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Pet Shop Boys – Disco 4

Etichetta: Parlophone / EMI
Voto: 6.5
Brano migliore: Mein Teil (PSB There Are No Guitars On This Mix)


Alzino la mano quelli che nel 1981, quando uscì West and Girls, immaginavano che i Pet Shop Boys non solo sarebbero arrivati integerrimi fino ad oggi ma che sarebbero anche diventati richiestissimi producer. Io, devo ammetterlo, la mano non la posso alzare. In quegli anni a loro non avrei dato un centesimo. Erano gli anni in cui lavoravo nei Club e di musica come quella ne sentivo in quantità senza che mi apparisse un granché di speciale. Perfetta per il dancefloor ma… nient’altro.

E’ evidente che mi sbagliavo. D’altronde pensai che fosse una bufala anche una certa Madonna quando mi arrivò per le mani un discomix con Holyday. Non ho, per così dire, molto fiuto per i talenti. Quindi anche Tennant e Lowe, non solo sono ancora qui (e in splendida forma) ma sono anche molti i nomi (Madonna inclusa) che gli si rivolgono per sentire come il loro inconfondibile tocco riesca a trasformare alcuni dei propri titoli.

In questo nuovo Disco 4 (una delle migliori copertine dell’anno) i due ragazzi del negozio d’animali raccolgono alcune riletture danzerecce riservate a una manciata di titoli per i quali sono stati convocati nelle recenti stagioni. E l’iniziale Read My Mind di The Killers, proprio in questo senso, ci sbalordisce. Il filtro Pet è azzeccatissimo e regala brividi da riempipista anche ad una canzone davvero deboluccia come questa.

Lo stesso discorso vale per Sorry di Madonna. Se tutti siamo stati costretti ad ammettere che Hang Up fosse un autentico pezzone sfornato dall’attempata popstar, altrettanto ci eravamo rasserenati dal fatto che il singolo successivo, Sorry appunto, fosse sicuramente meno incisivo. Pet Shop Boys lo trattano come fosse un loro pezzo: alla voce di Ciccone aggiungono un Vocoder, la drum machine diventa più coatta e ignorante e il sequencer originale viene sostituito da uno meno fantasioso. Risultato? Formidabile! Bella anche la Walking on the Thin Ice di Yoko Ono, da far impallidire la (pur bella) versione di Jason Pierce apparsa sull’album Yes, I’m a Witch. La voce di Ono, qui, diventa debordante. La sua dolente nota acuta è valorizzata da un arrangiamento balearic-beat talmente convincente che, se io fossi la signora Lennon, farei un pensierino sulla possibilità di realizzare un album intero coi due PSB… così come fecero Liza Minelli e Dusty Springfield quralche anno fa.

Prevedibile ma buono il rimpasto di Hallo Spaceboy operato dai padroni di casa con ospite il signor David Bowie sebbene il capolavoro sia compiuto con l’ottimo remix di Mein Teil dei tedeschi Rammstein dal sottotitolo efficace ed esplicito: There Are No Guitars On This Mix. A metà strada tra i Kraftwerk e i Laibach in un turbinìo di cattivo gusto e leggerezza che Neil Tennant e Chis Lowe hanno saputo incanalare nella consueta maniera ironica e funzionale. Di nessun interesse Hooked On Radiation di tal Atomixer, peccato veniale che si perdona per il livello generale tenuto alto dalle altre tracce del disco. Un disco che, ve lo dico subito, se avete idiosincrasie nei confronti di PSB, remix, musica da ballo e elettronica dovete tenere lontano come la peste. Se, però, anche solo uno degli elementi di cui sopra vi diverte e/o interessa, dategli un chance. Potrebbe conquistarvi.


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