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Pop Porn @ Roma!

C’è una bella differenze tra il porno e l’erotismo: si sa, è un’annosa questione. Ma allora, il Pop Porn che cos’è? Innanzitutto, una collettiva d’arte a cura di Ilaria Aquili (presentata dal suo progetto indipendente RinasSense), che la porta nella Capitale da sette anni. Ovviamente, non manca nulla: forme ammiccanti, gambe, spacchi che osano e tutto quello che rientra nell’immaginario collettivo della sensualità. Restano fuori tabù e pregiudizi, per consentire alla seduzione di assumere tutte le forme che preferisce e di stupire come meglio crede.

Qualche immagine dal programma. Lo spettatore diventa protagonista con “Look at me” di Francesca Fini. Nel locale saranno allestite 4 locations, aree videosorvegliate “tematizzate” (si va dalla panna e fragole alle manette, a oggetti di fantasia cyber): dopo di ché, tutto l’accaduto sarà raccolto in un pc, registrato e ritrasmesso sugli schermi sparsi nel locale. Ovviamente, non poteva mancare anche un set fotografico per gli ospiti che vorranno mostrare la loro idea di sensualità davanti all’obiettivo. Sempre di e con Francesca Fini anche “Cry me a river”, racconto del ricordo di un amore (di quelli che fanno piangere fiumi di lacrime, per l’appunto) con l’uso della video arte e “Recycle bin”, uno show burlesque ambientalista(gireranno mutande di lattice). Massimo Malerba, Moira Agrimi e Valerio Scarapazzi saranno invece alle prese con un’esibizione di tango e pittura estemporanea.

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Qualcuno vuole approfondire il tema? Nessun problema, a Pop Porn si fanno anche lezioni. Monica Maggi, scrittrice, giornalista e docente universitaria si cimenterà nell’insegnamento della scrittura erotica per imparare il delizioso e inebriante gioco dei sensi. Poi sarà il turno del Maestro Bd, con una performance in cui trasformerà la danzatrice del ventre Serena Scionti in una specie di farfalla avvolta in un bozzolo di corde e nodi che andranno ad avvolgere piano pian altre quattro persone.

La seduzione, le culture orientali insegnano, passa anche attraverso i gioielli. Per questo non poteva mancare la nuova collezione di Annalisa Inesi, che si è ispirata alle pagine del libro “Diario di una maiko”, di Miriam Bendìa. La serie “Geiko” incarna l’Iki, obiettivo supremo da raggiungere nella vita di una geisha, e di una maiko (apprendista).

La donna tra i protagonisti di questa collettiva, raccontata nella sua predisposizione all’altro sesso, oppure spregiudica e ironica nel raccontarsi come oggetto del desiderio. Gli artisti, comunque, sono in tutto ottanta, e di tutte le età.L’appuntamento è domenica 11 ottobre allo Shangò.

Foto by Alex Giudice, model Nikla Black

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