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Omar Pedrini, torna lo zio rock

Di Omar Pedrini si parla poco. E quando se ne parla, lo si fa per rispolverare le sue storie d'amore (con Elenoire Casalegno e Francesca Piccinini), senza andare a scavare in una storia fatta di passione, musica e dolore. Il cantante ed ex membro fondamentale dei Timoria torna con una raccolta che fa il punto degli ultimi vent'anni di carriera: La capanna dello zio rock. Dentro, c'è tutto: dal primo cd solista nel 1996 all'aneurisma aortico che l'ha colpito nel 2002, costringendolo a una delicata operazione a cuore aperto passando per l'esperienza all'università Cattolica del Sacro cuore di Milano, dove tiene un laboratorio di composizione e realizzazione di una canzone pop.

'Il futuro dell'uomo non è Ulisse, come pensavo, ma l'attenzione al Pianeta – dice Pedrini alla Stampa, parlando come un leader ecologista – anche solo nel coltivare un piccolo orto, come la First Lady americana. Il discorso di Obama sulle energie pulite, in questo senso, è fondamentale. Stiamo tornando al passato ma non ce ne rendiamo conto, appesantiti da macchine e iPad. Le rockstar comprano in campagna perché temono il futuro. La nostra è una generazione sfigata. Persino il mio figlio adolescente, Pablo, si pone domande inquietanti'.

Poi affronta di petto la critica musicale, che l'ha un po' dimenticato: 'Lo strappo fu quando andammo nel '91 a Sanremo coi Timoria. Poi però ci sono andati tutti. Non amo piacere agli snob, parola che per me viene da 'sine nobilitate': senza nobiltà. Sono troppo alternativo per il pop e viceversa: le acque in cui mi muovo meglio sono le zone d'ombra. Mi piace pensare che magari qualche ragazzo si è avvicinato al rock dopo avermi visto a Domenica Cinque, chi lo sa. Un gigante come Pasolini ha provocato più volte, penso a Medea quando fece arrabbiare gli operai: nel mio piccolo, fatelo fare anche a me'.

E conclude infine sulla tv, lui che ha collaborato in passato con Aldo Busi e Morgan, che dal piccolo schermo sono usciti con le ossa rotte: 'La tivù è come l'America di Bukowski: il posto perfetto se il tuo cavallo vince. Un ambiente su cui ironizzo in Non è divertente. I bambini sognano di fare i calciatori non per emulare Maradona, ma per avere la Ferrari e stare con la velina. Il modello è quello e la tivù ne è responsabile. Morgan è un amico fragile, andato incontro a tanti eccessi. Ha commesso errori e perso il controllo. Non era pronto per una tale sovraesposizione, che dà benefici in banca ma può ucciderti. Oggi sembra un pugile suonato, lo bastonano tutti, pure la sua ex moglie. Vorrei portarlo a Cetona per un progetto a due, come tra Lou Reed e Bowie: gli farebbe bene. Aldo è diverso, lo scontro lo cerca: credo che all'Isola ci sia rimasta male più la Ventura di lui. Un intellettuale vero, come Tondelli. Raramente lo condivido, ma per dirla con Voltaire darei la vita per le sue idee. Mentre non la darei per Sgarbi'.

Una curiosità: il disco sarà distribuito anche in alcune enoteche, abbinato alla Barbera Montebruna di Cantine Braida. Sul retro etichetta, una poesia di Pedrini: 'Il matrimonio perfetto, sin dai tempi di Dioniso e Bacco. Il vino fa cantare. Nei Baccanali c'era il suonatore di cetra che accompagnava il Rapsodo, l’antesignano dei rapper. Il vino è la parte filosofica del pasto'.

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