappiano neanche chi sia stato tuo padre.
Ancora adesso mi capita spesso di leggere qualcuno che per criticare qualsiasi tua iniziativa si riferisce a tuo padre, dicendo che sei "figlio di" e in quanto tale puoi o non potresti fare certe cose.
 
E' l'attacco più facile...
 
...anche perchè rimanda sempre concettualmente all'idea di raccomandazione, senza pensare a di chi sei figlio. Inoltre non capisco perché sia così difficile percepire quanto l'essere figlio di una determinata persona sia in realtà un valore aggiunto, un qualcosa in più che tu hai.
 
Guarda, una volta mi arrabbiavo.
Oggi mi sembra da parte di chi mi attacca con questi argomenti, un'autocertificazione di miseria morale, non mi arrabbio più, neanche rispondo più.
Sarebbe stato assurdo che io non avessi avuto un'attenzione in più su cose tipo la lotta alla mafia.
Io sono stato uno dei primi casi, anche se questo non si ricorda più, a ribellarsi.
Quello che mi è costato allora ribellarmi all'ingiustizia e alla violenza in parecchi oggi non lo sanno o non vogliono ricordarlo, ma io lo so e ricordo la rottura di costume che ci fu nel maxi-processo, le presentazioni delle parti civili, la raccolta di fondi perfino dagli immigrati della Germania.... furono cose rese possibili dal fatto che c'era un popolo che amava il cognome Dalla Chiesa.
Questo non lo dimentico.
Fatto sta che io per 10 anni non mi sono candidato anche se me lo han chiesto dall'82. Mi son candidato soltanto con un movimento che avevo fondato io.
 
Tua sorella Rita cosa pensa di questo Festival di Mantova?
 
Ne è entusiasta.
 
Verrà?
 
Penso di sì. E verrà altra gente nota.
 
Lucia Annunziata diceva giusto ieri di temere una comparsata di Berlusconi a Sanremo...
 
...se Berlusconi va a Sanremo io ne faccio l'imitazione a Mantova.
 
Ma falla lo stesso, non attendere che sia lui a decidere cosa fare.
 
No, non posso...
 
ma ci sarebbe l'apoteosi, pensaci...
 
 
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In Rete:
 
Nando dalla Chiesa, scheda del Senato

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