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Nu Fest @ Padova!

Non chiamatela solo musica elettronica. Il Nu Fest di Padova, giunto alla sua terza edizione, non solo porta i dj internazionali in teatri e club, ma si dota anche di workshop in collaborazione con l’Università, con particolare attenzione a video e storia del genere musicale.

Tre le date (27 febbraio, 6 marzo e 13 marzo) affidate alla parte più giovane di uno staff che ha già fatto valere il suo nome, quello di Veneto Jazz. A Palazzo Liviano il primo giorno di festival, alle 14, Manuel Frara terrà un workshop dal titolo “Videohacking, tecniche di video making creativo e Vjing”, per capire come si sviluppa il lavoro visuale intorno all’elettronica. Ma il 27 febbraio, in serata, è anche tempo di grandi ospiti: si comincia con i tedeschi Mouse on mars(Teatro Mpx), ovvero Andi Toma e Jan St. Werner, duo che da oltre dieci anni indaga le nuove frontiere e tendenze della Germania spostando la linea di confine dell’elettronica verso il kraut rock e sonorità a tratti melodiche.

Ma un Festival è un festival, e le casse non si spegneranno al primo concerto. A mezzanotte sarà ancora tutto da vedere con un immenso dj set di Plaza de Funk (leggi Marcello De Angelis nato nel 2001 come dj e produttore), direttamente da Londra con il suo breakbeat. E dopo la rappresentanza d’oltremanica si passa a quella di Milano, Torino e Vicenza con – rispettivamente – Cris dj set, De la Cuerva dj set e Modal Nodes Crew live & dj set.

Ma il 6 marzo le presenze non saranno da meno: ne sono esempio il duo britannico Plaid – ma questo è solo l’ultimo di svariati nomi – che lavorano spesso in collaborazione con l'artista visivo Bob Jaroc e vantano collaborazioni con grandi artisti, non ultima Biork.

E mentre Cenerentola va a dormire arriveranno all’Unwound Club gli Slyde, anch’essi dalla Gran Bretagna per portarsi dietro tutte le influenze del mondo: hip hop, rave, funk, big beat. Il 13 marzo, terzo e ultimo giorno invece, colpo di scena con il concerto di Eivind Aarset “Sonic Codex live band”, per poi tornare all’elettronica italiana con i Degada Saf, attivi dagli anni '80, e chiudere il tutto con il live show di musica e video di Frank Sent Us.

E poi, la lezione che moltissimi studenti vorrebbero fare al posto di quel corso obbligatorio da 9 crediti: quella su il Moog, primo sintetizzatore analogico che ha rivoluzionato il mondo della musica, con un viaggio tra la nascita del synth e gli sviluppi del nuovo millennio, a cura di Enrico Cosimi.

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