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Ramona Córdova - The Boy who Floated Freely

Etichetta: ECA   -   Voto: 6.5

Brano migliore: Mixing the Potion

di Joyello

Dopo i consensi ottenuti da Antony & The Johnsons avevo immaginato una calata di cloni che invece, per fortuna, non sono arrivati. Era però prevedibile che qualche discografico si sarebbe tuffato a capofitto nella ricerca di prodotti dalle caratteristiche vagamente simili in modo da poterne millantare la vicinanza stilistica.

Questo per dire che se leggerete (o avete già letto) articoli o recensioni dellesordio discografico di Ramona Córdova (The Boy who Floated Freely) non sarà difficile vedere il suo nome associato a quello di Antony.

Sebbene, come dice in uno slancio poetico la persona che mi ha consigliato di ascoltare questo album, di Antony non valga nemmeno un paio di mutande vecchie, qualcosa in comune i due ce lhanno.

Come Antony anche Ramona Córdova (che a dispetto dello pseudonimo è maschio e americano benché figlio di genitori filippino-portoricani) ha una vocalità aguzza e un gusto particolare per le strumentazioni essenziali ed ossequiose nei confronti del vecchio Canterbury Sound di scuola wyattiana.

Nientaltro.

Quindi non avvicinatevi a questalbum pensando ad Antony poiché rischiereste di corrompere le aspettative; epperò ascoltatelo con dedizione perché lalbum, dietro a una coltre un po buia, nasconde un incanto ed una malia senzaltro stimolanti.

In un momento storico in cui la fruizione musicale sembra essere tornata quella dellepoca doro del 45giri: fortuita, occasionale e senza cardini, la formula a concept-album, con tanto di ambientazione su unisola sperduta piena di maghi e fricchettoni, pozioni damore e lieto fine, appare sicuramente desueta.

Limpianto sonoro, in egual misura, è bislacco e al contempo semplice con strumenti essenziali come tamburelli, fischietti e chitarre assieme ad altri più imponenti come vibrafono, organo e sintetizzatori. In mezzo suoni di ogni tipo tra ronzii, seghe, uccellini e giocattoli con la voce di Ramona (che allanagrafe è Ramon Vicente Alarcón, classe 1984) sottile e in falsetto.

Una vocalità talmente peculiare che sicuramente non piacerà a tutti. A differenza di Antony, poi, gli scappa anche qualche lieve stonatura dinterpretazione. Vengono in mente Coco Rosie e Devendra ma non infarcirò con altri paragoni poiché nemmeno questi calzano adeguatamente.

Il disco è sicuramente interessante, sia pure con le acerbità del caso, e proietta con pertinenza Ramona Córdova in quello scenario di personaggi inclini al rinnovamento della moderna musica leggera.
Lintraprendenza che lo ha portato a firmare un contratto con ECA solo grazie a un passaparola da lui stesso ordito in seguito ad un file-sharing sullInternet (ma allora funziona ancora!), denota caparbietà e sagacia. Due doti fondamentali per riuscire.

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