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Overhead, francesi anomali

Overhead - Silent Witness
Etichetta: Sk-Eye - Voto: 6,5 
Brano Migliore: Innerself

Il lavoro d'esordio di una band francese sospesa tra rock e jazz, atmosfere cinematografiche ed elegantemente maliconiche, spirito transalpino e lingua inglese.

a cura di Zoro

Ho sempre avuto un po' di diffidenza per chi decide di cantare in inglese non parlando inglese dalla nascita.
In Italia come altrove l'anglofonia per molto tempo è stata e in maniera minore continua ad essere l'unica maniera plausibile per proporsi ad un mercato più ampio di quello dei confini di casa propria.
Intendiamoci, cantare in inglese non è di per sè cosa grave, solo apprezzo maggiormente chi cerca di coltivare le proprie ambizioni di diffusione della propria opera con codici meno consuetudinari e oltretutto più naturali se non si è english mother tongue.
Che a fare questa scelta sia un gruppo francese lascia ancor più sorpresi, sia per il tradizionale e fin tropo eccessivo sciovinismo che accompagna ovunque l'orgoglio francofono, sia per il fatto che parecchi gruppi stan conoscendo e han conosciuto discreta fortuna cantando anche e soprattutto in francese (Mano Negra, Noir Desir, FFF, Negresses Vertes, Zap Mama, ecc. ecc.).
Detto ciò, il gruppo degli Overhead, composto da Nicolas Leroux (voce e chitarra), Alexandre Destrez (tastiere), J. Claude Kebaili (basso) e Christophe Demaret (batteria), è innegabilmente un insieme di livello e il loro disco di debutto Silent Witness si fa ascoltare con estremo piacere e interesse.
Le atmosfere che accompagnano le 11 tracce sono varie e difficilmente catalogabili, oscillando tra un Joe Jackson grezzo e un jazzofilo Sting, con punte rock alla Noir Desir e melodie alla Costello o alla Jeff Buckley, rimpianto cantante al quale pare sia prassi dei critici accostare per timbro di voce il cantante Nicolas Leorux.
A cementare il tutto c'è un che di cinematografico tipico di certa arte transalpina che qualsiasi cosa faccia dà sempre l'impressione di farla in maniera leccata, pettinata, patinata, elegantemente snob, con gusto.
Se il tutto fosse stato ulteriormente caratterizzato da testi spontaneamente e francesemente di classe, saremmo stati al cospetto di un disco ben più originale di quanto alla fine non risulti questo, pur non negando il fatto che un francese che canta in inglese è senza dubbio un'anomalia.

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