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Riccardo Sinigallia, esordio e tiri mancini

Abbiamo incontrato Riccardo Sinigallia, produttore e musicista per alcuni dei volti più noti del panorama musicale italiano, in occasione dell'uscita del suo album omonimo.
Ne è uscito fuori un accorato sfogo dell'autore sulla tormentata vicenda che ha portato allo scioglimento dei Tiromancino, sui limiti della discografia italiana e sulla colpa di risultare troppo tristi per passare in tv.

a cura di Zoro


Riccardo Sinigallia sta provando il live del suo prossimo tour negli studi Trafalgar di Roma.
Dopo uno show-case (prova aperta...) di 3/4 d'ora per i giornalisti invitati e il provvidenziale buffet offerto, incontriamo in 3 Riccardo Sinigallia (oltre a me e Slug c'è ancora Antonio Ranalli, il laureando incontrato per l'intervista a Bersani, e un altro giornalista che non so per chi scriva). 
A rompere l'immotivato imbarazzo iniziale con una domanda banale ci penso io.

Rompiamo il ghiaccio, rompo io.
Chi ti conosce ti conosce soprattutto in quanto "guru" delle produzioni più importanti dell'ultima scena italiana di successo, di Roma in particolare, ma anche italiana.
Da dove nasce ora l'esigenza di investire maggiormente su te stesso a livello di nome, di faccia e,  sostanzialmente, di musica?

In realtà quest'esigenza c'è sempre stata, io ho sempre sognato di fare le mie cose.
Sono partito suonando con un gruppo che si chiamava Sei suoi ex del quale faceva parte anche Francesco Zampaglione già dall'89; quella storia però non andò.
Facemmo dei pezzi che erano parte di un disco che sarebbe dovuto uscire con la BMG ma che non fu mai pubblicato perchè lo ritennero pretenzioso e forse avevano anche ragione. Abbiamo fatto un sacco di concerti nei centri sociali, nei club, ovunque, ma quell'esperienza non andò, non proseguì.
Ci separammo per un po' e dovendo lavorare ebbi l'occasione di fare delle produzioni come quelle di Nicolò Fabi o di Max Gazzè. Furono lavori che mi servirono anche per poter pian piano accumulare apparecchiature che mi consentissero di avere un'indipendenza tale da non esser più schiavo di budget particolari per andare a fare provini o cose di questo genere.
La tecnologia in questo senso ha aiutato tutti noi con i costi, a crearci i nostri home studio e ad avere questo genere d'indipendenza.
Poi feci un disco per la comitiva che era un passaggio che mi interessava portare a termine.
Poi in realtà dovevo fare il mio disco ma venne Francesco Zampaglione a chiedermi molto educatamente se potevo fare il disco del Tiromancino.
Risposi che sì, si poteva fare, poi parlammo un po' se fare prima il mio o quello del Tiromancino, Federico voleva fare il solista, insomma alla fine decidemmo di fare il disco Tiromancino, proseguire con quel nome e fare quel disco lì.
Per questa ragione dovetti rinviare il mio disco anche se quello del Tiromancino lo ritengo un disco fatto in 4, in cui anche il mio apporto non è stato molto diverso da quello messo in questo disco che pubblcio ora.
Abbiamo rinviato tutto di 2 anni.
Quando poi è successo quello che è successo, lo scioglimento del gruppo, dopo 4 o 5 mesi di stordimento mi sono messo a fare il mio disco e Francesco e Laura fortunatamente mi hanno aiutato tantissimo e l'hanno prodotto con me ed eccoci qua.

Lo scioglimento dei Tiromancino si può ritenere dovuto ad una complicata gestione del successo subentrato col disco che avete fatto e ad un'alterazione degli equilibri del gruppo.
In questi giorni è uscito il singolo di Frankie Hi nrg dedicato ad una collaborazione artistica non riconosciuta, perlomeno a livello di gratificazione personale. Mi sembrano storie abbastanza simili. E' un caso oppure no?

Non sento Frankie da un anno perchè dopo la separazione dal Tiromancino ci siamo un po' persi psicologicamente tutti.
Con Frankie abbiamo passato 3 anni tutti  i giorni insieme a lavorare su video, idee e quant'altro.
Questo non significa che io ci abbia litigato anzi, io ho una stima totale per lui. E' successo che ci siamo presi tutti una pausa. Quella vicenda lì è andata male per tutti, tanto per noi quanto per Federico stesso, nonostante lui sia riuscito in qualche modo a proseguire la carriera facendo sembrare che nulla fosse cambiato. Ma soprattutto è andata male per Giannetti che faceva il fonico ed è rimasto senza lavoro e per tante persone che comunque erano partite in quel viaggio con i presupposti di ragazzi che fanno musica e che stanno portando avanti il proprio sogno. Poi quando il sogno si  è realizzato sono arrivati personaggi sconosciuti che hanno fatto leva sulla sete e sulla sofferenza di Federico che erano tanti anni che ci provava e che non ci riusciva. A quel punto gli equilibri sono saltati perchè comunque erano cambiati i presupposti, era diventata un'operazione commerciale che nulla ha di sbagliato fino al momento in cui cambia la musica, i testi, i presupposti e i rapporti. Quando si interviene sugli equilibri interni la cosa non può proseguire.
Sicuramente anche Frankie in tutto ciò ci è rimasto male e me ne dispiace tantissimo, però noi pure siamo stati malissimo e tutti abbiamo avuto poche forme di conforto da parte dei giornali ma anche di persone più vicine a noi, è sembrato che nulla fosse successo.


In realtà questa vicenda sta uscendo allo scoperto solo adesso grazie al tuo disco e a quello di Frankie..

Sì, è vero, però mi dispiace perchè noi per due anni abbiamo sofferto tanto di questo.
Laura e Francesco hanno fatto parte per 10 anni di un gruppo e si sono fatti il culo vero, andando a suonare per mille lire a Treviso col pullman spezzandosi la schiena senza nessun tipo di riconoscimento perchè comunque i primi 8 anni di lavoro sono stati durissimi e basta.
Poi tutto è esploso, per merito loro e anche mio, perchè comunque in La descrizione di un attimo ci ho messo tanto, e anche per merito di Frankie che ci ha dato un grosso aiuto con le proiezioni che faceva che erano bellissime e con i video che facevamo insieme sui quali abbiamo passato nottate intere a scrivere e a girare ecc. ecc.
L'esito finale della vicenda è stata una storia tristissima per tutti; tutti abbiamo da recriminare, ma non è che si può recriminare all'infinito, bisogna andare avanti.


Ok andiamo avanti.
Tenendo presente i discorsi che facevi relativamente agli interventi inopportuni che subentrano dall'esterno, da dove sei ripartito per realizzare questo tuo nuovo lavoro?

Da dove stavo prima, continuando a fare quello che ho sempre fatto.
Con Francesco e Laura ci mettiamo in studio, facciamo come una bottega ripercorrendo le gesta degli artigiani, a noi piace "andà a bottega", accendere le macchine e trovare delle atmosfere che evochino i nostri ricordi, le nostre influenze o le nostre premonizioni; creiamo delle atmosfere dopodichè scriviamo dei testi. A volte me li porta a casa Francesco, altre volte li improvvisiamo direttamente  in studio sul microfono davanti alle casse, ma questa era la metodologia che usavamo anche prima, forse adesso si è ancora più concretizzata nel senso che magari prima avevamo un po' più di paura e di complessi nei confronti dell'ascoltatore.
Forse ci mancava il riscontro che dimostrasse a noi stessi e magari anche all'esterno che eravamo effettivamente dei musicisti e per questa ragione forse stavamo un po' più attenti. In questo disco invece siamo andati un po' più a fondo, ce ne siamo un po ' fottuti, non tanto dell'ascoltatore quanto dell'aspettativa che noi avevamo nei suoi confronti.
Lo rispettiamo sempre ovviamente nella musica e nei testi, però non abbiamo più timore di esagerare, siamo andati un po' più a fondo, tutto qui.


Nel testo del brano Io sono Dio c'è qualche riferimento all'Io se fossi Dio di Gaber? Anche lì c'era questo modo di porsi, una sorta di irritazione nei confronti dell'esterno. La tua è ovviamente una versione più attuale, è una casualità o è voluta?

E' una casualità totale perchè tra l'altro ti giuro che non conosco questo pezzo di Gaber.
Ne conosco altri ma questo proprio non lo conosco e me lo vado a sentire, però hai colto nel segno. L'analisi che hai fatto è assolutamente pertinente. E' un pezzo sospeso tra l'autocritica estrema e la critica nei confronti dell'ambiente circostante. A me interessa sempre di più mettermi dentro a quello che non mi sta bene piuttosto che puntare il dito e dire "siete tutti colpevoli"; mi interessa di più dire "siamo tutti colpevoli" e così facendo penso sia anche più terapeutico per me stesso.


Tra l'altro il pezzo era anche nella colonna sonora del film Paz, non a caso...

Sì, quando mi chiesero un pezzo per Paz, pensavo che quello fosse il più adatto.


Come vi siete mossi nell'equilibrio dell'uso delle macchine e dell'uso degli strumenti?

E' la cosa più complessa da ottenere, anche se non implica nessuno sforzo, nessuna forzatura perchè ci viene abbastanza naturale. E' la cosa che cerchiamo e cercandola la troviamo.
Una cosa sulla quale siamo tutti d'accordo, da chi ama l'elettronica pura a chi ama la song acustica, è che ci piacciono i dischi in cui c'è tecnica mista, dai Radiohead ad altri, quelli sono i dischi  di questi anni, soprattutto gli ultimi dei Radiohead secondo me sono fantastici.
Mi piace da morire l'influenza elettronica ma mi piace da morire la forma canzone, magari anche aperta, senza necessariamente lo schema classico strofa - ritornello.


Anche se comunque partite sempre dalla forma canzone...

A dire il vero non ci partiamo. Prende forma da sì, partiamo da forme sonore libere e poi diamo a queste cose un inizio e una fine. Chiaramente io tendo sempre a fare la canzone, a me piace la canzone,  anche se mi intressa tantissimo la sperimentazione faccio fatica a propormi personalmente come sperimentatore. Poi amo i gruppi che passano giornate a sperimentare però de devo fare un cd tendo sempre alla forma canzone.


Parlando di sperimentazione tu sei anche particolarmente noto come videomaker o consulente in tal senso e anche il video di Bellamore, che ho visto ora per la prima volta, è molto particolare..

Ah l'hai visto qua?



Purtroppo non ce lo passano

Forse è colpa mia che il pomeriggio non sto davanti alla tv...

No, no, è proprio che non ce lo passano, me l'hanno detto, m'hanno chiamato e m'hanno detto che nun se po passà.

Perchè?

Perchè è triste, perchè è dark.

Ma tu come reagisci quando succedono queste cose?

Devo dire male, per me questo era un miracolo, per me è obiettivamente bello.
Figurati che a Rete A si sono proprio messi proprio a ridere quando lo hanno visto, è stata anche una cosa offensiva.
Questo è il lavoro di un ragazzo sudcoreano che si chiama Kim Bioung Sue che ha fatto questo lavoro di cortometraggi da solo, a 21 anni, come prova d'esame. Quando ci è arrivato era diviso in vari segmenti e quando l'ho visto sono rimasto folgorato. Abbiamo chiamato subito e tra l'altro col sudcoreano non potete capire che telefonata è uscita fuori perchè loro hanno dei tempi completamente diversi dai nostri.
Io mi sforzavo in inglese dicendogli che mi sarebbe piaciuto fare sto video e per 30 secondi dall'altra parte c'era il silenzio e poi un monosillabo che tra l'atro neanche capivo, poi tramite un'amica sudcoreana abbiamo capito che era contentissimo. Lui aveva fatto già un lavoro da cui noi abbiamo creato la storia continua di 4 minuti.
Con Stefano Monni abbiamo visto questi segmenti e io mi sono spaventato perchè era come se qualcuno mi spiegasse la canzone, infatti quando la protagonista si appende al cappio ero terrorizzato che il video finisse con un suicidio e mi sono detto "non mi dire che ho scritto sta cosa".
Ho sperato che così non fosse e infatti alla fine finisce benissimo e ne sono rimasto molto felice.
Abbiamo consegnato il video con un entusiasmo clamoroso come già era successo per il primo video de La descrizione di un attimo.
Si trattava di un video carinissimo con tutte candid camera degli anni 60 e 70 montate in modo particolare da me e Frankie.
Non ce lo passarono e fummo costretti a mettere in mutande Valerio Mastandrea e fargli fare Tarzan, cosa che poi ci è piaciuta, ma anche lì non lo passarono subito.
Nei confronti del genere musicale intimo e nell'evocazione di certi sentimenti base c'è un filtro nei canali commerciali televisivi abbastanza pesante; io mi adeguo nel senso che a questo punto la prendo come un complimento. Guardando MTV il pomeriggio mi rendo conto che forse un video come il mio non ci sta dentro.
 
Ma la loro spiegazione qual è? Che è troppo cupo?

Sì, da sempre, da tutta la vita è questa, che comunque è dark, è intimo, è noioso...

Ma la loro è una critica rivolta al video o alla musica?

Credo ad entrambe le cose.
Anche se adesso il pezzo sta passando per radio e tutti mi dicono che è bellissimo, il video però non lo passano.
Ora, non passando, abbiamo anche eliminato le due scene più toste..

Ma neanche Brand New?

Forse Brand New lo passa nella notte, tipo alle 4.30.... qualche amico mio l'ha visto.
Magic TV invece lo passa sicuramente e sono dei grandi; sono contento che nel delirio attuale Magic Tv abbia il coraggio di fregarsene, anche se poi dovrebbero essere proprio loro i primi a pensare di dover cercare a tutti i costi gli ascolti e invece se ne fregano.
Ci vedo pure dei demo di gruppi hip hop molto interessanti.
Altrimenti ci stanno la Aguilera, Roberto Angelini e Britney Spears tutto il giorno.
Questo è il sistema grazie al quale la musica italiana viene inesorabilmente livellata verso il basso nella mediocrità più totale, perchè gli artisti, tra l'altro, si fanno condizionare da questi giudizi dei media. A me hanno ovviamente detto che bisognava rifare il video, un video così, tra l'altro costato pochissimo perchè questo ragazzo ci ha chiesto pure poco.
Che dovevo rispondere? Devo fare il video in playback di Bellamore? Sticazzi, non lo passate.
Questo sistema inoltre determina il fatto che molti poi cambino i loro prodotti iniziali e ci ritroviamo con gran parte della musica italiana fatta di accordi di chitarra acustica, violini e playback con uno che fa finta di cantare con la faccia espressiva.

E' anche questo il motivo per cui molti gruppi italiani hanno spesso un ciclo di vita breve?

Certo, uscito il signolo dopo 3 mesi non se ne sente parlare, ma spesso non se ne parla proprio perchè chi ha da dire viene spesso estromeso dalla possibilità di farsi notare.
E' una situazione abbastanza iniqua, ci sono delle band e dei musicisti pazzeschi in italia.
Faccio un nome: Lory D è uno che da sempre ha riscontri in tutta Europa. Aphex Twin quando lo incontra gli chiede cosa sta facendo, e noi in Italia non riusciamo a far sapere a delle persone che magari seguirebbero pure la scena elettronica di un certo livello che abbiamo Lory D che è uno che fa delle tracce da paura, e non ci si riesce perchè è cupo.
La verità è che non c'è nessuno che abbia un minimo di coraggio nel mainstream della comunicazione musicale.


Neanche la stampa?

La stampa devo dire che per quanto riguarda la mia vicenda personale mi ha abbastanza sorpreso.
Ho trovato strano che dopo aver fatto una cosa come quella del Tiromancino che a mio avviso ha messo una virgola nella storia della musica italiana e dopo che ci siamo sciolti nessuno ci abbia mai chiesto la nostra versione mentre invece all'estero ci sarebbe stato magari per marketing la ricerca dello notizia.
Invece qui sticazzi, chi è che canta? Federico Zampaglione? Ok, quello è il Tiromancino.
E' stata per questo che abbiamo preso coscienza del fatto che dovevamo fare la nostra musica e basta.

La litigiosità nella musica italiana è un elemento abbastanza recente considerando che solitamente si preferisce parlare bene dei colleghi piuttosto che dire chi sono quelli che in realtà non si sopportano.

Nella musica pop italiana è un elemento nuovo, nella scena hip hop no, lì c'è il delirio


Federico Zampaglione lo sentite più?

No, praticamente no.
Mi ha chiamato dopo due anni una settimana fa per farmi i complimenti per la canzone.
Francesco è costretto a vederlo per motivi famigliari, stanno ricostruendo piano piano il rapporto e comunque chiedetelo a lui.
Noi siamo rimasti a pezzi, il primo anno per noi è stato durissimo.
Mi rendo conto di essere un po' sentimentalista, ma è così. Abbiamo fatto un disco che era semplicemente l'ultimo capitolo di anni di ricerca, questo disco per motivi che sono il nostro impegno, la nostra tigna e il culo che ci siamo fatti per portarlo avanti (al quale poi si è legata la casa discografica ma solo dopo aver visto cose tipo a torino 10mila persone a sentirci) vende e va bene e proprio in quel momento crolla tutto.
Noi siamo rimasti di merda.
Laura erano 10 anni che pagava a metà con loro gli strumenti, i viaggi, non prendeva una lira nei concerti e nelle promozioni.
Per Francesco è stata la stessa cosa. Quando lui è entrato nel Tiromancino in "Alone alieno" ha dato una svolta al gruppo impressionante. Prima facevano canzoni funky tipo Ladri di biciclette, poi è entrato Francesco e il disco è diventato un disco di sperimentazione elettronica con dei testi incredibili, stabilendo un punto di partenza verso La descrizione di un attimo.
Ora sentiamo la nostra musica, il nostro suono, il nostro linguaggio portato avanti da sconosciuti insieme a Federico. Ci siamo rimasti di merda.

Ma la scelta è stata di Federico?

La scelta di proseguire in quel modo sì.
Ma lui poteva pure opporsi dicendo o con loro o niente?
Lui poteva, che so, farci una telefonata e dirci annulliamo la tournè, 5 date e poi parliamo e vediamo se andare avanti. Invece già da una settimana prima che scoppiasse la lite tra me e lui aveva chiamato altri musicisti, stavano preparando i pezzi. Dopo 3 giorni dalla lite hanno fatto una data perfetta,  pulita, con le partiture scritte e nessuno s'è accorto di niente

I cloni...

Tutta gente che conosciamo poi, tipo Andrea Pesce, che stava con noi, si lamentava come noi delle cose che andavano male, però ovviamente essendo un musicista aggiunto ha approfittato della situazione per diventare Tiromancino.
Per il resto ne so quanto voi, so andato a pià il disco dal marocchino, l'ho sentito na vorta, vedo queste foto cumulative e poi vedo il Signor Tiromancino ovunque, ma non ne so altro.
Io non ci ho più parlato, nè Laura, Francesco ogni tanto. Comunque devo riconoscere la tigna di Federico e il suo talento.


Il tuo rapporto con internet, musica on line, peer to peer ecc. ecc. com'è?

Nel periodo di Napster ero un consumatore, poi ho auvto un periodo del cazzo dove mi sono venduto il portatile e me ne sono tenuto uno solo per fare musica.
Adesso mi sono ripreso questo per il live e sto ricominciando a connettermi, andare in rete.
Tra l'altro stiamo facendo un sito dove vorremo fare una radio programmata da noi con varie trasmissioni nostre e aperta a chi vuole fare una trasmissione propria, noi le sentiamo e le mandiamo in rete. Il mio approccio è assolutamente aperto.

E della possibilità di essere "scaricato" dalla rete cosa ne pensi?

A me piace scaricarmi i pezzi e chiaramente la situzione è delicata.
Ovviamente se ci fosse una piccola regolamentazione anche molto economica dello scarico, non so in quale forma perchè non è che sia un grande esperto in materia, però se ci fosse un minimo di scambio equo rispetto alla musica che si scarica sarebbe meglio per tutti.
Però come negli anni 70 si facevano le cassette adesso si possono masterizzare i dischi, non vedo grosse differenze.

Quale pensi che sia, musicalmente parlando, la moda del momento?

Direi Pharrell e i Neptunes, sono ovunque.
Poi nel rock ci sono anche altri gruppi importanti che però non vorrei catalogare come gruppi di moda. Se parliamo d'Italia mi piace il fatto che gli Afterhours raccolgano qualcosa dopo tutto quello che hanno fatto, se parliamo di estero mi piacerebbe che i Radiohead diventassero sempre di più il gruppo rappresentativo di questo decennio.


Qual è il disco che ha cambiato la tua vita?

Ce ne sono due: Battiato, La voce del padrone e Sangue misto, SXL.
ce ne sono anche altri in realtà, ma questi due, essendo italiani, li ho capiti di più e totalmente, dal primo ascolto all'ultimo. Potrei dirti anche Frank Zappa ma ti mentirei perchè prima di capirne un testo avrei bisogno di qualche amico.

Beh pure per capire i testi di Battiato...

Hai ragione... ma anche da criptico è un autore stratosferico

Per il 2004 quali sono le aspettative tue e del gruppo?

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