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Primo Maggio: "Una fondazione per evitarne la morte"

La festa del Primo Maggio è ormai finita. Numeri e atmosfera da edizione record. A due giorni dal concertone, però, è tempo di bilanci. Mentre gli uomini dell'Ama danno gli ultimi tocchi a una piazza San Giovanni in realtà già linda e pinta da sabato mattina, gli organizzatori del grande evento che ha portato a Roma oltre 800mila giovani si dicono soddisfatti. Ma preoccupati per il futuro.

Il successo della serata, infatti, non cancella la sensazione di aver rischiato cher nulla di facesse. All'inizio di aprile l'organizzatore Marco Godano aveva infatti drammaticamente denunciato che il concerto rischiava di saltare per un buco di 900 mila euro nel bilancio.

I soldi, alla fine, sono arrivati grazie a un maggiore impegno di Unipol e ad altri nuovi sponsor privati. Ma ora Godano lancia un progetto-salvataggio per le prossime edizioni: vorrebbe "che il concerto del Primo Maggio diventasse una fondazione dove possano trovare posto una grande fondazione bancaria, lo Stato (il ministero dei Beni Culturali), i sindacati e i privati".

Questo evento "è una piccola grande Woodstock italiana" aggiunge Godano. E insiste: "Deve trovare una base solida, altrimenti sono convinto che morirà".

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