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Pronti al peggio: la musica in tv. Sul web

di Simone Cosimi 

Pronti al peggio è un progetto fighissimo. L'idea è quella di filmare il mondo della musica italiana, e in particolare alcune frange più indipendenti, guardandolo – come dire? – di sbieco. Il prodotto finale è costituito da brevi ed esilaranti clip basate su concept semplici ed esplosivi: c'è il Pizza Delight, che riprende le performance degli artisti in piazza oppure a casa vostra. Poi i microdocumentari di Fossifigo, le 48 ore in uno studio di registrazione, gli sgangherati pareri di mamma Fiorella o le interviste armate di iPod. Andrea Girolami, anima dell'operazione e 'quello che decide cosa si fa', ci racconta i lati nascosti di questa affascinante web tv, che trovate anche sul digitale terrestre di Bonsai.

Spiega a uno che naviga solo per scaricare la posta e farsi i cazzi altrui su Facebook cos'è Pronti al peggio.
È un programma video che parla di musica. Come quelli che vedevate in televisione. Solo che oggi la televisione è su internet. Ci sono le rubriche, ci sono i gruppi che suonano, le interviste e tutto il resto, solo in maniera nuova e originale, secondo il linguaggio di internet. Che vuol dire semplicemente la lingua di come si parla oggi.

Lo slogan recita: 'La musica in tv. Sul web'. Quindi internet è solo uno dei canali su cui quei contenuti possono circolare?
L'unica misura è quella della qualità. Se il contenuto è valido non c'è barriera tra un canale e l'altro. Abbiamo la presunzione di aver creato materiale di valore e lo vedremmo benissimo in televisione così come sullo schermo di un iPhone. Internet per noi è stato il primo passo perché era quello più facile a cui accedere, una volta provata l'efficacia del prodotto non ci poniamo limiti. 'Verso l'infinito e oltre', diceva il saggio.

Che tipo di reazioni hai incassato dai musicisti e in genere dai personaggi coinvolti nelle vostre clip? Insomma: magari non tutti ci stanno a farsi impastoiare in un ipod casino.
La velocità della rete ha reso tutto ancora più surreale. Qualcuno ci accusa di essere derivativi perché alcune delle idee che mettiamo in scena girano già su internet da tempo, dall'altra parte l'industria discografica major ci prende per matti quando proponiamo di lavorare con noi perché siamo troppo 'eterodossi'. Delle due l'una. La verità è che la questione generazione è esplosa sotto tutti i punti di vista, anche quello musicale, c'è chi misura le novità nel corso di una settimana e chi ancora aspetta la ristampa dei Beatles. Stessa cosa anche per gli artisti in prima persona: c'è chi ci ha preso persino in contropiede per la sua disponibilità (gli A Toys Orchestra che hanno imparato a suonare in un pomeriggio l'ukulele pur di poter essere ripresi mentre dal vivo sulle giostre del luna park) e chi invece ragiona ancora come una rock star degli anni '60. Solo che le vendite dei dischi non sono più quelle di un tempo, e anche il resto del mondo è cambiato un bel po'.

Che feedback hai ricevuto, se ne hai ricevuti, dai canali istituzionali della tv e della rete? Non credi che prodotti come Pronti al peggio potrebbero impreziosire, magari in orari specifici, i palinsesti delle nostra incartapecorite tv generaliste?
Dovresti fare questa domanda ai responsabili di palinsesto delle tv. Soprattutto durante questa seconda serie, che ha visto un deciso miglioramento qualitativo del nostro prodotto, abbiamo avuto risposte entusiastiche da molti addetti al settore. Il nostro rimane un format pensato per la rete, perché soprattutto in Italia solo in questo ambito c'è sufficiente libertà espressiva e di sperimentazione, questo non toglie che si possa declinare in diversi altri contesti. L'esempio virtuoso rimane quello del maiale di cui non si butta via nulla.

Qual è il passo successivo del progetto? In breve: volete guadagnarci, divertirvici o continuare l’esperimento con questo approccio indipendente e però liberissimo?
Tutte e tre le cose assieme non è possibile? Noi crediamo di si. Da qualche parte ho letto questo 'teorema di Truffaut' secondo cui si potrebbe: fare ciò che si ama con le persone a cui si vuol bene. Potrei essermelo inventato in una notte di digestione pesante ma rimane comunque un bell'obiettivo da perseguire. Soprattutto in un periodo di castrazione espressiva, contratti interinali, terrorismo psicologico e depressione creativa.

Le quattro migliori clip di sempre

Pizza Delight: Le luci della centrale elettrica
iPod Casino: Pino Scotto

Pizza Delight: Jovanotti
Fiorella: Sangue misto

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