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Povia, nessuna beneficenza in Darfur

Continua a far parlare Povia, la cui canzone "Luca era gay", presente al prossimo Festival di Sanremo, ha già scatenato numerose proteste dal mondo omosessuale.

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Ora, a mettere l'accento su quella questione e non solo, arriva Angelo Carrara, ex discografico che in un'intervista a Io Donna, in edicola sabato 31 gennaio, rivela i motivi del loro recente addio: "Abbiamo rotto per la canzone sul gay: è la storia di un mio amico che fino a 37 anni era gay. Poi ha conosciuto una ragazza, ora ha anche dei bimbi e vive a Roma. Le sue dichiarazioni sull'omosessualità come malattia le ho lette sui giornali, da sei mesi non ci parliamo più. Povia si è messo a fare il De André, ma non ha spessore. Troppe cose di cattivo gusto, ci rimettevano la mia immagine e le mie attività".

Ma non è tutuo, perché Carrara si dice amareggiato per la vicenda Povia/Darfur risalente a Sanremo 2005. L'allora sconosciuto cantante, escluso dalla gara perché aveva già partecipato al Festival di Recanati, salì sul palco dell’Ariston per raccogliere - con la sua "I bambini fanno ooh" - fondi per un centro ospedaliero, una struttura sanitaria satellite e una scuola elementare in Darfur. Un’autotassazione che coinvolse gli ospiti, la Rai, i Monopoli, gli sponsor e le case discografiche.

Quanto a Povia, che si era impegnato pubblicamente a versare tutti gli incassi della canzone, arrivarono 35mila euro quale anticipo in attesa dei rendiconti Siae. Ma dei 450mila euro di proventi complessivamente maturati nel 2005, più nessuna notizia.

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