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Nino D'Angelo: “Addio al pop”

“Un plagio continuo, meglio lasciare la musica pop”. Così Nino D’angelo in un’intervista rilasciata al quotidiano La Stampa. 50 anni, un disco in dialetto (“Gioia Nova”) ed un tour in corso, il cantautore napoletano è ora affascinato da altre forme musicali “Mi piace la musica etnica, si evolve da sé, cerco suoni differenti”.

Suoni differenti. Rap? “Sì ci sta o’ rap adesso, ma non è che mi entusiasma”. Sono scocciato, le radio non mandano più in onda canzoni napoletane che na volta erano la canzone italiana nel mondo: uno dei miei sogni sarebbe metterne su una, di radio, con qualcuno che ci crede”. I progetti “Ho assunto la direzione del teatro Trianon a Forcella, gli abbonamenti sono cresciuti da 500 a 3.500, una grandissima soddisfazione. Forcella è un quartiere che va oltre la speranza”.

Quando gli si parla del fenomeno Gigi D’Alessio, Nino D’Angelo spara sicuro: “Lui è un napoletano che canta, non un cantante napoletano. L’unico sono rimasto io”. E sul caos-spazzatura “Napoli è una città in cui vivono due stati. A Bassolino non hanno fato aprire i termovalorizzatori, a Bertolaso neanche, vediamo cosa combina De Gennaro…”.

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