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Opera: il Flauto Magico

Le riflessioni sulla nostra natura, sulle prove che la vita ci impone di affrontare e sul nostro percorso interiore possono avere tante sfumature, almeno tante quante sono le sollecitazioni che subiamo ogni giorno o che ci andiamo a cercare ogni tanto. Data l'importanza delle questioni, questo genere di riflessioni, oltre che impegnativo finisce di solito con l'essere pesante, ma non se a stimolarle è Wolfgang Amadeus Mozart con il suo Flauto magico.


Quest'opera, composta dal compositore austriaco verso la fine della sua vita (il Flauto va in scena la prima volta il 30 settembre 1791, Mozart sarà costretto ad abbandonare la direzione delle rappresentazioni successive dall'aggravarsi della malattia che lo porterà alla morte a dicembre dello stesso anno, a soli 35 anni) ha tutta la magia della favola che prende per mano e conduce attraverso domande, speranze e possibilità, attraverso sfide, forze e debolezze.

Sullo sfondo del contrasto tra la perfida Regina della Notte e Sarastro, nasce l'amore tra Tamino e Pamina, ma prima di poter godere della loro felicità, Tamino dovrà affrontare, insieme all'amico Papageno, diverse prove che lo porteranno alla saggezza. I due uomini devono perciò fare i conti con la propria natura e con le difficoltà, la paura, la necessità di sacrifici a volte incomprensibili; sono profondamente diversi nel modo di concepire la vita, ma raggiungeranno entrambi la felicità. E nel racconto di questo viaggio iniziatico che si concluderà con il trionfo degli ideali della libertà, della fratellanza e dell'umanitarismo, c'è tutta la potenza della favola, la profondità dell'animo umano e la vastità del genio di Mozart.

Dopo due anni di assenza, il Flauto magico è tornato a Roma, in lingua originale con sovratitoli in italiano, con la regia e le scene di Pier Luigi Pizzi e la direzione di Gianluigi Gelmetti.
"Il Flauto ha più piani di lettura - ha spiegato Gelmetti - quello semplicemente giocoso e allegorico, quello filosofico, quello simbolico-massonico e, ancora, quello più segreto, intimo, che ognuno può sentire secondo la propria sensibilità: nessuno di questi piani deve essere trascurato né prevalere sugli altri. Nella direzione così come nella regia, abbiamo cercato di mantenere un equilibrio armonico tra i diversi elementi che compongono la rappresentazione." Non ci vuole molto a capire che Gelmetti quest'opera la ama in modo particolare. "Fa bene alla mente, all'anima, allo spirito" - dice - e basta vederlo, poi, mentre dirige l'orchestra, come conduce e chiama ognuno con lo sguardo, come accompagna, canta, e sorride.

Il 23 giugno, alle 21, il Flauto sarà rappresentato anche a piazza del Popolo, con la voce narrante di Claudio Bisio. Tra gli interpreti, spiccano Eva Mei nei panni di Pamina e Marco Spotti in quelli di Sarastro. Raul Giménez e Robert Lee si alternano nel ruolo di Tamino, Massimiliano Gagliardo e Alex Esposito in quello di Papageno, Penelope Randall-Davies e Elizabeth Vidal danno alternativamente voce alla Regina della notte, Laura Cherici e Daniela Schillaci a Papagena.
Il Flauto è l'ultimo appuntamento della stagione all'interno del Costanzi, prima dell'inaugurazione di quella estiva alle Terme di Caracalla il prossimo 3 luglio. 


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