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New York Dolls - One Day it will Please us to Remember Even This

Etichetta: Roadrunner Records   -   Voto: 6,5

Brano migliore: Gimme Love and turn on the light

 

Ma sì, One day it will please us to remember even this non sarà un capolavoro ma suona molto meglio di certa spazzatura doggidì. E poi Johansen e Sylvain sono simpatici. Già il titolo dellalbum (più o meno forse un giorno ci piacerà ricordare anche una ca**ata come questa) è sufficientemente ironico da mettere al loro posto quanti avessero pensato a una rentre di carattere nostalgico e poco altro. Sylvain e Johansen, unici due superstiti di New York Dolls, hanno voluto in qualche modo accontentare quelli che in tutti questi anni (dallultimo album della band ne sono passati 30!) non hanno mai smesso di amarli.

 

Il disco nuovo ce li riporta più o meno identici a come ce li ricordavamo, forse un tantinello leccatini nella produzione ma le canzoni sono talmente intrise del loro passato che mi immagino dei concerti dal vivo di grande intensità e divertimento. Ci sono tutti i riferimenti storici della band: il Rhythm & Blues, i Rolling Stones, i gruppi vocali 60s, Phil Spector e tanto, tanto Swing il tutto corredato da un spirito che, arrivando da loro, è sicuramente quello più giusto per non suonare né troppo autocelebrativo né nostalgico. E semplicemente il nuovo album delle Dolls che esce, per caso, dopo trentanni dal precedente. E ironico, forte, sboccato e dannatamente divertente.

Basta la traccia di apertura (Were in love) a mettere tutti a tacere. Suona come un piccolo grande risarcimento per averci fatto attendere così a lungo. Un rocknroll puro e fresco impossibile da rendere per chiunque abbia meno di cinquantanni. Serve esserci stati allora per poter fare questa musica senza apparire ridicoli oggi, ne sono certo! Altrimenti ne risentirebbe la credibilità. Occorre arrivare da là per mescolare la Tamla Motown (Dance with the Monkey), Willie Dixon (Gimme Love and turn on the light, guest star Iggy Pop!) e Chuck Berry (Running Around) senza che il tutto suoni artificiale. E serve tanta ironia, quella che di certo non manca a questi (splendidamente Photoshoppati in copertina) vecchietti newyorkesi!

Sicché godiamoci il loro nuovo disco sperando che Morrissey (artefice della reunion e che da qualche tempo ama così tanto lItalia) riesca a portarceli anche in concerto.

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