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Quarta serata Sanremo 2011, vince Raphael Gualazzi tra i giovani

 di Valeria Scotti

Io ve lo dico. Questa sera mi dissocio da tutto. A prescindere. Vedi Gianni a inizio puntata: l'hanno sfrattato. Via, fuori dall'Ariston. Sarà stata colpa delle scarpe sbrilluccicose che indossa. Poi vabbè, gli autori ci ripensano: a una certa età meglio non scherzare con i reumatismi che già di tanto in tanto barcolla. Buttatelo sul palco che ad attenderlo ci sono Belen ed Eli vestite da schiave. E questo è ancora nulla.

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Promettiamo di essere asciutti. Il fiato ci servirà domani per il gran finale. Speriamo solo che i duetti ci salvino dalla noia. Su, su, su, giù, giù, giù che ci sono Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario con il terzo incomodo: Neri Marcorè. Poi l'articolo «il»: Nina Zilli con i suoi 20 centimetri in più rispetto al roscio Mauro Ermanno Giovanardi dei La Crus. Urgevano trampoli.

Toh, guarda chi c'è: Anna Tatangelo. Ieri l'hanno presa per i capelli al ripescaggio. A proposito, ma come l'hanno vestita-truccata-pettinata? Stasera s'è portata pure Loredana Errore posseduta dal demonio. Per lei, il parrucchiere di Edward Mani di Forbice. Occhio ai più impressionabili: durante l'esibizione lamenti come se l'avessero spellata viva. Brrr, che paura. Risolleviamoci: bastano Max Pezzali con Lillo e Greg a regalarci un sorriso a tutto swing. Permettetemelo: Pezzali questa sera ha f-i-n-a-l-m-e-n-t-e abbandonato gli abiti della Caritas per uno smoking in piena regola. Si dice abbia svestito un morto per giungere a questo risultato. Ha fatto peggio Tricarico con il vestito da gelato gusto puffo. Lui si fa accompagnare da un coro di minorenni, i Silasol. Furbo: gioca la carta dei buoni sentimenti.

Sanremo 2011, i pagelloni dei big

Ne vedremo delle belle&Bellucci? Sì, e questo è il momento. La bambola di porcellana arriva sul palco per presentare 'Manuale d'amore 3' di Giovanni Veronesi. Attenzione, decolleté transennato. Le sue sono rivelazioni di una donna normale - dice - di una mamma, di una moglie. Morandi si confessa: impazzisce per lei. 'Vorrei farle di tutto'. Non l'abbiamo mai visto così ringalluzzito. Meno male che arriva Robert De Niro prima che Morandi faccia qualche atto impuro sul palco. Ma la gaffe riferita a Monica è dietro l'angolo. 'Certo che si mantiene bene...'

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Gara, vi prego. Giusy Ferreri si fa accompagnare da Francesco Sàrcina, Sarcìna, Sarcinà. Vabbè, quello delle Vibrazioni. Tre catanesi per una delle collaborazioni più belle: Battiato-Madonia-Consoli. E poi tocca alla donna-sempre-tutte-extensions Nathalie insieme a L'aura. Voilà, De Niro torna per una intervista a trois con Morandi e la Canalis. Con qualche secondo di ritardo, ma torna. Aveva perso l'ascensore. Intervento soporifero: a un certo punto tutti perdono il filo. Non capiscono l'inglese, non capiscono l'italiano. Poi Robert capisce che è arrivato finalmente il momento di scappare via dai due rimba.

Vecchioni e PFM, chapeau. Ma dura poco: i Take That si impadroniscono del palco. La minestra riscaldata, nel loro caso, ha funzionato. Ma il pubblico rimane impassibile rispetto a sedici anni fa quando fecero sfracelli a Sanremo. Bei tempi, quelli. E con l'intervista delle due schiave si va giù giù giù: abbattetele. A chiudere le esibizioni dei Big, Davide Van De Sfroos e la figlia di Zucchero - la nipote di Mubarak non era disponibile - Albano insieme a Michele Placido e i Modà-Emma con il mica male Francesco Renga. Momento-satira: Luca e Paolo si producono in una canzone sul Pd nell'affannosa ricerca di un leader.

Quasi mezzanotte: li facciamo uscire o no questi giovani? Ci accontentano. Op, op: Micaela, Raphael Gualazzi, Roberto Amadè, Serena Abrami. E dopo il bolero di Belen, il verdetto alle 00.32: Gualazzi è il vincitore con 'Follia d'Amore'. Tra i Big ci lasciano per sempre - toccatevi pure - Tricarico e Max Pezzali (proprio ora che aveva cominciato a vestirsi bene, che disgrazia).

Signori, la quarta puntata è andata come è andata. Interviste imbarazzanti, errori di pronuncia, sviste sul palco, stacchetti non concordati, pubblico addormentato. Neanche alla sagra della polpetta avevano osato così tanto. Almeno lì se magnava.

(foto © LaPresse)

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