Excite

Pearl Jam: "Dopo anni di rabbia, basta politica"

"La grande paura è passata", dice riferendosi all'elezione di Barack Obama. "Dobbiamo rafforzare il concetto che l'arte può essere una forma di protesta non violenta". Parola di Eddie Vedder.

Il leader dei Pearl Jam si confessa a Repubblica. In particolare, svela la gestazione del nuovo disco, Backspacer, in uscita a breve (leggi la news): "Finalmente un briciolo di speranza, dopo dieci anni di canzoni arrabbiate – racconta – il cambiamento è evidente: basta politica, abbiamo bisogno di un break".

Guarda le foto dei Pearl Jam

Tuttavia, Vedder non molla sulle questioni più calde: "Il luogo comune vuole che noi artisti facciamo parte di una sorta di élite hollywoodiana, specie protetta che dovrebbe tenersi lontana dalle beghe politiche, evitare di esprimere il proprio punto di vista, ignorare la propria educazione umanistica e fregarsene dei problemi del mondo.Noi però non viviamo a Hollywood, ma nella fottuta Seattle, paghiamo tasse salate e abbiamo il diritto di esprimere un'opinione. Questo mi hanno insegnato la musica con cui sono cresciuto e i romanzi che ho letto. Questo ho appreso da Woody Guthrie, Pete Seeger, Bruce Springsteen, Pete Townshend, Neil Young. Dai Clancy Brothers e dalla musica irlandese: pezzi di storia incorniciati in una canzone. E non dite che non ci è consentito farlo, perché il nostro lavoro è proprio questo. I democratici chiamarono il Boss, Ben Harper, James Taylor e le Dixie Chicks a sostenere Vote for Change. Chi ha suonato per i repubblicani?Un paio di scalcagnati cantanti di country & western che Bush teneva al guinzaglio".

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017