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Pussy Riot: il nuovo singolo dopo la condanna

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In questi giorni tra un tuffo in acqua, una pennichella sotto l’ombrellone avremo tutti sentito di sfuggita nominare le “Pussy Riot”, ma chi sono? Le ragazze sono il gruppo punk femminile più famoso del momento. Tre di loro sono state condannate a due anni di reclusione in Russia per “teppismo motivato da odio religioso”.

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A scatenare la vicenda, la sentenza e la condanna, una preghiera punk recitata, a febbraio di quest’anno, dalle stessa nella cattedrale del Cristo Salvatore a Mosca, in cui supplicavano la Madonna di mandare via Vladimir Putin dal potere.

All’indomani della condanna le Pussy Riot fanno parlare ancora di sè per l’uscita del nuovo singolo del quale pubblichiamo parte della traduzione del testo tratta dal sito de La Repubblica. Il titolo del singolo è “Putin lights up the fires”.

"Lo Stato carcerario è più forte del tempo. Più sono gli arresti, più grande è la felicità e ogni arresto dimostra l'amore per un sessista, che scuote le guance, il petto e la pancia"."Ma non si può chiuderci in una cassa. Abbatti i cekisti (gli agenti della sicurezza, ndr) in modo sempre più efficace e con sempre maggior frequenza". "Putin accende i fuochi della rivoluzione; lui si annoia e ha paura di stare con la gente nel silenzio. Ogni punizione è come cenere marcia, ogni condanna a lunghe pene è una forma di inquinamento". "Metti in carcere tutta la città fino al 6 maggio. La condanna a 7 anni è poco, condannaci a 18; vieta di gridare, calunniare e camminare; chiedi in sposa Lukashenko".

Il ritornello del testo è: "Il paese va avanti, il paese scende per le strade con audacia; il paese va avanti, il paese è pronto ad abbandonare il regime; il paese va avanti, il paese è un covo di femministe. Anche Putin va, va a dire addio al bestiame".

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