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Robert Plant & Alison Krauss - Raising Sand

Etichetta: DECCA - Voto: 8
Brano migliore: Sister Rosetta Goes Bifore Us

Allora, sia chiaro: Raising Sand non tradisce ed è esattamente come deve essere. Non so cosa voi vi immaginiate ma se avete un’idea, anche vaga, di chi siano questi due, sapete anche cosa è uscito dalla loro accoppiata. Alison Krauss da noi non è molto conosciuta ma è una voce bluegrass/country da milioni di dischi venduti mentre Robert Plant è il frontman dei Led Zeppelin, amante di due generi come il blues e il rock che la sua storia ha aiutato a convivere ed arrivare fino ad oggi.

Quindi, il disco targato Plant/Krauss altro non può essere se non una collezione di brani di impronta country, con una dolente eco blues. Semplice. Delle 13 canzone della scaletta, buona parte sono cover e sebbene non si tratti di pezzi da noi molto famosi, dovrebbero bastare i nomi di alcuni autori a farvi capire da che parti stiamo: Townes Van Zandt, Gene Clark, Everly Brothers e Tom Waits (in calce la lista completa). C’è anche la rilettura di Please Read The Letter che Plant scrisse assieme al vecchio compagno degli Zep per l’album Walking Into Clarksdale (Page & Plant, 1998).

Non basta? OK, allora mettete a girare il disco e ascoltatelo fino almeno alla traccia numero tre (Sister Rosetta Goes Bifore Us di Sam Phillips). Se non vi s’è scosso alcunché avete buone ragioni per decidere di non procedere con l’ascolto. Un peccato perché vi perderete la strepitosa versione che i due realizzano di Gone Gone Gone degli Everly Brothers. Se invece fino a qui il disco vi è piaciuto, avrete già avuto modo di capire che potrebbe essere uno degli album della vostra vita. L’album che Mark Lanegan ha sempre voluto fare ma al quale non è mai riuscito nemmeno ad avvicinarsi. Nemmeno quando ha cercato la complicità di Isobel Campbell. Anzi, men che meno in quell’occasione.

Qui il sapore è molto più smaccatamente bluesy e, a dispetto di una produzione a tratti un po’ troppo raffinata (di T-Bone Burnette), a venire in mente sono i dischi di Ry Cooder, quelli mambeggianti realizzati con Manuel Galban ed anche le divagazioni cubane dell’epoca di Buena Vista Social Club. Non è un caso, infatti, che tra i musicisti coinvolti ci sia anche Marc Ribot che in questo genere di sonorità desertiche e malate (afro-cuban-tex-mex), è un’autentica autorità. Un disco di musica sincera che pesca con devozione e rispetto dall’urban-blues, dal country & western ma anche da tradizioni apparentemente più lontane come il Fado e la Bossanova (ma non aspettatevi Tom Jobim o Amalia Rodriguez!).

Il target non è sicuramente il liceale rockettaro né, tantomeno, la sbarbatella pop-oriented ma questo era già scritto sulla copertina tra i nomi dei due protagonisti. Allo stesso modo si tratta di un lavoro che umilia definitivamente tutti coloro (e sono tanti, col sottoscritto primo nella lista) che mai si sarebbero aspettati una scelta così perfetta da un matusa come lo zeppelone Plant.

Questa la Tracklist completa (tra parentesi gli autori originali)

1.Rich Woman (Dorothy LaBostrie-McKinley Millet)

2. Killing the Blues (Rowland Salley)

3. Sister Rosetta Goes Before Us (Sam Phillips)

4. Polly Come Home (Gene Clark)

5. Gone, Gone, Gone (Phil e Don Everly)

6. Through the Morning, Through the Night (Gene Clark)

7. Please Read The Letter (Robert Plant-Michael Lee-Jimmy Page-Charlie Jones)

8. Trampled Rose (Tom Waits-Kathleen Brennan)

9. Fortune Teller (Naomi Neville)

10. Stick With Me Baby (Mel Tillis)

11. Nothin' (Townes Van Zandt)

12. Let Your Loss Be Your Lesson (Milt Campbell)

13. Your Long Journey (A.D. Watson and Rosa Lee Watson)




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