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Renis-Dalla Chiesa, infuria la polemica

Manca poco, anzi pochissimo all'apertura del sipario per il nuovo Sanremo targato Renis-Ventura. Un Festival che non ha mancato in questi ultimi giorni di suscitare polemiche a più non posso, un mare ininterrotto di dichiarazioni fuori luogo e fuori dal contesto che una manifestazione come Sanremo dovrebbe trasmettere.

Non ha fatto in tempo a placarsi la contesa tra Ventura e Renis per il mancato inserimento di Eros Ramazzotti nella lista degli ospiti che subito Tony, il direttore artistico, si è ributtato a capofitto in un'altra polemica che troverà ampio risalto sui giornali e regalerà al suo Sanremo una visibilità non indifferente, anche se alimentata da motivazioni negative.
Stavolta a finire nelle grinfie di Renis è stato Nando Dalla Chiesa (leggi qui la nostra intervista), senatore della Margherita nonchè padre-organizzatore del Festival musicale di Mantova, nato per offrire al pubblico una musica alternativa a quella di Sanremo.
Approfittando della conferenza stampa di presentazione del Festival, Renis ha lanciato siluri contro il suo "rivale".
Ad offrire lo spunto per la diatriba è la domanda di un giornalista che gli chiede come risponderebbe alle "cose pesanti" che sono state dette su di lui.
"Non ho mai raccolto le provocazioni", ha detto Renis, "il signor Dalla Chiesa non lo conosco, eppure negli ultimi sei mesi ha pensato bene di perseguitarmi costantemente forse per risollevare una carriera politica scialba, mediocre. Non ha esitato a vomitarmi addosso di tutto e a speculare sul mio nome e su quello di Sanremo, sulla mia persona".
Il colpo di scena Renis lo regala subito dopo, tirando fuori un foglio sul quale è stampato un articolo scritto da Indro Montanelli nel lontano '93: "Un mio amico mi ha fato pervenire un pezzo scritto dal grande, immenso Indro Montanelli. In questo articolo il giornalista ha parlato di Dalla Chiesa mettendone in risalto i suoi due grossi vantaggi: il primo è il cognome che porta, senza alcun merito. Il secondo è che solo per questo è conosciuto ed al suo posto. Cercheremo di mantenere il segreto su tutto il resto".
Il direttore artistico ha poi proseguito la lettura recitando che "il video non dona a Dalla Chiesa, l'espressione del volto, sottolineata da un paio di baffi che vorrebbero essere marziali, ci richiama alla memoria quella dell'omino di una pubblicità di tanti anni fa, afflitto e depresso". E infine: "Le sue referenze non sono incoraggianti. Insegnava sociologia, una laurea ed una cattedra che non si nega a nessuno. Si è affiliato a Leoluca Orlando, uno dei protagonisti della politica urlata che tuonò contro la mafia senza mai fare il nome di un mafioso e cercò di ostacolare l'opera di Giovanni Falcone.
Dulcis in fundo, Renis ha distribuito a tutti i giornalisti accorsi per seguire la conferenza un copia del suddetto articolo.
Di certo la risposta di Dalla Chiesa non tarderà ad arrivare, sta di fatto che Renis continua imperterrito a battere la strada della provocazione, per nascondere le falle organizzative di un Festival che, a poche ore dall'inizio, ha ancora molte lacune organizzative e ben poche certezze.

In rete:
- Guarda lo Speciale Festival di Sanremo
- Leggi l'intervista a Nando Dalla Chiesa

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