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Michael Jackson, clamoroso rinvio del processo

Decisione clamorosa quanto improvvisa e imprevedibile, che lascia milioni di fan in subbuglio. Sembrava tutto pronto per il via al processo sulla morte di Michael Jackson. Dopo la fase preliminare, tutto appariva pronto per il dibattimento. E invece dagli Stati Uniti è arrivata una brusca frenata.

Il giudice Michael Pastor della Superior Court di Los Angeles ha informato che la data di apertura del dibattimento per la scomparsa dell'ex re del pop è fissata all'8 settembre. Inizialmente era stata calendarizzata al 9 maggio. Il rinvio - una delle chiavi difensive del legali di Conrad Murray - è stato accordato per dare maggior tempo alla difesa dell'unico imputato, il medico personale della popstar, accusato di omicidio colposo per aver somministrato il potente anestetico Propofol a Jacko. Quattro mesi in più, tutta l'estate, per difendersi.

In sostanza, il giudice ha riconosciuto alla difesa più tempo per cercare nuovi testimoni ed esaminare nuovi giudizi medici. Come noto, negli Stati uniti i legali possono condurre indagini a tutto tondo. Un'estrema correttezza nei confronti dell'imputato che non mancherà di sollevare profonde polemiche, visto il molto tempo già trascorso dalla morte di Jackson - sono ormai quasi due anni – e la dinamica dei fatti, ogni mese che passa sempre più chiara. Nessuna reazione, per ora, dalla famiglia.

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