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Pace fatta fra Califano e la sinistra

Le polemiche per quel "tutto il resto è noia", slogan utilizzato per pubblicizzare la festa nazionale dei comunisti italiani, sembrano placarsi dopo l'incontro tra "il Califfo" e Paola Pellegrini, responsabile cultura del Pdci. Il colloquio ha avuto luogo ieri a Roma in piazza Colonna, Palazzo Wedekind, nella sede de Il Tempo. "Ben vengano le feste dell'Unità o dei Comunisti - ha detto il cantante - ma perché non mi chiamate mai ad esibirmi? Possibile che voi vi rivolgete sempre ad artisti di sinistra? Guardate che io non scrivo canzoni di politica, io scrivo i sentimenti. Anche perché diciamocelo chiaro e tondo: chi scrive di politica scrive di m..."

Scuse accettate, ma quando Franco Califano potrà cantare in manifestazioni di una parte politica nella quale "non si riconosce"? "Per ora dobbiamo trovare i fondi" ha ribattuto la Pellegrini "ma di sicuro a settembre, quando torneremo di nuovo in piazza per festeggiare con i nostri compagni, vogliamo tra di noi Califano. Vogliamo farlo cantare in mezzo a noi". "Lo stesso Diliberto mi aveva chiesto di incontrarla" ha continuato "voleva venire lui stesso ma non ha potuto perché aveva già programmato altri impegni. Però mi ha detto: "Cerchiamo di trovare le risorse per far cantare Califano". Una pace siglata anche grazie ad un omaggio portato al cantautore: tre litografie numerate con una introduzione firmata dal leader del Pdci Oliviero Diliberto.

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