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Rick Rubin, l'eroe che salverà la musica?

Va in giro con i piedi scalzi, una barba lunga almeno cinque anni e l'aspetto di un barbone la persona a cui è stato assegnato il compito di salvare il business musicale.
Rick Rubin, produttore guru che in una carriera ultra decennale ha collezionato Grammy Awards a profusione e ha lanciato negli annali della musica gente del calibro di Johhny Cash e Beastie Boys, è stato nominato a maggio co-presidente della Columbia Records.

Al lui, con quel faccione da saybaba e quella sua passione per la religione, l'esoterismo e lo yoga, è stato chiesto di correggere le statistiche, di invertire la rotta modello Titanic delle vendite musicali dell'ultimo, disastroso anno.

Lui, Rick, nella sua villa spagnolesca a Los Angeles costruita nel 1923 decide quale nuova band deve emergere e quando lo deve fare.
Ha un potere pazzesco, Rubin, costruito negli anni e rinsaldato da una cultura musicale sconfinata.
èlui dietro ai più grandi successi della musica rock e hip hop degli ultimi 20 anni. A lui si devono successi del calibro di "Blood Sugar Sex Magik" dei Red Hot Chili Peppers, "Ball breaker" degli Ac/Dc, "Electric" dei Cult, "Wildflowers" di Tom Petty, "Seasons in the Abyss" degli Slayer e tutti gli album dei System of a down.

A 44 anni suonati, la missione del guru è una sola: rivitalizzare le case discografiche, messe sotto assedio dalla inarrestabile avanzata della musica digitale.
E' l'iPod il nemico che Rubin deve sconfiggere. Come? "Permettendo agli ascoltatori di abbonarsi alle case discografiche come si fa con una tv a pagamento, scaricando tutta la musica che vogliono per una modica cifra mensile", ha detto al New York Times Magazine che gli ha dedicato la copertina col itolo: "Riuscirà quest'uomo salvare il business della musica?".

Figlio di un venditore di scarpe, Rubin (che attualmente sta lavorando al nuovo album dei Metallica), vuole tornare alla buona musica, scoprire talenti nuovi, regalare aria fresca alla musica. La sua tecnica è semplice: "La scoperta comporta studio, meditazione, orecchio e passaparola".

Quando decide di produrre un album scrutina le canzoni prima di entrare in studio: "Il motivo sono le canzoni. Gli artisti devono scrivere canzoni che durino negli anni, non canzoni per un album. Mentre scrivono, si presentano e suonano le canzoni davanti a me. La maggior parte dei gruppi scrive dieci canzoni e crede di essere a posto. Quando le suonano per me, solitamente le ultime due scritte sono le migliori, quindi scelgo solo quelle e li rimando a casa a scriverne altre otto".
E fa così con tutti, non importa se l'interlocutore che ha davanti sia una superband o gente alle prime armi.

L'ufficio di Rubin gronda spiritualismo: si trovano testi orientali, riflessioni sulla Bibbia, New Age.
C'è addirittura un grande Buddha di ottone, casse acustiche delle stesse dimensioni, sagome dei Beatles che circondano la statua sbracciata di Visnù.
Per salvare la musica, del resto, serve un supereroe e si sa, i supereroi non sono mai gente comune...

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