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PJ Harvey: 'Un Mercury ispirato dall'11 settembre'

  • Reuters

La prima artista, in vent'anni di storia dei Mercury Prize - nientemeno che gli Oscar della musica britannica - ad aggiudicarsi per due volte il premio. Che, senza le diecimila categorie che inficiano gli altri riconoscimenti, dà l'idea di un rapporto completo e definito con l'arte musicale perché premia solo il miglior album dell'anno.

PJ Harvey ha vinto il Mercury Prize 2011 per il suo Let England Shake, dodici brani ciascuno accompagnato da un cortometraggio. Un lavoro sulla guerra, 'in un certo modo - ha spiegato la cantautrice britannica - una risposta agli attacchi dell'11 settembre 2001'.

La prima volta fu proprio nel 2011, con lo splendido disco Stories from the city, stories from the sea: 'Quando vinsi l'ultima volta, era l'11 settembre 2001, mi trovavo a Washington e guardavo il Pentagono che bruciava dalla finestra del mio hotel', ha ricordato nel discorso che ha tenuto alla premiazione dello scorso 6 settembre.

Dunque un lavoro in qualche modo dedicato alla tragedia delle torri gemelle, agli attacchi terroristici e a tutto quel che ne è seguito. Ma non solo. A tutto un mondo in guerra perenne: 'Credo di sì, in un certo modo - ha dichiarato la 42enne icona dell'alternative rock dopo la vittoria - dieci anni fa fu un'esperienza surreale, questo disco è ampiamente incentrato sulle guerre in cui siamo coinvolti; le guerre contemporanee, ma ho voluto che fosse senza tempo. E mi piacerebbe essere di nuovo qui fra 10 anni'.

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