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Napster: P2P o B2B?

Il nome è lo stesso, la sostanza invece cambia leggermente: Napster, il servizio P2P di scambio di file musicali che ha fatto la felicità di milioni di fan e che ha incrinato i bilanci delle più importanti case discografiche mondiali, è risorto rinnegando se stesso e diventando un sito a pagamento.

Ieri Napster, dal 2002 proprietà esclusiva della Roxio, ha lanciato una nuova versione del software P2P, una versione che consentirà di scaricare canzoni per 99 centesimi di dollari l'una e album interi a 9 dollari e 95 cents e proporrà abbonamenti mensili da una decina di dollari.
Un servizio analogo a quello del nuovo Napster è quello lanciato da Apple Computer, iTunes, di cui dovrebbe uscire dalla prossima settimana la versione per Windows.
Gli altri siti in vista sono Rhapsody, di RealNetworks o MusicMatch e BuyMusic.com.
Anche Dell, America Online e Amazon stanno considerando l'ipotesi di aprire servizi del genere, ovviamente a pagamento.
Nonostante queste novità, la guerra oscura tra le industrie discografiche e i software gratuiti come Kazaa continua senza esclusione di colpi.

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