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"Piacere Salvatore": il video virale di Paolo Antonio contro il pizzo. L'intervista ad Excite

  • Excite Italia

di Simone Rausi

Chiamatele tangenti, chiamatele estorsioni, chiamatelo più semplicemente pizzo, come vuole il gergo mafioso. L’importante è chiamare, non tacere, nominare. Anche cantare. Paolo Antonio fa così, perché il racket si può combattere in molti modi, anche con una chitarra o un microfono. Lui, cantautore catanese, nato e cresciuto in una terra che della mafia ne ha piene le scatole, ha composto e interpretato “Piacere Salvatore”, un brano in pieno stile cantautoriale, di quelli che raccontano una storia, quella di Salvatore “siciliano – imprenditore” e della sua lotta al pizzo. Oggi il lancio del video, autoprodotto, realizzato senza il sostegno di etichette e sponsor. Quattro minuti e mezzo candidati a finire nell’enorme calderone 2.0 dei video virali, a dimostrazione che sui social e in rete, c’è spazio anche per le cose serie, e non solo per i gattini.

Leggi l'intervista esclusiva di Excite a Levante: dalla Sicilia a Cremonini?

Serie si fa per dire. Il video è decisamente divertente, il modo migliore per parlare di cose impegnative, per finire sulla bocca (e sui monitor) di tutti, di molti. L’obiettivo è questo: condividere il video scrivendo “Anch’io taglio il pizzo” e acquistare il brano, al prezzo di 99 centesimi, su Itunes, Google Play e i principali store digitali. L’intero ricavato sarà devoluto all’associazione Addio Pizzo per portare avanti iniziative di contrasto al fenomeno del racket mafioso. Un gesto concreto, una raccolta fondi “social pop”, un modo diverso per dire “basta!” e denunciare. Lo incontriamo dopo la conferenza stampa – per parlare di mafia e di musica. Paolo Antonio è la perfetta metafora del suo brano: buffi occhiali bianchi, argomenti serissimi. Dopo il video, l’intervista.

La Sicilia è ancora quella che si vede in Squadra Antimafia? Conosci qualcuno che ha avuto delle esperienze ravvicinate con il racket?
Squadra antimafia? Certo che no! Ma mi rendo conto che chi non è mai stato in Sicilia la immagina come un luogo pericoloso, quasi un campo di battaglia. Ragazzi, venite a farvi un giro da queste parte e non vorrete più andarvene via! Ovviamente non posso dire che la mafia è solo un'invenzione di Mediaset, la mafia esiste, c'è, in Sicilia come in ogni regione d'Italia, anche al Nord. I ragazzi di Addiopizzo la combattono ogni giorno in prima linea, sostenendo gli imprenditori che hanno il coraggio di denunciare le estorsioni. Sono queste le esperienze ravvicinate di cui voglio parlare.

Hai detto che i siciliani sono “vittime e carnefici” che "tutti hanno qualche responsabilità". Che intendi?
Il pizzo è un fenomeno culturale, non è solo un'attività criminale. Non si tratta di una rapina in banca, ma di un sistema di estorsione organizzata che puntualmente spreme gli imprenditori siciliani e, di riflesso, un intero popolo. Ricordo la prima volta che sentii parlare di Addiopizzo. Ebbero la splendida idea di attaccare nelle saracinesche di alcuni negozi un adesivo con la scritta "Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità". Ancora oggi mi capita di vedere questi adesivi che qualcuno ha tentato di strappare, ma la colla ha resistito e la frase si legge bene. Quel popolo deve ritrovare la sua dignità ribellandosi al pizzo. Questa è la responsabilità di cui parlo.

Cantautori e Talent Show: lo vedi un matrimonio possibile? Come si percorre la strada che non passa da Amici e X Factor?
Scrivere un brano, un brano d'autore, è una cosa che richiede una certa intimità. Quando scrivo i miei brani non voglio essere visto nè sentito fino a che il brano non è pronto. Siamo io e la chitarra, stop. Certo, lo so, oggi a scalare le classifiche sono i cantanti usciti dai talent show, ma grazie a internet, se hai dei bei brani, c'è un pubblico per tutti, anche per chi non ha mai avuto un vocal coach.

Facciamo un gioco: prova a immaginare il mafiosetto di turno che sente il tuo brano alla radio... che pensa?
Ho qualche difficoltà a immaginare il personaggio. Comunque, secondo me nemmeno si accorge che il brano è antiracket. Ricordo quando Caparezza lanciò il tormentone "Sono fuori dal tunnel del divertimento". C'erano tamarri e sciampiste, completamente dentro il tunnel, che ce l'avevano come suoneria. Sono certo che Piacere Salvatore sarà la suonera di tantissimi Salvatore siciliani.

Certi cantautori si vantano di non essere "pop" (leggi popolari). Piccoli club, chitarra e voce. Ti ci rivedi o il sogno dello stadio pieno, sotto sotto, c'è?
Penso che lo stadio pieno sia, sotto sotto, il sogno di ogni cantautore, anche di quelli che non lo diranno mai. Migliaia di persone che cantano la tua canzone... chissà che emozione deve essere. Poi è chiaro che ci sono certi repertori che in un club o in un teatro suonano meglio. Quando suono dal vivo, il mio principale timore è che non si capiscano le parole. In un ambiente più piccolo il problema non si pone. Però se i Muse volessero farmi aprire il loro prossimo concerto potrei anche sorvolare!

Si dice che l'hip hop sia rimasto l'unico genere che racconta l'oggi... I rapper sono i nuovi cantautori? (Paolo Antonio come Emis Killa?)
Da adolescente ero un rapper, scrivevo rime quando Fabri Fibra non se lo filava nessuno. Il mio modo di scrivere è fortemente influenzato da quella fase della mia vita. Dunque dico sì, alcuni rapper sono dei bravissimi cantautori. Ho detto alcuni però. Non mi piacciono quelli che giocano a fare i gangstar, sono degli sfigati.

Piacere Salvatore è la punta dell'iceberg. Hai già un repertorio. Com'è la tua musica?
Sì, c'è un disco in cantiere che dovrebbe essere pronto per l'inizio del 2015. Un progetto interamente autoprodotto, arrangiato e registrato a Catania da Carlo Longo (vicino al set di Squadra Antimafia!!!). La mia musica è fatta di testi impegnati e melodie pop, di facile ascolto. Avete presente quello strano aggettivo... "orecchiabile"? Ecco, io faccio cose orecchiabili, ritornelli che ti rimangono in testa dopo il primo ascolto. Però poi ci metto su un bel testo di denuncia. Sono un cantautore impegnato ma per nulla impegnativo. Piacere Salvatore è un po' il manifesto del mio stile.

A chi ti ispiri? Un cantante che ammiri e uno a cui lanciare un merdone...
Sono tantissimi quelli che stimo: potrei farei il figo citando una serie di classici tipo De Andrè o mandare un saluto a Lucio Dalla, cosa che va tanto di moda. Potrei anche citare tutta una serie di indie band che non conosce nessuno, sarebbe figo lo stesso, ma non lo farò. Posso limitarmi al merdone? Merdone a Gigi D'Alessio. Anche qui non sono molto originale. Penso che il povero Gigi sia il cantautore più disprezzato dai cantautori. Però che bastardi che siete con queste domande!

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