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Pino Daniele Project - Passi d'autore

Etichetta: BMG - Voto: 5
Brani migliori: Nuages sulle note

Quasi sempre, in occasione dell'uscita del nuovo lavoro di un presunto pilastro qualsiasi della canzone italiana, non gridare al capolavoro pare peccato.
Da Venditti a Dalla, da De Gregori a Guccini passando per Pelù, è sempre capolavoro, grande ritorno, colpo di genio, pennellata di classe ecc. ecc.
E il bello è che chi scrive queste cose mente sapendo di mentire, quasi sempre.
 
a cura di Zoro

Non ci si sottrae alla regola con l'ultimo cd del Pino Daniele Project, Passi d'Autore.
Ernesto Assante, che non è un pinco palla ma uno che di musica ne sente molta tutti i giorni e sentendola ci campa (giustamente perchè è bravo), scrive di Pino: "da qualche anno in qua si è ravveduto, bada poco alle classifiche e molto ai suoi amori musicali, propone dischi decisamente più raffinati e offre concerti ... di grande interesse. Oggi torna con un nuovo disco, e un "Pino Daniele Project" che promette di continuare nel tempo.... può ben essere segnalato come una delle migliori cose italiane di quest'anno".
Ecco, io non ci credo, non è vero che Assante pensa queste cose, non può essere vero, soprattutto se il disco ci si mette ad ascoltarlo.
E non possono bastare le azzimate atmosfere da club all'Avana con fumo e alcol nei bicchieri tintinnanti, la chitarra alla Django con tanto di dedica al virtuoso zingaro, la copertina in bianco e nero e il libretto con le foto seppiate e virate al rosso.
Non può bastare tutto ciò se poi la stessa penna che ha scritto Je so pazz o Napul'è, Appocundria o Quanno chiove, Alleria o Je sto vicino a te (così, tanto per citare le prime che mi vengono in mente), se ne esce con versi quali "Io come te, sangue latino, latino il battito e rosso il vino, io come te sole caliente" oppure "Ti avrò quando calienta el sole".
Gemme simili sono sparse a manciate per tutte le tracce del cd, tra bosse e canti gregoriani.
La fase del "calienta el sol" ormai l'ha superata pure Gigi D'Alessio, quella del sangue latino è propria solo di Milton nella Fattoria, e vedere tutto ciò riproposto da Pino Daniele mette tristezza, profonda e lacerante.
Se poi i versi precedentemente citati fan da colonna portante ad un pezzo che vede nel ritornello un'inquietante somiglianza con il "bello e impossibile" di Gianna Nannini tanto nella musica quanto nell'incipit dei versi, la tristezza diventa smarrimento.
Perchè tutto ciò accada non lo so.
Vena creativa esaurita, occhio strizzato alle classifiche, scarsa volontà di contestare e proporre, altro, ogni ipotesi è aperta.
Di certo c'è che Pino Daniele è un altro, in peggio, e non da oggi.
Negarlo significherebbe fare un torto al suo e al nostro passato di fan.
 
In rete:
- Pino Daniele, sito ufficiale
- Click2Music, il sito della BMG

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