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Phil Collins: 'Torno alla Motown, poi mi ritiro'

'Mi sono ritirato. Mi sono fermato. Questo non è il disco del mio ritorno. È solo un album e poi sparirò di nuovo'. Stavolta bisogna credergli: Phil Collins, batterista e anima dei Genesis, lo ribadisce alla presentazione del suo ottavo album solista, Going Back. Si tratta di una raccolta di cover dell'epoca motown, da Stevie Wonder ai Temptations (leggi la news)

'Sono un uomo di parola: l'avevo detto e l'avevo fatto – dice Collins al Corriere sul tour del 2007 – poi c'è stato il tour con i Genesis che abbiamo messo in piedi perché ci eravamo fermati senza salutare il pubblico. Da allora non ho fatto più nulla. Mi sono sempre riservato la possibilità di fare show isolati, e per questo disco ne farò due a Philadelphia, tre a New York e uno a Montreux (il primo luglio, ndr). Poi è finita, basta col carosello disco, tour, disco... Voglio stare con i miei ragazzi che hanno 5 e 9 anni e crescerli'.

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Niente nuovi lavori dei Genesis, dunque. E dopo Going Back, calma e famiglia: 'Scrivo sempre canzoni, ma è come se dipingessi quadri per appenderli in casa e non per venderli. Ci sono ancora tante altre cose che voglio fare nella vita'.

E sul nuovo disco, così particolare, dice: 'Il mio manager mi ha suggerito di tornare in studio e fare qualcosa, allora ho pensato a un progetto che ho sempre voluto fare. Questa è la musica con cui sono cresciuto. L'avevo già omaggiata nell'82 con la cover di You Can't Hurry Love, quindi questo disco non dovrebbe sorprendere nessuno. Non sono certo che quella musica abbia alcuna importanza per quella di oggi tranne per il fatto che è ancora tra le migliori mai scritte. Assieme ai Beatles è uno dei picchi della canzone d'autore'.

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