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Peter Gabriel: "Il mio pop in rete"

'Ho smesso di fare il commesso viaggiatore per vendere i miei dischi da molto tempo ormai, da quando nel '75 lasciai i Genesis'. Parola di Peter Gabriel che il 12 febbraio, otto anni dopo il suo ultimo lavoro, pubblica Scratch My Back, cd di cover per voce e strumenti orchestrali.

'Si tratta di un progetto che ho studiato pensando ad iTunes – dice a Repubblicaogni mese qualche mio brano verrà suonato dagli artisti di cui ho inciso le cover: io faccio The book of love dei Magnetic Fields e loro la mia Not one of us; io faccio The boy in the bubble di Paul Simon e lui Biko. Soltanto Bowie non ha accettato lo scambio, ma io volevo cantare Heroes a tutti i costi e così sarà Brian Eno, coautore della canzone, a eseguire una mia cover su iTunes'.

Poi affronta il tema della musica pop e dei suoi nuovi standard: 'La pop music aveva una grande energia che è stata dissipata. Al tempo dei Beatles c'era una sorta di monocultura musicale, ma col tempo l'offerta si è centuplicata. Dobbiamo solo metabolizzare la transizione dal disco all'iPod. Ma sono anche convinto che se un album ti piace come Sgt Pepper's vorrai averlo tra le mani, non ti basterà scaricarlo'.

E chiude sul tritacarne dei talent show, che definisce 'l'umiliazione finale. Oggi ognuno può diventare il talent scout di se stesso. Su Internet'.

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