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Pearl Jam - Live at Benaroya Hall, Oct. 22, 2003

Etichetta: Rca - Voto: 8
Brani Migliori: Black Man Of The Hour
 
Domanda: il pianeta terra ha davvero bisogno del duemilacinquecentesimo album live dei Pearl Jam?
 
Un po di considerazioni prima di dare una risposta.

 
Nel marzo del 1992, il gruppo registra per MTV uno dei più celebri show della storia della serie Unplugged. Il concerto (straordinario) diventa da subito, e probabilmente lo è tuttora, il bootleg più ricercato, scambiato ed amato della band di Seattle. La fame di Pearl Jam acustici è quindi anche adesso, come si vede, tuttaltro che sopita.
 
Proprio a questo dovrebbe servire questo doppio cd mostly acoustic che riporta lintero show benefico (a favore di Youth Care, associazione che si occupa di ragazzi homeless ed in difficoltà, a cui andranno anche parte dei ricavati delle vendite del cd) che il gruppo tenne lottobre scorso nella loro città.
Due ore di show acustico per una rock band sanguigna come i Pearl Jam rappresentano una sfida stimolante e piena di trappole, con la stecca (vedi lassolo di chitarra in All Or None) sempre dietro langolo e senza il muro di watt dietro cui nasconderla, una di quelle sfide che solo un gruppo che oramai non ha più nulla da dimostare può permettersi di affrontare.
Niente tagli quindi, niente sovraincisioni. Come sempre.
Pearl Jam d'altronde è anche una filosofia.
 
Se la spina è staccata, protagonista indiscussa diventa ancora di più del solito la voce unica di Eddie Vedder, in questa occasione (vedi foto) orribilmente deturpato dallacqua ossigenata.
 
Una voce che in due ore riesce a dire moltissimo.
Dice ad esempio che i Pearl Jam, a differenza di quanto in molti pensano, hanno continuato ad esistere anche dopo No Code. Lo testimoniano le prime quattro canzoni del concerto (Of The Girl, Low Light, Thumbing My Way e Thin Air) prese, come la maggior parte della scaletta, dal repertorio minore della band. Pezzi che per una band di comuni mortali sarebbero probabilmente dei singoli.
Dice che la b-side a volte può essere qualcosa di più di un esercizio superfluo e fine a se stesso (Fatal, Down e Yellow Ledbetter sono lì che parlano da sole), così come le cover, quattro in tutto. A questo proposito spiccano le interpretazioni di 25 Minutes To Go, dallo storico Johnny Cash at Folsom Prison, e di Masters Of War di Bob Dylan, attuale come non mai, interrotta più di una volta dalle urla e dagli applausi del pubblico.
Dice che la vena creativa del gruppo è ancora lontana dallesaurirsi. Proprio in questa occasione infatti viene presentata per la prima volta la splendida Man Of The Hour, dalla colonna sonora di Big Fish di Tim Burton.
Dice insomma che, a dieci anni dalla morte di Kurt Kobain, a Seattle cè ancora molto di prezioso da regalare agli amanti del rock. Di quel rock senza attributi e prefissi modaioli, come post-, vintage-, garage- o chissà che altro.
 
Evitate allora lerrore di far annegare questo disco nella marea di live dei Pearl Jam che, ripetitivi e invenduti, sostano tristi negli scaffali dei negozi di dischi dalle parti della lettera P.
Questo è ben altra cosa.
 
In conclusione quindi qualera la domanda?
 
Nota: Il gruppo è attualmente senza contratto discografico. Il cd è acquistabile da subito on line a questo indirizzo, mentre sarà nei negozi da fine luglio grazie ad un accordo con la Rca.
 
 
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