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Richie Hawtin - DE9 Transition

Etichetta: Novamute - Voto: 8.5
Pezzo migliore: tutti

Forse vi è più familiare il suo alter-ego Plastikman che, dal 2003 ha (pare) definitivamente abbandonato le scene in favore del qui presente signor Richie Hawtin.
L'album DE9 Transition ha dalla sua una caratteristica davvero pionieristica: si tratta del primo disco ad essere stato concepito per il formato Dolby Surround 5.1, lo stesso utilizzato per l'audio dei DVD.


Se c'è tra i lettori qualcuno che si sia scandalizzato da questa mia dichiarazione (pensando, per fare solo un paio di esempi, alle più recenti uscite di Beck e degli Ensturzende Neubauten pubblicate anche- in questo stesso formato) posso appellarmi pregando di provare a rileggere quanto ho scritto: Questo disco non solo esce in DS 5.1, ma è stato concepito per questo formato, a differenza dei precedenti tentativi che composti e registrati per il tradizionale audio stereo a due canali, sono stati poi adattati a quello cinque più uno.
Per queste ragioni vi verrà facile immaginare che l'album esce su formato DVD (il normale CD non riesce a supportare i Dolby Surround) e può essere ascoltato nella sua complessa totalità solo da chi possieda un impianto di Home Theatre.
A tranquillizzare tutti gli altri (sottoscritto incluso) va detto che l'album viene venduto con un disco bonus che contiene 21 dei 28 pezzi del DVD nella versione mp3 (alla faccia del Copy Controlled!).
Fatta questa premessa, e in considerazione del fatto che chi scrive non ha possibilità (ma tanta curiosità) di sentire l'album nella sua forma a cinque uscite, tocca parlare della musica che contiene.
Sulla copertina si leggono alcune curiosissime informazioni (scritte da Richie Hawtin stesso) riguardo la genesi dell'opera: Questo mix di nuova concezione comprende campioni, parti e frammenti di più di 100 tracce, incluse tracce esclusive e rari classici di Ricardo Villalobos, Marc Houle, Dbx, Sahko, Carl Craig e molti altri. Si tratta, in definiiva, di un (eccellente) mix album con musica dance concreta su un lavoro di cesello ottenuto mettendo assieme piccolissimi frammenti in loop di musica altrui che, attraverso mezzi informatici (Propellerhead Reason su un Mac G5 OS10) diventa una lunga suite elettronica, formata da una ventina di movimenti, dall'aspetto fluido e affascinante e senza soluzione di continuità.
Tutti i pezzi appaiono firmati dallo stesso Hawtin, dal momento che ogni singolo frammento utilizzato è stato trattato (o meglio elaborato) in modo da divenire irriconoscibile. Allo stesso momento però viene rimarcata la natura di mix-album creato con l'utilizzo di registrazioni di altri musicisti.
Sebbene sia concettualmente diverso da entrambi, potrebbe essere descritto come una stupefacente sintesi del lavoro Ambient di Brian Eno con le tecniche digitali di Kruder & Dorfmeister del capolavoro K&D Sessions.
Questo bizzarro affermarsi e negarsi come autore della musica incisa nell'album, nel giro di poche righe tra le note di copertina, fa di Richie Hawtin un innegabile innovatore.
L'ambiguità che vive in perfetta simbiosi con la facile fruizione dei pezzi, rende DE9 Transition un indiscutibile punto di svolta nelle produzioni basate sul campionamento e sul taglia e cuci.
Il disco manifesta un impianto esile e perfetto, che fa venire in mente guru storici cone i Kraftwerk ma che non nasconde parentele concrete vicine al lavoro di sperimentatori meno blasonati (ma assolutamente imprescindibili) come gli Oval.
E' musica elettronica pulita e immacolata, regolarissima e affascinante con quel nonsoché di umano che non sono ancora riuscito a collocare nella presunta giusta maniera. Un mondo fatto di kraut-ossessioni , delicatamente psichedeliche e ipnotiche che potrebbero appartenere ai Lemonjelly in versione cibernetica e lisergica.
Un viaggio nell'Europa più stoica, con un carico di valvole e microprocessori impiantati su un corpo umano nel quale siano ancora perfettamente funzionanti gli organi vitali.
Qualcosa che lascerà il vostro corpo pietrificato per tutta la durata della registrazione e che trasporterà la vostra anima da un'altra parte, dove tutto quello che vi è familiare sarà svanito in favore di un mondo futurista e acido che nemmeno il più estremo dei rave party potrebbe farvi vedere.
Il primo mattone della musica che ascolteremo nei secoli a venire.

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