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Quattro chiacchere con i Negramaro

Giuliano Sangiorgi può dire di esserci riuscito. Ha trasformato in realtà il sogno che aveva da ragazzo, quello di riuscire a portare i Negramaro in vetta alle classifiche italiane. Merito suo, senz'altro, e di Caterina Caselli che ha creduto in questa band salentina e l'ha fatta diventare la novità artistica italiana.

a cura di Slug

Lui, che dei Negramaro è la mente e il leader, ha la voce serena e pacata di una persona perfettamente a suo agio con la situazione nella quale la band si è ritrovata da un po' di mesi a questa parte.
Giuliano lo abbiamo raggiunto al telefono durante una pausa in sala prove, per fargli alcune domande sul fenomeno Negramaro e sul fortunatissimo nuovo album: "Mentre tutto scorre", che, giusto ieri, ha vinto il disco d'oro, superando le quarantamila copie vendute.
Il successo di questo album, un progetto di Caterina Caselli Sugar, prodotto da Corrado Rustici, che ha curato larrangiamento insieme ai Negramaro, è il risultato anche di un felice matrimonio artistico con Alessandro DAlatri, il cui film "La Febbre", include otto brani di "Mentre Tutto Scorre".

Gli addetti ai lavori vi etichettano come una band che propone una sorta di "emo-rock". Vi ritrovate in questa definizione?
Direi proprio di sì. Nei nostri pezzi sono le emozioni a dominare, in questo siamo assolutamente emocentrici.

Se le emozioni sono presenti sia nel primo che in questo album, quali differenze ci sono fra i due?
Le differenze sono a livello di scrittura e di stesura. Il primo album nacque in sala prove, attraverso un giro di basso o le suggestioni di un sintetizzatore, il secondo è stato partorito senza uno strumento fra le mani, in tour.
Mentre tutto scorre è un album più istintivo e diretto.

Ho notato molte somiglianze fra la vostra musica e il filone rock melodico britannico, così di moda in questo periodo. Mi riferisco a band come i Coldplay o i Muse. Vi siete ispirati a loro?

Se ritrovi nei nostri brani le sonorità dei Muse e dei Coldplay è perchè loro, proprio come noi, parlano la lingua del tempo, la sonorità di questa epoca.
La nostra musica, però, non è solo "britannica" ma si ispira anche a quella cantautorale delle canzoni di Tenco e De Andrè. Le canzoni dei Negramaro sono immediate, semplici, emozionanti, malinconiche.

La vostra etichetta discografica, la Sugar Music, vi limita a livello creativo, oppure siete liberi di esprimere la vostra musica senza compromessi? Ti faccio questa domanda pensando ai tempi che corrono e all'esigenza per le major in crisi di vendite di sfornare album dal facile ascolto e dal motivetto orecchiabile...

Il connubio fra musica e testo è parte integrante dei Negramaro. Noi abbiamo sempre scritto e sempre scriveremo con il cuore, con le emozioni, producendo la musica che più ci piace. Senza alcun compromesso.
Per fortuna la Sugar lascia molta libertà artistica ai suoi artisti perchè gestita da un'artista genuina e intelligente come Caterina Caselli che sa quanto sia basilare per la riuscita di un lavoro, dare carta bianca nel processo creativo di una band.

Come nasce una canzone dei Negramaro? Nei vostri brani è più importante quello che si suona o quello che si comunica attraverso i testi?
Secondo me, musica e liriche hanno lo stesso peso all'interno di una canzone.
Le nostre canzoni nascono in modi differenti. A volte in studio, altre volte per un'idea, per un'intuizione. Possono richiedere giorni o materializzarsi in un batter d'occhio.
La canzone Mentre tutto scorre è venuta fuori in 10 minuti, nel tragitto in tram da Viale Umbria al Duomo di Milano.

Parliamo della vostra esperienza sanremese, avete vinto il premio della critica Radio e Tv nonostante siate stati eliminati al primo turno. Cosa vi è rimasto di quell'esperienza?
Ci è servita moltissimo, a livello di visibilità e di crescita professionale. Ce ne siamo andati portandoci dietro ottime sensazioni.
C'è da parte nostra la consapevolezza che in Italia qualcosa a livello musicale sta effettivamente cambiando.
Se a Sanremo hanno fatto gareggiare un brano così poco sanremese come il nostro, questo è indice che finalmente la mentalità è cambiata. Si comincia a respirare un'aria nuova.
Vedere Mentre tutto scorre in testa alle classifiche di vendita in Italia ci riempie di orgoglio e ci fa capire che finalmente in Italia stanno venendo fuori delle piacevoli novità. I Negramaro, evidentemente, sono una di queste.

La famosa ripetizione di Mentre tutto scorre sul palco dell'Ariston è ormai storia. Cosa è successo e come vi sentivate quando l'audio non arrivava più?

Guarda, sul momento c'è preso il panico. Poi però, da brava rock band quale siamo, abbiamo continuato a suonare fino alla fine, senza pensare ai problemi.
Alla fine, per regolamento, ce l'hanno fatta risuonare e noi lo abbiamo ripetuto. E' stata una sensazione davvero strana.

Quali canzoni del Festival ti sono piaciute di più?
Quella dei Velvet, la voce e il brano di Francesco Renga, la maestria di Nicola Arigliano e il pezzo degli Equ.

Tu hai già collaborato in passato con alcuni artisti, fra i quali spicca il nome di Andrea Bocelli per il quale hai scritto addirittura una canzone. Come è nata questa idea?
Il brano si intitola "Le parole che non ti ho detto" ed io ne ho composto parole e musica.
Inizialmente lo scrissi per me poi arrivò Caterina Caselli che mi lanciò l'idea. Capii subito che quella canzone sarebbe stata perfetta per Bocelli. Non ho avuto problemi a dargliela anche perchè abbiamo ancora molti brani in attesa di essere utilizzati. Pensa che per scegliere la tracklist dell'album "Mentre tutto scorre" abbiamo fatto una selezione fra più di 50 pezzi.
Per quanto riguarda altre collaborazioni in futuro, magari ci saranno ma per il momento sono impegnatissimo con i Negramaro. Saremo in tour per tutta l'estate fino ad ottobre e andremo in tutte le piazze italiane. Diciamo che per il momento va bene così (ride, ndr).

Cosa ne pensi del conflittuale rapporto fra musica ed internet? Sei d'accordo con il libero commercio della musica in rete?
Sono d'accordo con riserva. Secondo me Internet e i cd masterizzati devono rappresentare una sorta di preview di ascolto, una forma di "assaggio" del cd.
Se poi il prodotto ti piace, però, è giusto comprarlo originale. Altrimenti a rimetterci sono tutti, non solo le case discografiche.

Come è andata l'esperienza del concertone del Primo Maggio a piazza San Giovanni a Roma?
E' stata a dir poco esaltante. Voglio dire, 800mila persone in delirio che cantano a squarciagola "Usami, straziami, strappami l'anima" è un qualcosa che ti rimane dentro.

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