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Paul McCartney - Chaos and creation in the backyard

Etichetta: Capitol - Voto: 6
Brani migliori: Friends to Go, Follow me
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"Quando Paul ed io abbiamo deciso di lavorare insieme avevamo un obbiettivo comune", sono parole di Nigel Godrich, "volevamo fare un grande album che rispecchiasse bene Paul e penso che questo sia esattamente ciò che abbiamo fatto". Con questa frase potremmo chiudere il discorso essendo gli intenti assolutamente mantenuti.
Un disco beatlesiano che, una volta tanto, arriva da un vero beatle!


a cura di Joyello

Macca, qui, ha solo peccato un po' troppo di presunzione decidendo di suonare tutti gli strumenti anche quando, forse, poteva farsi aiutare da qualcuno più dotato.
Sì, insomma la batteria non è esattamente il suo forte e nei pezzi dove sarebbe richiesta una caratterizzazione ritmica maggiore, si sentono le sue lacune in merito. E dire che bastava chiamare il suo amico Ringo... Fortunatamente (o per forza?) la maggior parte dei pezzi non prevede grandi parti di batteria e, in alcuni casi, non la prevede affatto
Il resto fila piuttosto lisco, tra momenti di ricerca ed altri di sicurezza legati al proprio nome+fama+leggenda+mito.
L'idea di affidare l'album a Godrich inizialmente m'era sembrata azzardata ma ora che ne sento i risultati penso che la loro sia un'accoppiata molto ben assortita. Paul McCartney è un ottimo artigiano della canzonetta.
Sa il fatto suo e nessuno si sognerebbe mai di dire che non sa fare questo mestiere. La sua esigenza di svecchiarsi-a-tutti-i-costi lo ha portato spesso a fare mosse avventate (ricordate il periodo disco-music dei WINGS?!) e, sotto questo aspetto, Chaos and Creation correva il rischio di sovvertire una certezza come le sue melodie e la sua scrittura.
Godrich stesso, per sua stessa ammissione, s'è trovato a doversi abituare all'idea di lavorare con un monumento e l'intenzione di produrre un disco moderno che rispecchiasse Paul McCartney si prospettava come una delle imprese più difficili. Dev'essere bastato guardarsi attorno e scoprire che molti dischi moderni hanno ancora come punto di riferimento proprio la musica di Paul per decidere di far andare il lavoro in quella direzione.
E' bastato tirar fuori da Paul tutta quella personalità dalla quale spesso il musicista cerca di svicolarsi per paura di diventare troppo autoreferenziale. Il rischio era alto e il risultato ha evidenti richiami al passato (di McCartney!)
A volte le auto-citazioni sono a dir poco imbarazzanti e la somiglianza di Jenny Wren con Blackbird si perdona solo per la straordinaria bellezza della nuova canzone. Allo stesso modo si chiude un occhio se su English Tea c'è un assolo di ocarina troppo, troppo vicino a quello di The Fool On The Hill
Ma che ci volete fare? McCartney è (stato ed è) questo e sono queste le cose che gli riescono meglio. Non a caso ci sono moltissimi richiami anche alle sue grandi opere più recenti: Follow Me sembra tratta da Flowers in the Dirt (insuperato capolavoro del 1989) e non mancano nemmeno i richiami ad alcune delle belle canzoni dei Wings.
Comunque Chaos and Creation in the Backyard è il nuovo disco di Paul McCartney, baronetto 63enne che, con molta (la parola non suoni stonata) umiltà, ha consapevolezza di essere circondato da allievi che ancora non hanno superato il maestro.

In rete:
- Il sito ufficiale di Paul McCartney
- Intervista a Paul McCartney

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